Le Luci Della Centrale Elettrica @ Auditorium, Roma 29/11/2010.

by

Sala Petrassi pienissima, io e Sumire agli antipodi della sala e Giuglia in piccionaia.
I vigili del fuoco danno il permesso per vendere una ventina di biglietti in più, posti in piedi (cioè stravaccati sugli scalini).

La scenografia è scarna ma efficace, questo palazzo con le luci colorate che si accendono e si spengono abbuffo durante tutto il concerto. Carino.
Figo quando la luce stampa l’ombra di Vasco sul palazzo, molto bello (come aveva già anticipato la mia spia)

Si comincia alle 21,20 con
-Una Guerra Fredda-,
Rodrigo suona il basso fino a metà canzone. Sul palco, oltre a Vasco e Rodrigo, ci sono Enrico Gabrielli dietro ad una tastiera, e tale Lorenzo Corti ad una chitarra elettrica.
-Fuochi Artificiali
-Quando Tornerai dall’estero
Finora, disco nuovo. Vasco è più stonato del solito; ma non quello stonato che ce piace tanto, un po’ noncurante un po’ sticazzi: è proprio distratto, non ce la fa.
E Rodrigo appresso, delle stecche paurose, e nun me venite a dì che il suono sporco esprime la precarietà e la ruvidità della poetica brondiana, perchè questo è il 4° concerto suo che vedo, e quando so’ stecche, so’ stecche, non ci sono santi.
-I Nostri Corpi Celesti
Mi tocca anche la pietosa scena degli applausi quando si leva il maglioncino. Dyo, come te capisco, povero ragazzetto, se suoni scoglionato.
-Piromani
-L’Amore Ai Tempi Dei Licenziamenti Dei Metalmeccanici
-Cara Catastrofe
Qui c’ha infilato una cover che solo dopo sono riuscita a trovare (grazie gugol), è una canzone di De Gregori e si chiama
-Bene
-La Lotta Armata Al Bar-: sia Vasco che Rodrigo, più stonati del solito.

-Anidride Carbonica-: con finale iperdistorto, il violino straziava le orecchie e lì ci siamo accorti tutti che i volumi li ha settati mia zia sorda. Per non parlare dell’attacco, 2 minuti sviolinando che Vasco non riusciva ad entrare sul pezzo.
-Le Petroliere-, con versi di Lacrimogeni e ‘portami a bere la luna riflessa nelle pozzanghere’ infilati in coda.
-Fare i Camerieri-, che non si capisce perchè la canzone più brutta di Canzoni Da Spiaggia Deturpata la deve fare sempre (per la gioia di Giuglia che la odia)

-Per Combattere L’Acne-, con reading finale:

-Per Respingerti In Mare-, con finale distorto se possibile ancora più fastidioso del primo, con Rodrigo sdraiato a terra stuprando il violino. No.
Break
-Oceano Di Gomma-: non so come gli è venuto in mente, ma devo ammettere che io ho particolarmente apprezzato la cover degli Afterhours. M’ha fatto tornare ggggiovane. E ci ha appiccicato la poesia di Ferrè da cui ha preso il titolo del cd.

Vi devo preparare alla tristezza di questi pochi secondi di video in cui qualcuno urla ‘Ti Amo’.

*There There*, Vasco.

-Le Ragazze Kamikaze-.

Fine. Ore 23.00 circa.

Che dire? Ci son rimasta male. Il palco era diviso in due, da una parte del muro ci stavano Brondi e D’Erasmo con una certa chimica, dall’altra i due fuori luogo. Io nelle canzoni delle Luci non voglio sentire la tastiera, cazzo ci infili l’organo sotto a Per Combattere L’Acne?

E’ sembrato un concerto tirato su in due giorni, con prove scarse e due musicisti che magari ti piacciono tanto ma con te non c’entrano un cazzo.
E le stecche, dyocristo, le stecche.
Va bene ruvidezza, ma noncuranza no.

Io di acustica non capisco niente, ma si sentiva veramente di merda. Voce poco e male, spiccava solo Rodrigo, sia col basso che –soprattutto- col violino.
Vasco (o chi per lui) si deve rendere conto che la gente va a vedere lui.
Non c’è bisogno di riempire i vuoti. Io adoro i vuoti nelle sue canzoni, invece qui pare stiamo riempiendo tutto, non c’è spazio per pensare nè soprattutto per ascoltare, è tutto affastellato ma a me dell’organo e della chitarra elettrica non me ne frega niente, io voglio sentire te, la tua chitarra scordata e la tua voce dimmerda. Che mi ci metti il violino distorto, figo. Che ci metti un’altra chitarra elettrica, non sono molto d’accordo. Che mi ci metti la tastiera e i fiati, stigrancazzi.
Ma se poi il tutto serve a nascondere te, no.
Non ci siamo capiti.
Se volevo ascoltare del noise italian style mi andavo a sentire i Marlene o i Verdena.
Se vengo a sentire te, voglio sentire te.
Questo è stato un bel concerto, perchè gli archi non ti aggredivano, ti accompagnavano, non ti nascondevano ma ti esaltavano, ti (e ci) cullavano.

[Silently]

Annunci

Tag: , , , , , , ,

2 Risposte to “Le Luci Della Centrale Elettrica @ Auditorium, Roma 29/11/2010.”

  1. Marco Says:

    Ciao,
    sono pienamente d’accordo con il tuo post.
    Il concerto al Palladium è stato nettamente migliore, sia come acustica e sia come performance del gruppo.

  2. E andiamo a vedere… (Le Luci Della Centrale Elettrica @ New Age, Treviso 21/01/11) « ConversazioniMetropolitane Says:

    […] pretenzioso, chi banale… Cosa dico io? Boh, a me è piaciuto… Sarà che avevo già letto qui che i suoi live possono lasciare delusi anche i fan più accaniti. Sarà che, non essendo un fan […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: