Mike Portnoy lascia i Dream Theater – una storia triste.

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Queste son quelle notizie che le leggi e dici MACCHEDDAVERO?

Non sono la più grande fan dei DT, ma lo sono stata nel mio oscuro&inconfessabile passato.
Roba di fan club, backstage e foto imbarazzate.
Quindi una cosa come ‘Mike Portnoy non suona più coi Dream Theater’ mi provoca lo stesso sconvolgimento di ‘la tua vecchia migliore amica di sbronze del liceo si è fatta suora’.

Non è la prima volta che i DT cambiano un componente: hanno sempre avuto qualche problemino con cantanti e tastieristi.
Ma Myung, Portnoy e Petrucci, sono sempre stati loro, sin dall’inizio (e ‘inizio’ non è l’anno scorso. E’ 25 anni -ANNI- fa). Come a dire che i Radiohead continuano ad essere i Radiohead senza Greenwood.
Jonni, dico. (senza offesa per Colin, eh?)

Mike Portnoy è il cazzo di LEADER, dei DT, lo è sempre stato, perfino il NOME Dream Theater è un’idea di suo padre.

Sul sito ci sono le due dichiarazioni separate dell’orfanello spodestato e dei rimanenti tiranni; già dalla lunghezza delle dichiarazioni si intuisce abbastanza chi ha preso a calci in culo chi, e chi rosicato.
Mike, poveraccio, ha scritto un papiro che riassunto dice: ‘siete degli infami, il gruppo è MIOOOOOOO’.

Le versioni ufficiali sostanzialmente sono uguali: tutti e due dicono che è stata una decisione di Mike.
Mia interpretazione personale: Portnoy è tipo un bambino iperattivo, deve fare 800 cose tutte insieme (Vedi Liquid Tension Experiment, vedi Translatantic, vedi Avenged Sevenfold).
Solo che poi si stanca; va dai suoi colleghi e je dice ‘Oh regà, io so stanco, fermamose un pochetto, che dite?’
E gli altri, belli freschi riposati superpolleggiati, magari ce sformano pure un po’, sono un po’ invidiosi e anche gelosi, oh ma noi siamo i Dream Theater, sticazzi dei Transatlantic!
Ora qui le interpretazioni possibili divergono verso questi due finali:

1 – Mike Portnoy fa i capricci, batte i piedi a terra e strilla tipo ‘AH SI? Allora sai che c’è? Io me ne vado!’ mette il broncio ed esce sbattendo la porta.
2 – Petrucci&Company rosicano abbestia: o noi o loro. Poi lo cacciano in malo modo e sbattono la porta.

Il risultato finale è una porta sbattuta in faccia al gruppo che ha incarnato meglio il progressive metal, tra tecnica e marketing fatto come si deve, e l’ha portato alla ribalta mondiale, fuori dai clubbini, dalla Scandinavia, e dalla setta chiusa dei prog-metallari nerd.

[Silently]

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4 Risposte to “Mike Portnoy lascia i Dream Theater – una storia triste.”

  1. Dick Basstardly Says:

    Io e il mio gruppo cerchiamo un batterista.
    Secondo voi può essere interessato? Potremmo fargli un provino.

  2. Silently Says:

    Se hai la pazienza di aspettare che si riposi….

  3. Stecca Says:

    Ho 44 anni, sono un cultore del genere progressive e ovviamente dei grandissimi DT.
    Mi spiace ci mancherebbe, forse perchè Mike l’ho visto fisicamente crescere e portare avanti le sue idee e progetti tutto per i DT, ma francamente al di là dell’amicizia tra loro e chiaramente del supporto tecnico non indifferente penso sia meglio cosi.
    Mi auguro che dalla creatività unita alla loro emozionante tecnica esca un qualcosa di nuovo e strabiliante, un specie di viaggio senza inizio e fine ma che raccolga sentimento ed emozione in ogni angolo del pianeta.

  4. Silently Says:

    Io non credo che i DT siano “finiti” senza Portnoy, però credo davvero che non sarà più la stessa cosa.
    Saranno un gruppo diverso, credo.

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