La schiuma dei giorni. O le bolle dell’anima, boh.

by

Eh niente, praticamente è successo che sono andata in libreria a spendere la metà del mio micragnoso stipendio (e fin qui ordinaria amministrazione), comprando dei libri (ma và?), tra cui ce n’era uno con la copertina rossa. Non quel rosso che ti aggredisce, però. Un rosso tenue, invitante. Sopra c’è disegnata una casetta, un omino e due topini, tutto molto stilizzato modaltà infantile. E il titolo è “La schiuma dei giorni”, e l’autore è Boris Vian.

E praticamente è successo che a me ‘sto libro m’ha sfracellato l’anima, ne ha ricavato un mucchio di piccoli origami e poi li ha soffiati via, ridendo. Ma non ridendo di scherno, ridendo tipo… tipo come potrebbe ridere il tuo migliore amico per tirarti su il morale dopo una tragedia. L’ho letto in un giorno, andata e ritorno e notte inoltrata, non in quest’ordine. Non sono neanche riuscita a piangere, perchè è troppo bello. Ma no, in realtà non è “troppo bello”, altrimenti sarebbe famoso, sarebbe un classico, e tutte le persone a cui lo sto spacciando come se l’avessi scritto io non mi guarderebbero con aria interrogativa quando lo nomino.

E allora cos’è? Una fiabetta. Una tragedia. Una tragedia infilata dentro il linguaggio di Queneau, frullata con la tenerezza del Piccolo Principe, e ripassata attraverso l’ironia di Voltaire. Si ok, forse su Voltaire sto forzando la mano, ma è per tentare di spiegare questo viluppo di sensazioni che ti lascia dentro. Ti dice che l’amore è spettacolare in tutti i sensi, anche se va a finire male, e che comunque non c’è da scegliere, non è che si sceglie se amare o no, e quando succede non si può più smettere, anche se ti si sfracella tutto il mondo addosso e poi ne puoi morire, ma non è evitabile, inutile lottare. non è che un giorno ti svegli e dici “Si ok sono innamorato ma per salvarmi la vita posso smettere di amare”, no non esiste, scordatelo, è insensato, non è una possibiità contemplata.

E comunque ne vale la pena, anche se poi sei destinato a soffrire tanto da morirne, sticazzi. Ne valeva la pena.

E dire che io manco ci credo, a questa visione tragico-idilliaca dell’amore.

E nella tragedia è tutto così leggero, si parla con le nuvole, si guarisce con i fiori, si pattina, si parla coi topolini di casa, si fanno crescere armi col calore del corpo, e le ninfee crescono nei polmoni, e si balla lo sbircia-sbircia, ed esiste un pianocktail che mesce i drink a seconda delle note suonate, e si ascolta Chloé arrangiata di Duke Ellington e poi ci si innamora della sua impersonificazione. Si nasce ricchi e si muore poveri, ci si innamora e si perde tutto, ma sempre senza guardarsi indietro nè avanti, e tutto è inevitabile, leggero, pesantissimo, dolcissimo, allegro e tristissimo.

Si è capito che mi è piaciuto?

[Silently]

Annunci

Tag: , , ,

2 Risposte to “La schiuma dei giorni. O le bolle dell’anima, boh.”

  1. m Says:

    Oh si, davvero bravo Vian. Era anche diplomato in Patafisica

  2. [Silently] Says:

    Però purtroppo mi dicono tutti (tutti=quelle 5 persone che sanno chi è) che questo è il romanzo più bello, e gli altri mi potranno solo deludere *sigh*

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: