E pensare che avevamo cominciato bene, io e il Giovi.

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All’inizio io e Giovanni Allevi eravamo amici.

Quand’è stato?
Nel 2006?
Non mi ricordo bene, insomma Giovanni Allevi era appena diventato famoso con quella canzoncina per la pubblicità della macchina.
A me mi ci piaceva, era orecchiabile, ho anche ascoltato il cd e ci stavano un paio di pezzi che me li sono anche sentiti qualche volta.
La tv non è che proprio la guardavo, ogni tanto leggevo qualche intervista e pensavo che era proprio simpatico che faceva il ggggiovane colle converse e i capelli sparati dappertutto, eppoi OH!
40 anni??? Sembra un ragazzino! Che sagoma! Che cartola!

Poi leggo altri articoli, altre interviste.
Lui fa dichiarazioni sempre più astruse del tipo “La musica parla attraverso di me”, “I miei detrattori non capiscono l’arte vera, io faccio la musica rivoluzionaria”, roba che lui al conservatorio era il disadattato, nessuno lo capiva perchè lui era Genio Incompreso (GI).
Ora tutta la storia delle minchiate che ha detto durante la sua carriera “artistica” mi sfuggono, anche perché dopo un po’ mi aveva veramente sfracellato le palle con la sua aria da artistoide GI sempre mezzo-stupito sociopatico superaffascinante sognatore la-musica-mi-viene-a-trovare-e-io-scrivo-sui-fazzolettini-del-bar.

Il momento della rottura vera tra me e Giovi ancora me lo ricordo: è stato in concomitanza con la storiella che ha propinato ad un’incredula Serena Dandini a Parla Con Me.
Praticamente lui raccontava che i suoi sono entrambi musicisti e non volevano che lui suonassse (ma perchè? Un presentimento?), e quando uscivano gli chiudevano il pianoforte a chiave, ma lui era troppo furbo e ci infila sempre sta storiella tenerona di lui che con quelle gambette scrocchiazzeppi si arrampica sullo sgabellino e prende la chiavetta e apre il pianoforte eppoi si mette a suonare.
La Dandini in un impeto di ribellione EH MICA SIAM TUTTI CRETINI gli chiedeva: Si ma i vicini non ti sentivano?
E lui -furbissimo- le rispondeva che lui metteva su i dischi, Mozart, Bach, Topo Gigio e poi ci suonava sopra, ed era talmente bravo che i vicini mica lo capivano che lui ci suonava il piano!
Ma che bimbo prodigio!
E la Dandini insisteva SI VABBE’ ma come facevi a sentire quando tornavano i tuoi? E non mi ricordo la cazzata colossale che gli diceva lui ma era proprio una cazzata, colossale, e sputata con astio, tipo che la Dandini veniva relegata insieme a tutti gli altri che non-capiscono-il-GI. (Ok no non è vero, la Dandini adora Allevi. E’ che a me piace ricordarla così, sprezzante, incredula e un po’ che lo pia per culo.)

Ecco da quel momento ho capito che io non avevo capito Giovanni Allevi.

Io pensavo che era un tipo simpatico che faceva della musica pop per pianoforte (qualsiasi delle sue “composizioni” è fatta proprio come una canzone di Eros Ramazzotti o, che ne so, di Paolo Meneguzzi: una collaudata alternanaza verse-verse-chorus-verse-bridge-chorus-chorus, che il massimo della sperimentazione rivoluzionaria nei suoi pezzi è spostare il bridge all’inizio della canzone), e insomma io mi pensavo che lui lo sapeva, che era un modesto pianista pop e un gran personaggio appositamente costruito per l’adolescente *LOVVO* e la casalinga di Voghera.
Roba che lui dal vivo si sbaglia anche a suonare le sue stesse canzoni, tiene tempi a caso che anche il metronomo lo manda affanculo a intervalli regolari (almeno qualcuno ci piglia, cogli intervalli), eppoi non lo so, dopo tutto questo sicuramente la Betty (che credo sia l’unica esperta accreditata a parlare del GI in questione) mi abbia poi talmente illuminato che ora proprio non posso trattenermi dal ridere ogniqualvolta mi imbatto in una delle tante espressioni del suo sbruffonismo preimpacchettato.

[Silently]

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3 Risposte to “E pensare che avevamo cominciato bene, io e il Giovi.”

  1. Anna Says:

    amen, sorella

  2. Elisabetta Says:

    amen, sorella…anche per me.
    (Hei Anna…ma questi qui proprio non la smettono di rosicare!)

  3. Il Pan Del Diavolo@Init, 5/11/2010 « ConversazioniMetropolitane Says:

    […] strillare e ballare sotto al palco, ma se esistesse una Giustizia Divina i pomposi Giovanni Allevi cheiddiolifulmini sarebbero surclassati dalla musica, dalla passione, dalla sincerità, dagli sputi, dagli umori […]

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