Acquario

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Nei viaggi intercontinentali me ne andavo quattro o cinque giorni in Bretagna nei fari del Mare del Nord o per i castelli della Loira.
A Clorinne piaceva tutto ciò che stava sospeso per aria.
In quelli continentali passavo le giornate in aeroporto, le compagnie arabe ritardano sempre di una buona mezz’ora.
Diceva che un uomo che sa pilotare un aereo poteva avere tutto dalla vita.  
Ho comprato la divisa da pilota dell’Air France ai magazzini di Boulevard de Martigén, quello specializzato negli abiti da lavoro.
Andava pazza per la fase di decollo, è come un orgasmo mi diceva!
A Montpellier, l’appartamento di Place de Gourmité era perfetto per tre. Sophie aveva l’altalena nel giardino e la piscina gonfiabile. Clorinne lavorava part time da Vivianne.
I gradi li ho presi a parte e li ho appiccicati sulle maniche all’altezza dei polsi.
Il venerdì sera all’Operà Comedie guardavamo lo spettacolo dalla prima fila. Il sabato con Daniel e Chery cenavamo nei ristoranti consigliati dalla guida Michelin.
Avevo un’autista personale che mi veniva a prendere a casa ogni volta che avevo un volo.
Ci siamo sposati ad Arles, festeggiando in mezzo ai fenicotteri rosa, ai cavalli bianchi e alle paludi splendenti della Camargue.
Nelle locande della Provenza mangiavamo Livarot, il Cabernet-Sauvignon lo portavamo in camera e facevamo l’amore bevendo.
Quando le telefonavo da ogni parte del mondo si stupiva di sentirmi così vicino, sei dietro l’angolo mi diceva!
Se non ero fuori per lavoro passavamo i week end nella casa di Chery a Saintes Maries de la Mer.
Da fidanzati mi capitava di starmene intere giornate tappato in casa a guardare ore ed ore di video sugli aeri.
Raccontavo a Clorinne che il Boeing 747 ha due motori che sprigionano una potenza di millecinquecento chilowatt all’ora e che può contenere massimo 180 persone comprese quelle di bordo.
Che le hostess sono quattro e parlano tre lingue, il copilota siede alla destra del pilota e controlla altimetro, barometro…. 
Quando mi hanno promosso comandante del volo Parigi-Marsiglia ci siamo trasferiti in una villetta sulla collina Montmartinì proprio sopra gli Champs Elysees.
Sophie aveva la sua piscina in muratura ed un parco giochi con pini di natale veri, Clorinne smise il part time e dedicò tutto il suo tempo al pilates, a Sophie e a me.
Le sere d’inverno cenavamo nel locale del piano interrato col camino acceso e le lampade ad olio al profumo di gelsomino. I riscaldamenti sul pavimento rendevano l’ambiente caldo ed accogliente, fuori la temperatura scendeva sotto lo zero.   
Fu in una di queste cene che Clorinne mi chiese se non ero stufo di passare intere giornate nella sala d’attesa del Charles de Gaulle.
Clorinne sapeva da sempre.
Sapeva che tutti i giorni da quasi venti anni sedevo sotto il monitor degli arrivi con aperto sulle gambe Le Monde.
Sapeva che quando il mio volo apriva il carrello d’atterraggio fuori l’aeroporto c’era già il mio autista ad aspettarmi.
Sapeva che quando le ruote toccavano terra ripiegavo il giornale e davo un’occhiata al video.
AB123 CE Parigi ore 18:30.
Sapeva che entro un’ora sarei tornato a casa.

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2 Risposte to “Acquario”

  1. Acquario « ConversazioniMetropolitane Says:

    […] View original post here:  Acquario « ConversazioniMetropolitane […]

  2. Sciuscia Says:

    Bello.

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