Il ministrino riscaldato

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La letteratura del novecento ha sdoganato il mito dell’antieroe: personaggi inetti, vili, banali sono passati dal ruoli complementari nei romanzi dell’ottocento, tipo Don Abbondio, a protagonisti di vicende romanzesche, tipo Zeno Cosini. Oggi, aprendo il giornale, mi sono resa conto che un nuovo modello di eroe si sta affermando nella nostra società: l’uomo terrorizzato. Mi piacerebbe scrivere un romanzo su un uomo che vive in un bunker antiatomico, che sterilizza il sedile della metro con l’amuchina, che abbandona la sua fede cristiana per abbracciare quella maya contando i giorni che mancano al 21/12/2112. Insomma mi piacerebbe scrivere un romanzo su Carlo Giovanardi. Leggendo una top ten delle sue affermazioni più clamorose, se ne deduce che Carlo Giovanardi è: omofobo, xenofobo, oscurantista e proibizionista. Insomma un reazionario doc. C’è un che di epico nel disperata battaglia di quest’uomo contro uno dei più elementari principi della termodinamica, cioè l’irreversibilità di quasi tutti i processi naturali, inclusi quelli sociodinamici. Carlo Giovanardi è un uomo che vorrebbe portare l’Italia ad un passato che in realtà non è mai esistito, un mondo in cui non esisteva il divorzio, gli aborti, i gay, la convenzione di ginevra, il garantismo, la manipolazione genetica e possibilmente neanche il codice genetico. Un bel mondo in cui in ogni cellula la firma di dio non è una sporca catena di basi azotate ma un puro ideale di conformismo e sottomissione.

E’ chiaro che questa battaglia è persa, resta solo da stabilire quante vittime infelici, represse e discriminate quest’uomo e chi la pensa come lui riusciranno a produrre prima di desistere, morire o finire in galera.

E allora, quando Carlo Giovanardi afferma che la “biotecnologia toglie diritti ai figli”, parla del diritto di un figlio ad appartenere ad un modello sociale in evidente declino, un modello secondo il quale il nucleo della società è una famiglia imperitura, immodificabile, formatasi in seguito al matrimonio cattolico e accresciutasi esponenzialmente a causa dei veti sulla contraccezione.

Carlo Giovanardi è un sottosegretario, un semiministro dello stato,  un rappresentante di tutti i cittadini italiani e non solo dei wasp nostrani. Con questa grande responsabilità, è criminale da parte sua leggittimare chi bigottamente rifiuta le biotecnologie. Ma del resto Carlo Giovanardi insieme al suo governo ha approvato una legge, la legge 40/2004, che nella sua forma iniziale prevedeva: un limite kabbalistico di 3 embrioni per impianto nel corso di fecondazione assistita, il divieto della congelazione degli embrioni, il divieto della diagnosi preimpianto,  il divieto della fecondazione eterologa, immancabili limitazioni alla ricerca scientifica sulla genetica e sulle cellule staminali.

Poi gli uteri massacrati delle donne sterili e i bambini affetti da gravissime malattie genetiche sono stati salvate dal TAR che ha di fatto abrogato tutti i punti precedenti tranne gli ultimi due. Tuttora se  sei single, fertile e con un desiderio di maternità ti basta far ubriacare il tuo tromboamico mentre se sei single, sterile e con un desiderio di maternità ti attacchi al cazzo.  Perchè hai diritto a nascere nella famiglia del Mulino Bianco, mica ad avere le stesse opportunità degli altri.
La ricerca italiana, biotecnologica o no,  è un po’ che si attacca al cazzo, quindi ormai poverina è abituata.

Che dire quindi di Carlo Giovanardi, che sostituisce il suo premier divorziato e puttaniere al forum sulla famiglia e calpesta con le sue affermazioni tutti i diritti tranne quello di essere uguali…uguali a come ci vorrebbe la chiesa. Carlo Giovanardi è un uomo la cui paura è trascesa ad un livello esistenziale. Un uomo che ha proiettato il complesso di Edipo sulla madre chiesa, un ruffiano, un bigotto, un uomo la cui violenza intellettuale arma il pregiudizio, la paura, la discriminazione.

Semmai scriverò un romanzo, il protagonista sarà come lui.

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2 Risposte to “Il ministrino riscaldato”

  1. Salute e Medicina » Il ministrino riscaldato « ConversazioniMetropolitane Says:

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