L’amorale

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Ciao, piacere: mi presento, anche se tutti voi mi conoscete già tramite le mie opere. No, non sono dio e neanche Anna.  Sono un assassino.  Ammazzo perlopiù giovani donne, bambini, persone simpatiche e famose.

Mi avete visto nel ruolo del cacciatore che spara alla mamma di bambi. La mia parte più importante è stata quella dello psicopatico di Seven, che in realtà ho accettato non per il sadismo del mio personaggio. Ma solo perchè faccio morire Brad Pitt.

Io sono un po’ così, sono cattivo, perfido oltre l’inaccettabile, sono il migliore in questo. Desto sentimenti puri. Sono libero dai distinguo, dalle ipocrisie, dal garantismo. Mi volete morto, violentemente, subito. Tutti. Perchè, come la Rinascente, ho un prodotto pensato per ognuno di voi.

Se volete capirmi un po’ senza finire in galera – io non finisco mai in galera, ma voi sì – provate così. Date in pasto un inerme topino bianco ad un serpente in un terrario. Osservate l’orrore della scena e godete del silenzio del vostro cuore. Non c’è colpa. Non c’è peccato nell’assecondare la naturale voracità di un grasso serpente domestico.
Questa è l’essenza di quello che mi fa amare il mio lavoro. Di fatto uccidere senza colpa è come essere degli dei.

Inoltre, il mio lavoro ha anche un ritorno sociale. E’ molto apprezzato. Dai media, da chi guarda gli speciali di cronaca nera, da chi costruisce i plastici di Porta a Porta. Io rilancio l’economia dei paesini in cui colpisco. Io celo gli scandali dei potenti.

Ma soprattutto io do ragione a tutte le convinzioni di ciascuno di voi. Ciclicamente.

Ad esempio in questo momento l’estetica berlusconiana va molto, e io lancio sul mercato un paio di ragazzine post-puberali con un velo di trucco. Una volta do ragione ai leghisti, e colpisco una retriva periferia del sud. Una volta do ragione agli xenofobi, e la mia arma è un marocchino. Ai tempi delle fobie da nuovo millennio, ho ammazzato tramite sette sataniche. E poi omicidi tra vicini, tra fidanzatini, tra fuorisede, omicidi nella metro. Omicidi compiuti da padroni di cani, in gloria a chi detesta pestarne le merde per strada.

Il mio campionario è vastissimo. Alcuni prodotti sono più raffinati, e infatti tirano poco. Sono le morti bianche, le morti di malasanità, le morti in guerra. Per comunisti, assistenzialisti, pacifisti. E visto che valgono poco, io mi butto sulla quantità, come i cinesi.

Ma sono tutte opera mia. Ne sono così orgoglioso. Sono così variegate, così apparentemente casuali, così irriconoscibili. Eppure la mano dell’artista si vede, se la cercate. Il segreto è nelle strumentalizzazioni. Se una morte porta consensi e denaro, allora la dovete a me.
Inoltre nella mia narrazione ho l’efficacia del teatro: unità di azione, di tempo, di luogo. Le mie vittime e i miei carnefici non sono lontani, vanno cercati sotto il letto di ognuno di voi.

Invece le tragedie oscure, inutili, lontane, non sono opera mia. Mica sono l’angelo della morte. Quelle o sono di qualche collega all’estero, o non sono del giro. I genocidi di etnie sconosciute, le epidemie malariche, la fame nel mondo, gli stupri di massa, non fanno per me.
Questa roba alla current tv non sono topini vivi, è chappie di seconda scelta. E voi miei cari siete serpenti raffinati.

Ho sentito che in questo blog l’anticlericalismo tira, quindi in onore dei miei ospiti ho pensato di articolare il mio prossimo progetto così: dodici orfanelli vengono tenuti in stato di schiavitù in un istituto cattolico. Il fronte laido e avido della chiesa si ingozza con l’otto per mille mentre i piccoli vengono affamati e molestati sessualmente. Siamo su un blog creative commons, quindi direi niente pedopornografia online: le inarrestabili polemiche su internet non vi piacerebbero.
Meglio qualche morticino: le prime tre vittime occultate nel cortile, si teme per la possibilità di altre. Potrei infilarci anche una mamma in carcere a cui è stato tolto l’affidamento di una delle vittime, una femminuccia di tre anni e mezzo che ha perso il diritto di essere detenuta con la madre da appena sei mesi. Ma non lo so, ultimamente Pannella mi sta un po’ sul cazzo.

Comunque, il canovaccio è questo. Devo giusto rifinire i dettagli, capire che fare coi radicali e trovare una location.

Vi farò sapere. Come sempre.

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