Di Uomini e Traslochi

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Esistono dei momenti in cui sul Grande Libro Celeste delle Cose che Devi Fare nella Vita si concentrano in modo sorprendente fenomeni similari. Così tra giovedì e sabato ho partecipato a ben due traslochi. Il primo riguardante una camera da letto che è andata a a sostiituire quella dei miei, il secondo riguardante la casa della nonna di un mio carissimo amico.
Il primo è stato un necessario riscaldamento per il secondo. La cara nonna del mio carissimo amico ha una quantità di carabattole degna del maggior collezionista mondiale di meravigliosi raccogli-polvere nonchè una smodata passione per i servizi di bicchieri composti da un pezzo soltano: milioni di servizi di bicchieri composti da un pezzo soltanto per un totale di milioni di bicchieri.
Comunque ho avuto una serie di lezioni di vita importantissime.
1) I traslochi sono necessari per mantenere le cianfrusaglie domestiche all’interno dei confini dell’umanamente contabile.
2) Non è vero che quando traslochi ti danno il completino da traslocatore sexy stile Village People e non è assolutamente vero che un gruppo di persone stranamente vestito che canta e balla YMCA per tutto il giorno renda il lavoro più leggero.
3) Mai stare fermi troppo a lungo vicino alla nonna di questo mio amico: qualunque cosa, animata o meno che sia, non dia segno di muoversi (e quindi fuggire abbastanza velocemente) verrà da questa amabile signora sottoposta ad un’operazione di decoupage intensivo.
4) Dopo essermi fatto un mazzo mostruoso a trasportare una cassettiera in pezzo unico lunga due metri, con un bordino abbastanza grande da segarti parti del corpo varie ed eventuali a seconda della presa ma non abbastanza da assicurarne una comoda, nonché uno zoccoletto fasullo sotto al mobile utile solo a rompersi nel caso si fosse provato a trascinare lo stesso, posso garantire che Ikea è il male-da-montare ma Mondo Convenienza è il peggio-che-ti-smonta.

Tutto questo è però ben misera cosa rispetto all’esperienza mistica avuta da un Tipo Qualsiasi Residente al Primo Piano del palazzo nel quale il trasloco ha avuto luogo.
Posso solo immaginare la faccia di questo povero Tipo Qualsiasi Residente al Primo Piano quando, sentendo suonare il campanello ed aprendo la porta si è visto di fronte solo un divano ridente e parlante:

“Mi scusi signore, sono un povero divano che sta traslocando e inavvertitamente ho suonato al suo campanello.”

Non posso invece neanche immaginare la faccia del Tipo Qualsiasi Residente al Primo Piano quando aprendo la porta ad una seconda scampanellata si è trovato di fronte un altro divano:

“Mi scusi, stavo cercando mio cugino, sa sta traslocando quì oggi, e non volendo ho suonato al suo campanello”

Esistono dei momenti in cui sul Grande Libro Celeste delle Cose che Devi Fare nella Vita si concentrano in modo sorprendente fenomeni similari.
Io sabato per due volte in circa mezz’ora sono stato testimone non visto dell’incontro di un Tipo Qualsiasi Residente al Primo Piano col Divano

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