Phil

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Cinque minuti scarsi con la traccia quattro sparata a tutta nelle orecchie. Sempre così nell’ultimo l’ultimo chilometro di corsa. Avevo adocchiato nel giro precedente una panchina che faceva al mio caso, occupata per metà da una tipa niente male che sedeva con le ginocchia raccolte sotto il mento e con un libro tra le mani. La tipa doveva avere pazienza altri cinque minuti, leggersi un po’ di quel libro o bastava anche facesse finta che poi sarei arrivato io a tenerle compagnia come si deve. Stavo di nuovo in fissa per i Depeche Mode. Con gli auricolari che spuntano da sotto la t-shirt rossa antiaspirante, i pantaloncini in microfibra e le scarpe asics, che sono le migliori per chi fa runner, mi sento un tipo decisamente a posto. Faccio footing da una decina d’anni, prima mi sono distrutto di squat nelle palestre di mezza city sempre con la fissa di irrobustire le gambe. Quando i polpacci mi sono diventati due polpette enormi mi sono detto che era il caso di allungarli un po’ questi muscoli e così eccomi a Southernlake. Tre volte a settima, quasi cinque a chilometro, proprio niente male per un quarantenne! Southernlake o Sotherlake come lo chiamano quelli di qui è un parco naturale con in mezzo una pozza d’acqua limpida a forma di stivale rovesciato su un lato, con le palme mediterranee e le panchine in marmo bianco disposte lungo tutto il suo margine e qua e là sparsi gazebo in legno con in mezzo tavoli e panche anch’esse in legno. In giornate così belle il lago è preso d’assalto da orde di persone affamate di sole e relax. Il guaio è che quelli di qui fanno un casino della madonna con i loro pranzi al sacco, le borse frigo e le cotolette impanate. Sono degli urlatori che vengono qui a piantare le loro cucine ambulanti coi ragazzini che tirano calci al pallone mentre mangiano alette di pollo e bevono schifezze gasate. Niente a che vedere con noi della city, che al massimo abbiamo uno zainetto nike sulle spalle, mangiamo al bistrot del lago e parliamo sottovoce e soprattutto parcheggiamo i nostri suv lontano dal parcheggio pubblico che sembra un cimitero di vecchie utilitarie. E’ in giornate come queste che per i sentieri dove si fa footing si incontrano tutte le specie di rompicoglioni possibili tipo le mamme coi passeggini, i vecchi ed i padroni dei cani. Le mamme hanno la patetica missione di proteggere il loro bene più delicato e prezioso come se tutto il mondo circostante fosse appostato per rompere i coglioni ai loro piccoli; la missione dei vecchi invece è quella di far vedere agli altri che sono vecchi per davvero e che non ti ci devi avvicinare troppo altrimenti potrebbero cadere e rompersi il femore che è la prima cosa che un vecchio si rompe e che spesso è il viale che imboccano per l’altra vita. Per non parlare poi dei padroni dei cani, loro si che sono una razzaccia! Senti il loro cane inseguirti per una ventina di metri ed alitarti sulle caviglie fino a quando non li richiamano a gran voce e se poco poco gli ricordi che devono tenerli al guinzaglio e mettergli la museruola si incazzano con te! C’è un’ultima specie che detesto nel profondo: i corridori della domenica. Quelli che arrivano al lago a mezzogiorno con 35 gradi all’ombra in tuta, fascetta in fronte e incerata per sudarsi pure le orecchie e si trascinano per una mezz’ora caracollando col fiato grosso tra colpi di tosse e sputi. Ebbene io per tutti questi tipi qui farei pagare un biglietto d’ingresso o quantomeno li farei entrare a giorni alterni come si fa con le macchine: i lunedì solo le mamme, il martedì è per i vecchi, il mercoledì ai padroni dei cani, il giovedì per gli urlatori al sacco e la domenica ai corridori della domenica, ovviamente. Inutile dire che a me piace correre solo. Quando vedo un gruppetto di corridori parlottare e far finta di non faticare penso a quanto fiato inutile tolgono alla corsa. Mi chiamo Phil, ho quaranta anni, sono un headhunter e guadagno cifre da far invidia all’ad della mercedes. Quando licenzio una persona provo un piacere che è difficile spiegare. E’ lo stesso piacere che provo quando corro sfiorando i rompicoglioni di Southernlake. In qualche modo sento di poterne condizionare l’esistenza.

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Una Risposta to “Phil”

  1. Sciuscia Says:

    Bello, bello, ben scritto.

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