Radiohead VS Emi.

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Chissà se conoscete la storiella dei Radiohead e della Emi?

E’ una storiella vecchia, che si tramanda da generazioni e generazioni, più precisamente dal lontano autunno 2007.

Allora ve la racconto un po’ anche io, magari non l’avete sentita.

C’era una volta una band di musicisti molto bravi, che venivano da Oxford.
Si erano incontrati e messi insieme sotto il nome di ‘On a Friday’ nel 1986 (io non avevo 4 anni. Per dire).
Nel 1991 questi si fanno un mucchio di concerti in giro per l’Inghilterra, e sono talmente bravi che un sacco di case discografiche se li contendono.
Alla fine la spunta proprio la Emi, con un contratto per 6 album.

Tralascio di raccontarvi del primo cd, Pablo Honey, e degli altri 5 capolavori pubblicati sotto questa etichetta (a cui va il merito per il nome, Radiohead, preso da una canzone dei Talkin Heads), e passo subito a raccontarvi il fatto vero e proprio.

I Radiohead pubblicano ‘sti 6 album con la Emi, come da contratto, perchè loro sono dei veri signori; fanno fare un sacco di soldi alla Emi che continua comunque a detenere i diritti di tutte le loro canzoni fino a Hail To The Thief (2003).

Finito il sesto album, (Hail To The Thief, appunto) i 5 geni si alzano dal seggiolone Emi e, sorridendo, escono dalla porta facendo ciaociao con la manina aperta.

A questo punto è facile che la Emi abbia leggermente rosicato, no?
Dal 1991 quando ha raccolto questi 5 sfattoni dalla strada e gli ha insegnato tuto quello che sapevano, li avranno sicuramente coccolati e trattati col rispetto che meritava la loro arte, no?
No?
Ma sto divagando, torniamo alla storiella.

Nel 2003 quindi i Radiohead si staccano dalla Emi, e passano 4 anni un po’ così, ognuno si fa i cazzi suoi, Thom Yorke pubblica un album solista (The Eraser), e anche gli altri insomma non è che stanno proprio con le mani in mano, compongono per colonne sonore, suonano a concerti di beneficenza, le solite cose insomma.
Lo spavento dei fans fu tanto; già le dichiarazioni di stanchezza dopo i tour e l’album nel 2003 facevano presagire un po’ di maretta anche tra di loro; poi le tante uscite soliste confermavano i timori di una imminente separazione.

Invece pare che questi tizi, quando dicevano che erano stanchi e che non si sopportavano più perchè stavano troppo tempo insieme, intendevano che erano stanchi e che non si sopportavano più perchè stavano troppo tempo insieme.
Infatti dopo una pausa di 3 anni, smaltita stanchezza e tensioni, si rimettono a lavorare su un nuovo disco, In Rainbows.
Decidono di autoprodursi e di rendere l’album scaricabile dal loro sito, al prezzo di – attenzione al genio – …offerta libera.
Cioè, anche aggratis, se ti reggeva.

Ma la parte della storia che ci interessa non è questa: quello che vi volevo raccontare, è che cosa ha combinato la Emi quando ha capito che i Radiohead non erano finiti, anzi.

Io mi immagino la Emi come una signora un po’ attempata, tutta siliconata e vestita elegante, che per 4 anni è stata seduta imbronciata col labbruccio sporgente a braccia conserte a meditare su come fargliela pagare ai Radiohead e alla loro ingratitudine.
Mi immagino come, appena abbia sentito la notizia del nuovo album che stavano per pubblicare da soli, si sia illuminata in volto: “Guarda mo’ che je combino a ‘sti 5 impuniti!!!”

Ed è così che è stato partorito, nel Giugno 2008, il Greatest Hits dei Radiohead.
Tanto per farvi capire la commercialità dell’operazione, vi dico solo che ne sono uscite 3 versioni: cd, cd doppio e 4 vinili. W l’arte.
Questa Greatest Hits include tutti brani (secondo me scelti a caso, e inseriti ancora più a caso in ordine randomico senza senso) composti fino al 2003, fino a Hail To The Thief; insomma tutti brani contenuti in quei sei album di cui la Emi detiene ancora i diritti.

I Radiohead hanno detto qualcosa tipo: ‘Maccheè ‘sta robbba? Noi non siamo d’accordo, è una bieca operazione commerciale. Ciao.’

La Emi, invece, si frega ancora le mani soddisfatta: è riuscita a sfruttare al meglio la pubblicità e la risonanza che si stava dando al nuovo album autoprodotto dei Radiohead per pubblicizzare (praticamente aggratis) anche il Gretaest Hits che invece, ovviamente, non comprende nè brani inediti, nè brani dall’ultimo cd.
Meglio di così non gli poteva andare.

O forse sì: forse la Emi poteva tenere le sue vampiresche mani un po’ meno addosso ai Radiohead, lasciargli più spazio e libertà artistica e trattarli meglio, e magari -magari- loro sarebbero stati contenti di rimanere con un’etichetta così importante.

Ma anche no, eh?

P.S. Se non conoscete bene i Radiohead, vi prego di non comprare il Greatest Hits.
Piuttosto andate su iTunes e comprate i singoli brani. Vi prego. Se lo meritano.
E se siete troppo pigri o non sapete proprio da dove cominciare, prometto un post dedicato esclusivamente ad una playlist: ‘Radiohead for beginners’.

[Silently]

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