Quintorigo @ Circolo Degli Artisti, Roma, 11/02/2011

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L’ultima volta che avevo visto i Quintorigo erano alle prime armi con Luca Sapio, e si vedeva. Il tutto era leggermente rigido, lui era più un ospite esecutore che un membro vero e proprio del gruppo.
Mbè ora non più. Immagino che scrivere un disco insieme e portare avanti un paio di tour siano esperienze che ti legano profondamente, e per fortuna ce ne siamo accorti ieri sera.
Un concerto grintoso e rilassato allo stesso tempo, dove sembra che tutti si siano divertiti, noi e loro.

Mi dispiace molto non essere andata alla presentazione alla Fnac il giorno prima; una delle mie spie mi ha raccontato della desolante vuotezza dell’esibizione che invece è stata breve ma acusticamente intensa. E con ‘vuotezza’, intendo che c’era solo la mia spia.
Per quanto riguarda il concerto: un po’ breve (un’ora e venti), ma per 10 euri mi va più che bene. E’ vero che di materiale ne avrebbero, ma capisco anche che non dev’essere proprio il massimo fare le canzoni vecchie. Infatti han preferito le cover ‘storiche’ (Purple Haze, Heroes, Highway Star) e il cd nuovo, eseguito quasi tutto (mancava all’appello solo la psicoballata finale, Burning Doubts).

Che dire?
Il disco è bello, l’avevo sentito solo una volta in streaming sul loro sito (un’ottima iniziativa, bytheway). Però gli manca qualcosa, non saprei. Forse la scelta di scriverlo in inglese un po’ mi ha lasciata perplessa. Sono un gruppo italiano, e a me piace sentir cantare in italiano, ci sono talmente pochi gruppi che lo fanno bene. Probabilmente la collaborazione con Juliette Lewis li porterà ad esportare il loro nuovo lavoro (speriamo).
Mancano anche quelle sperimentazioni spiritose a cui eravamo abituati prima.
Comunque poco da dire, loro sono degli esecutori eccezionali; particolarmente in forma Andrea Costa col suo violino-mandolino-chitarrina-ukulele-etc e Valentino Bianchi al Sax, che ci ha deliziato con una intro divertentissima-fuori di testa a Highway Star. Bellissimo anche l’intro distorto del violoncello (Gionata Costa) ad aprire la prima canzone, Candy Man.
L’acustica e l’impianto del Circolo sono sempre ottimi, che nel caso di un gruppo con 3 strumenti ad arco ed un sax non credo sia poco. Belle anche le uniche due canzoni ‘sopravvissute’ dei primissimi Quintorigo, La Nonna Di Frederick e Kristo Si!
Luca Sapio ci ha deliziato con robette alla Demetrio Stratos su Hangman Blues, vocalizzi e gorgheggi che bè, insomma, non per niente ha militato con l’ultima formazione storica degli Area.

Ecco la scaletta:

Candy Man
Somewhere Else
English Garden
The Place They Claimed
How Does It Feel?
Heroes (David Bowie)
Teardrops
Purple Haze (Jimi Hendrix)
The Fault Line
Shepherd Of The Sheep
Hangman Blues
La Nonna Di Frederik
Lies!
Highway Star (Deep Purple)
Kristo Si!

[Silently]

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