Fred & Joe

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Il distintivo di Fred Tuttidentro brillava sotto il naso esagerato di Joe Nasca. Fred andava pazzo per situazioni come queste. A Fred piaceva farsi guardare dalla gente di Salt Lake City mentre fermava gli sbandati che attraversavano la sua contea. Nello Utah tutti sapevano che se Fred Tuttidentro ti fermava per un semplice controllo rischiavi di finire dentro almeno per una notte.
Quel giorno a West Valley City (contea di Salt Lake City, Utah) un sole così non si era mai visto prima. Joe Nasca proveniva da nord dentro un pick-up coi fili del cruscotto ancora penzoloni, Fred Tuttidentro stava di traverso con la macchina di servizio all’incrocio per le Rocky Mountains, di li Joe doveva passare per forza se voleva proseguire verso l’Arizona e piazzare quel cassonato a non più di seimila dollari.   
La segnalazione via radio era chiara: un pick-up rosso a cabina doppia con ammaccature sul lato sinistro e col fanale destro rotto con a bordo un tipo con occhiali a specchio e naso esagerato era stato appena rubato al figlio del vicesindaco Wallas, quello che voleva portare l’età pensionabile da sessantacinque a settantuno anni. Fred era in odore di pensione e questa cosa gli rodeva molto; avrebbe fatto volentieri a meno dello stipendio pur di continuare a lavorare.
Beccare Joe era l’occasione per dimostrare che Wallas aveva ragione e che se fai il poliziotto come si deve puoi farlo finché non crepi. Fred era entrato in servizio quando ancora le strade non erano asfaltate e i furti di auto erano pochi perché c’erano poche auto in giro (!). Poi nel settanta riapre la miniera dei Coal Bros. e iniziano a circolare dollari, la gente si compra la sua bella macchinetta e quelli cui non andava di sporcarsi le mani col carbone pensano bene di fregare le auto degli altri per farci soldi facili. Joe Nasca era uno di quelli che lavorava da una vita di concetto sotto i cruscotti delle macchine. Il suo curriculum parlava chiaro: a dieci anni un paio di denunce per furto di macchinette in un negozio di modellismo, a dodici sorpreso alla guida della macchina del padre senza patente, a tredici in quella del padre di un suo amico con patente falsa. Dai sedici in poi comincia a fare sul serio.
Fred lo aveva sbattuto dentro soltanto una volta per sei mesi; in un’altra circostanza aveva rischiato di lasciarci la pelle quando Joe non si era fermato al posto di blocco e lo aveva investito in pieno costringendolo al letto di casa per un paio di mesi causa frattura di due costole e un piede rotto. La moglie di Fred, Susanne, in quei due mesi maledì Joe più del marito mentre i figli, Charlie e Sam, disegnavano sul gesso del padre il profilo esagerato di Joe. Quando si rimise in piedi tappezzò la contea con le foto di un naso enorme e la scritta Wanted, non era prevista alcuna ricompensa.
Fred stavolta non commise l’errore dell’altra volta di restare seduto in macchina ma scese e si appostò dietro l’insegna fulminata dell’affittacamere dei Jones mentre la macchina di servizio messa di traverso occupava tutta la strada che portava per le Rocky Mountains. Quando la pick-up rossa spuntò dalla statale Fred si fece sul ciglio della strada con la pistola d’ordinanza impugnata con due mani puntata verso il cassonato. Joe frenò di scatto, il pick-up sbandò andando ad urtare la fiancata della macchina che si ribaltò di lato, dal serbatoio un filo di benzina cominciava a scendere. Fred imprecò e si fece sotto Joe che scese dal pick-up senza dire nulla e si vide sventolare il distintivo sotto il naso. La gente della contea accorse subito e fece un circolo intorno loro mentre il sole picchiava forte sul distintivo ancora alto di Fred.
La cattura di Joe Nasca aveva convinto il sindaco di Salt Lake City ad accettare la proposta del suo vice Walles. Fred avrebbe continuato a dare la caccia agli sbandati della contea fino a settantuno anni; Susanne ringraziò il cielo.
Joe scontò dodici mesi e quando uscì cambiò vita.

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Una Risposta to “Fred & Joe”

  1. Sciuscia Says:

    Bello.

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