Killer Joe@Teatro Vascello.

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Sull’onda del successo di Romanzo Criminale, al Teatro Vascello in questo periodo sta andando in scena Killer Joe.
Due dei 5 personaggi sono infatti nel cast della serie tv italiana più bella che abbia visto (…vabbene, dopo Boris): Francesco Montanari e Alessandro Marverti, il Libanese e Gigio, fratello minore del Freddo.

Il dramma originale, scritto da Tracy Letts, è ambientato in un trailer nei sobborghi di periferia di una grande città americana, Dallas.
Questo adattamento vede invece l’ambientazione spostata nella periferia romana, in una squallida bettola giallorossa che ospita una famiglia “allargata”, annaspante nella miseria e nella pochezza di mezzi, sia materiali che intellettuali.

Bravissimo il protagonista Alessandro Marverti, che interpreta Cristian, ventiquattrenne “incappato” nella spaccio mentre cercava un’occasione di redenzione.
Per pagare debiti di droga cede alla tentazione di far uccidere la madre per riscuoterne l’assicurazione, intestata a Dorotea, sorella minore di Cristian.
Dorotea, magistralmente interpretata da Patrizia Ciabatta, è una ragazza di vent’anni traumatizzata da un tentativo di omicidio da parte della madre mentre era nella culla: ecco perchè non si fa tanti problemi quando Cristian e il padre decidono di assoldare Killer Joe (Francesco Montanari) per eseguire l’omicidio.

Ovviamente non andrà tutto liscio: come “caparra” per compiere l’omicidio, Killer Joe pretende Dorotea: da qui l’inquietante commissario di polizia dalla doppia vita si infila a forza nella vita quotidiana della famiglia.

Il testo americano originale è stato tradotto in un romanaccio de borgata, colorito e verace, che rende il tutto così vicino e verosimile alla realtà quotidiana della capitale che viene anche da chiedersi se potranno portarlo in giro per l’Italia, lo spettacolo.

Il dramma e le sofferenze di tutti e 5 i personaggi sono ancora più pesanti grazie ai tanti momenti comici, ingenerati dal dialetto romanesco e dalla velocità e l’arguzia popolare delle battute, che svelano la piccolezza e la vigliaccheria dei deboli di fronte all’autorità costituita, il Killer/commissario di polizia, che incarna quanto di più brutto e meschino esista oggi in Italia.

E il messaggio finale non è propriamente di speranza; il che rende lo spettacolo ancora più bello, più vero.

Una pecca? Giocare eccessivamente sui personaggi di Romazo Criminale. Che Montanari usi sempre ‘sta stecca para pe’ tutti è un po’ ruffiano.

[Silently]

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