La giuovin Donzella, i Cavalieri Ingegneri e lo Sciacquone.

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Tanti e tanti anni fa, la vostra Giuovin Donzella risiedeva in uno studentato alla periferia di Bologna.

Il suo appartamento (che condivideva con altre 6 SIMPATICISSIME ragazze, tra cui la sua attuale Moglie e Giuglia La Moralizzatrice) era circondato da altri appartamenti che ospitavano baldi giovini, studenti di Lingue, di Chimica, di Scienze Politiche, di Economia, di Medicina, ma soprattutto di Ingegneria.

Protagonisti della storia odierna sono: due fratelli ingegneri dell’appartamento 15, uno sciacquone non funzionante e tutte le inquiline del 17. Giuovin Donzella compresa.
 
Un bel giorno, i due Fratelli Ingegneri del 15 vengono a scroccare il caffè (abitudine che, dopo settimane di tentativi, si è riuscita ad estirpare proprio in questa occasione che sto testè narrando).
Proprio nel momento della preparazione del nostro famoso caffè, Paola la Salentina esce sconvolta dal bagno.
Una tragedia, una catastrofe, sembrava di stare a Lecce! (C’era del leggero campanilismo salentino in lei: ogni spiaggia, prato o supermercato inquadrato in Tv era situato in Salento).
Lo sciacquone del bagno è rotto! Non ricarica più l’acqua! Oh, come faremo, noi povere donzelle indifese, ad aspettare l’assistenza tecnica dell’Arstud?
Sapevamo che avremmo dovuto attingere l’acqua con un secchio da un pozzo per settimane, prima di riavere il nostro adorato sciacquone di nuovo funzionante.

I due Ingegneri si gustano la scenetta, ridacchiano, si scambiano occhiate d’intesa, poi si alzano trionfanti e proclamano in coro: “DONNE, scostatevi. Ci penZiamo noi”.

Meraviglia e stupore negli occhi delle Donzelle indifese, la speranza si riaccende nelle loro anime: i Cavalieri Ingegneri avrebbero certamente risolto tutto, come nelle favole e nei libri e nelle storie e nei film che ci propinano da quando siamo nate.
Essi si appropinquano al bagno e prendono in pugno la situazione. Aprono la cassetta, ci guardano dentro, confabulano.
Nessuno dei due osa toccare niente, al massimo indicano schifati col ditino ben lontano dall’orripilante interno della cassetta incrostata di calcare.
Poi, con aria trionfante (di nuovo), ci riferiscono il verdetto: il galleggiante è da cambiare.
Richiudono soddisfatti e tornano a sedersi sulle nostre sedie a finire il caffè.

Perplessità serpeggia nella casa.

La Giuovin Donzella preferita, terrorizzata all’idea del ricevere l’idraulico dell’Arstud a casa alle 7 e 30 del mattino in un giorno imprecisato dell’anno solare seguente, all’apice della disperazione propone:
“Magari ci do un’occhiata io”.
Disse la laureanda in Dams Musica.

I due ingegneri si scambiano occhiate compiaciute e sorrisetti beffardi: certocerto, ragazza.

La Giuovin Donzella si appresta al bagno incurante delle risatine.
Apre lo sciacquone, infila una mano dentro, smuove il galleggiante incastrato, richiude.
Magico rumore di riflusso dell’acqua che comincia a salire: sciacquone come nuovo.

Applausi.

Estirpazione della pessima abitudine di venire a scroccare il caffè.

The Real Happy Ending.

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Una Risposta to “La giuovin Donzella, i Cavalieri Ingegneri e lo Sciacquone.”

  1. Francesco Says:

    Ma LOOOL!

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