Immondizia colorata

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..così sono sceso.
Nella parete arancione è colato il contorno di lei che mi vuole uno scompartimento del suo treno; sono solo un vagone.
Lei che non sa riciclare l’immondizia del passato col tempo nuovo e farne base per un nuovo giorno; io che faticosamente la sto imballando con lacci arcobaleno, ne farò uso domani.
Lei che non sa parlare di se e non vuole scendere in profondità ma che ride e guarda solo cartoon.
Sono solo un vagone pisello.
Io che voglio anche parlare e miscelare quello che abbiamo, quello che possiamo.
Due persone al mondo, è così difficile trovare l’empatia le ripeto sempre.
Oltre la parete arancione l’Arrone scivola tra i fumi dell’ama e srotola binari che muoiono nel fango; stiamo morendo nel fango.
Arrotolo i pantaloni, i piedi a terra sono fragili molluschi che dondolano in mare.
Sono carne senza dita, sei solo un seme cresciuta per caso.
Più giù i pini, resina di marmellate e pisciate, richiami di madri imperlate dal sole e corse di bambini. Corse a perdifiato.
Siamo nelle cose che attraversiamo e sfioriamo, non siamo più in alcuna cosa.
Così scendo dal vagone pisello, con le scarpe ai piedi salgo sull’immondizia colorata e scanso questa fottuta cataratta.
E vedo il mare….

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