che ti penso raramente

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e sono già due anni che la tua idiozia è scomparsa dal mondo
che adesso ti penso raramente e non mi sto pentendo, no non è quello, comunque tu avresti rosicato perché eri abituato a stare al centro, in centro
le persone ti gravitavano attorno perché facevi ridere, un cretino buono sotto le vene chiuse e i tuoi giudizi spioventi e i controllini inaspettati negli armadi e nei cassetti chiusi male e per poco
e quel prete che ti avrà visto si e no 3 volte in vita sua io e C. ridacchiando in chiesa in mezzo ai fiori, che poverino, il prete, lui mica lo sapeva del presepe con marylin manson e i re magi che giocavano a carte con giuseppe e le pecorelle che si ingroppavano le galline, ma qualcosa si vede aveva intuito perché faceva il vago diceva che non eri proprio proprio vicino a cristo.
comunque tutto bene finché non te ne sei andato davvero
la macchina balena che ti teneva in pancia se n’è andata, è stato un problema che la gravità s’era girata e io non riuscivo a staccarmi dal muro e le lacrime però cadevano in verticale, non si capiva bene forse perché stavo precipitando dappertutto
forse se non c’era C. mi ritrovavano lì fuori da quella chiesa ad affogare come una tartaruga rovesciata
e ti penso raramente che guidando di notte i tuoi amici parcheggiati nel sedile posteriore rompevano i coglioni e per farli addormentare tu hai detto mo gli mettiamo questo e dormono, detto fatto due minuti e abbiamo cominciato il chiacchiericcio sommesso quello da strada provinciale di notte con quella musica che un po’ ti rompe dentro, quella che sbanda molto più della tua opel corsa nera ma meno della tua moto
e ti penso raramente con quella trottolina gialla e poi quella verde, dove sfociava il canale a castelfusano alla riserva del presidente che a guadare indietro la marea era salita e non sapevamo come tornare dopo il primo bacio, l’acqua alta e la realtà e la nostra fottuta adolescenza ci impedivano di fare marcia indietro, l’acqua era più alta e noi anche.
e ti penso raramente ma più di quanto ti aspetteresti.

[Silently]

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2 Risposte to “che ti penso raramente”

  1. Un Natale moderato. « ConversazioniMetropolitane Says:

    […] e socialmente assoggettata al sistema. Non ho fatto alberi presepi lucine colorate. Soprattutto col presepe ho ancora dei problemi. Le canzoni natalizie, nuove, vecchie, rifatte metal, jazz, suonate coi […]

  2. Le mie morti: Luciano. | ConversazioniMetropolitane Says:

    […] che devo andare a letto. Per fortuna devo solo attraversare un cancelletto. Qualche giorno dopo, io e mia moglie andiamo al funerale. Di tutte le sue nuove “amiche”, le mie coinquiline che andavano matte per lui (compresa una […]

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