Storie di donzelle, cavalieri e ruote a terra.

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C’era una volta, tanti e tanti mesi fa, una giuovin donzella che possedeva un bianco destriero, che si cibava di uno strano e puzzolente liquido oleoso, ed era talmente forte e coraggioso che poteva portare su di se anche 5 (…ma pure 6) persone contemporaneamente.
Poteva percorrere chilometri e chilometri senza stancarsi mai, e non mancava mai di cantare durante i percorsi, anche i più brevi.
Ma sto divagando.
Un giorno, data la deplorevolissima condizione igienica del destriero, decise di pulirlo e spazzolarlo per…

Vabbè dai, un giorno ho portato la macchina a lavare perchè faceva veramente troppo schifo.
Arrivo all’autolavaggio e mi infilo nel box del lavaggio fai-da-te.
Amara sorpresa: una ruota è a terra. Bestemmie e maledizioni varie, decido di lavarla prima di cambiare la gomma incriminata.
Ci laviamo ed usciamo, parcheggiandoci nell’apposito piazzale dedicato all’asciugatura delle vetture. Ci asciughiamo un po’ (io al sole, lei con la pezzetta), e decido di dedicarmi a quella che per mesi (finchè cioè non ho racimolato una quantità di euri abbastante all’acquisto di gomme nuove) è stata una delle mie attività principali: il Cambio Della Gomma.
Se fosse istituita disciplina olimpica potrei seriamente considerare una partecipazione con buone speranze di un ottimo piazzamento.
Ma sto divagando.
Ora, nonostante la semplicità e la confidenza che ostento con la procedura del cambiaggio, una giuovin donzella si attende sempre che qualche generoso cavaliere si proponga di aiutarla in questa situazione storicamente e socialmente così poco femminea.
Poraccia la donzella in questione, comunque, a nutrire siffatte inutili speranze!
Dopo aver svitato i bulloni della gomma incriminata (operazione che deve aver destato non poca ilarità negli eventuali spettatori, dato che è stata eseguita da una buffa figuretta di manco 60 chili che saltellava come un giovane esemplare di grillo schizofrenico sull’affare per smontare i bulloni), mentre mi apprestavo a sollevare l’intero peso della macchina con il solo aiuto del mio amico Cric, (l’unico che non mi rifiuta mai il suo preziosissimo aiuto), un giovane centauro parcheggia la sua moto vicino al mio bolide.
L’ha appena lavata; il suo destriero è nero e luccica. Lui la appoggia dolcemente sul cavalletto, se la guarda un po’. Poi comincia a prestare la sua attenzione a me, la pazza che sbuffa e suda sotto al sole, cercando di convincere a parole Cric ad alzare la macchina da sola (e non funziona mai, con nessun tipo di argomentazione, tantomeno di minaccia).
Mi guarda.
Sfodera un sorriso.
Io lo guardo e smetto di pestare Cric.
Si avvicina.
Ci siamo, oddio forse ci siamo!
“Scusa…” incomincia lui.
Io vorrei strillare subito “SI GRAZIE MILLE!”, ma la sorpresa mi blocca la parola.
Così lui può finire la frase: “…che mi presti la pelle di daino per asciugare la moto?”

[Silently]

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5 Risposte to “Storie di donzelle, cavalieri e ruote a terra.”

  1. Sac Says:

    Vedo con piacere che ESISTONO ANCORA i rozzi motocilisti di una volta. ;)

    Bene, torno ad ascoltare i Motorhead a palla.

    • [Silently] Says:

      Un vero ROZZO motociclista non mi avrebbe CHIESTO se avevo bisogno di una mano: mi avrebbe strappato il cric di mani, avrebbe cambiato la ruota in 2,5 secondi netti, mi avrebbe guardato schifato e se ne sarebbe andato sgommando e rombando.
      Ecco!

  2. m Says:

    Beh, non ci potete relegare sempre a ruoli da “brico center” e ricordarvi di noi solo quando c’è da appendere un chiodo alla parete, da montare un mobile IKEA o da cambiare una gomma all’automobile…

    (Bello il pezzo. Ben scritto, divertente)

  3. brillanteeugenio Says:

    Forse era John Vignola che si è ricordato di te e delle tue vili offese. O Carlo Pastore. Avrebbero potuto bucarti anche le altre ruote :)

  4. Perchè io ti vogliobbene come se fossi normale. « ConversazioniMetropolitane Says:

    […] Bud Spencer Blues Explosion + Low Frequency Club @ Circolo Degli Artisti, Roma (19/05/2011) 11 – Storie di donzelle, cavalieri e ruote a terra. 12 – Il Roxy Girls Surf Festival 2011: e voi, addò pensate de […]

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