Cade l’acqua dalle nuvole

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Piove piove la gatta non si muove,

si accende una candela, si dice buonasera…

Con il naso attaccato al vetro rimanevo a guardare il giardino di casa mia che piano piano si bagnava. Le foglie ed i fiori che affogavano, cercando di resistere.

Io non potevo uscire a giocare, non potevo salire sull’albero di albicocco per leggere ad alta voce i miei libri agli abitanti del prato e ai gatti che passeggiavano annoiati.

Non potevo andarmi a nascondere nel mio posto segreto: il tronco di un pino tagliato, nascosto in una siepe. Una tana.

Come Bianconoglio scappavo da quello che mi metteva paura, da quello che mi infastidiva, fin quando a mettermi paura è stata la consapevolezza che ormai superati i 12 anni e il metro e cinquanta di altezza in quella tana non potevo più scomparire.

Aumentando i centimetri la paura si è trasforma nella curiosità di spingersi fuori da quel buco.

Per andare a camminare  nel bagnato giardino delle meraviglie.

Sumire

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