Cala Luna, Sardegna.

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Cari Amichi, avete finito le ferie?

Spero di no (per voi), così potete continuare a seguire i miei UTILISSIMI consigli vacanziferi.

Dove eravamo rimasti con l’ultima puntata di MetroViaggi?
Aaaaaah sì, vi avevo portato a Cala Gonone!

Ebbene proprio da Cala Gonone vi sono svariati modi per raggiungere Cala Luna, una delle calette più pubblicizzate (e quindi più famose) del Golfo di Orosei.
Una delle possibilità è affittare un gommone al porticciolo di Cala Gonone, che costa sugli 80-100 euro al giorno + benzina, massimo 5 persone, e potete usarlo magari per visitare anche altre calette, invece di stazionare tutto il giorno a Cala Luna. Ci hanno detto che il gommone è facilissimo da guidare: non ha un motore potentissimo e si guida a 16 anni, quindi penso che ce la potete fare anche voi. Purtoppo non ho la più PALLIDA idea di quanto possa consumare un gommone, quindi per la benzina sinceramente non so se siano 20 o 100 euro in più.

Altrimenti potete prendere un’imbarcazione del trasporto pubblico, sempre dal porticciolo di Cala Gonone, che vi carica e vi scarica, da e per Cala Luna.
Noi abbiam fatto solo il viaggio di ritorno che costava 10 euro, non ho idea di quanto si pagasse A/R.
Passano spessissimo, tipo ogni quarto d’ora nella mattinata e nel pomeriggio; verso ora di pranzo sono meno frequenti.

Noi abbiamo scelto di arrivarci via terra perchè QUALCUNO ci aveva detto che si trattava sì di una bella scarpinata, ma una scarpinata tranquilla, quasi tutta in piano.
Così ci siamo avviati con la macchina verso l’estremità nord del paese (sempre Cala Gonone, eh?), seguendo una strada che si interrompe bruscamente e dove le macchine cominciano a parcheggiare.
Più o meno qui.
Se scegliete questa PICCOLA e POCO FATICOSA escursione, mi raccomando andate presto per trovare parcheggio (cioè ammucchiare impunitamente l’autovettura ad ogni angolo possibile della strada), e soprattutto girate la macchina perchè al vostro ritorno potreste non riuscire a disincagliarla dalle altre 200 macchine e camper e motorini e tricicli che vi hanno parcheggiato intorno.
Il sentiero si avvia con una ripida scala che scende a picco sul mare, verso Cala Fuili, una caletta piccolina che purtroppo nella durata dell’intera vacanza non sono riuscita a visitare.
Ai primi bivi del sentiero, se guardate bene, ci sono cartelli che indicano le direzioni verso Cala Luna.
Ai primi bivi. Poi, andate a naso.
Il sentiero, comunque, NON E’ IN PIANO. Lo voglio precisare.
Il sentiero sfida qualunque legge della fisica e continua imperterrito ad essere in SALITA per due ore e mezza di cammino su rocce e sassi.
Inoltre il sentiero è ben segnalato…fino ad un certo punto. Quando incrociate un bivio senza indicazioni, mi duole dirvelo ma… non dovete scendere, dovete salire.
Se scendete vi potreste ritrovare in una caletta minuscola. Dico ‘potreste’ perchè non è detto, è una caletta che scompare e riappare con le correnti e cambia ogni anno, quindi poesse che se ci andate l’anno prossimo non la trovate.
Dicevo, ad ogni bivio prendete SEMPRE la strada che va in salita.
Il sentiero in TEORIA è segnalato da dei segni sulle rocce, con lo spray colorato o con un triangolo rovesciato inciso.
Se state camminando da mezzora e non avete più visto nessun tipo di segno da nessuna parte: girate i tacchi e tornate indietro perchè avete sbagliato strada.
Non vi fate prendere dal panico se non vedete più il mare alla vostra sinistra: non è previsto.
Il mare si vede per pochissimo tempo all’inizio, poi vi inoltrerete nella boscaglia e tanti saluti.
Ora non dico che il sentiero è inaffrontabile, nè particolarmente difficoltoso tranne che in paio di punti.
Dico che è lungo, a tratti poco ombreggiato, veramente MOLTO in salita, e che non va affrontato in ciabatte (anche se un paio di amiche lo hanno fatto, non è infattibile ma è un po’ pericoloso in discesa sulle rocce).
Portatevi tantissima acqua, veramente tanta, perchè i litri di sudore che verserete basterebbero per il fabbisogno di acqua di un paese africano nella stagione secca.

Ma basta lamentarci della modesta passeggiata che conduce a Cala Luna.
Devo dire che dopo una scarpinata del genere, che ti fa pensare che raggiungerai un luogo inaccessibile, dimenticato da Dio, intimo, quasi privato e probabilmente molto poco frequentato, le aspettative sono alte.
Quindi quando alla fine ti affacci  su questo spiaggione strapieno di gente con l’acqua che puzza di nafta e duemila yacht e gommoni attraccati a neanche 10 metri dalla riva (..alcuni anche A RIVA), diciamo che ci rimani un po’ male, ecco.
La spiaggia è bella, molto grande e piena di cavernoni naturali che ti permettono di rimanere tutto il giorno senza rischiare la morte instantanea per insolazione.
Ci sono anche molte vie per il climbing, alcune dentro alle grotte, quindi fattibili pure a ora di pranzo e con dei bei tetti, non so di preciso che grado fossero ma quella che correva sopra al nostro “accampamento” aveva parecchi rinvii lasciati a morire lì… quindi suppongo non fosse proprio un 5a, ecco.
Guardando il mare e proseguendo alla vostra sinistra ci sono le Grotte Del Bue Marino, alle quali però si può accedere solo con una imbarcazione e a pagamento (stranamente), quindi dopo la mezza delusione della caletta abbiamo rinunciato a farci spennare ulteriormente.

Cala Luna è un viavai continuo di gommoni e barche che caricano e scaricano turisti.
Neanche lo snorkeling ci ha dato molte soddisfazioni, però c’è da dire che il mare era abbastanza mosso e non ci ha permesso di avvicinarci alla scogliera dove finisce la spiaggia, un vero peccato.

Certo se arrivate con un gommone o con una barca è una bella caletta, in cui potete rimanere comodamente tutto il giorno (c’è anche un bar-ristorante dietro alla mini palude, a cui non mi sono avvicinata), magari anche con i bambini, o se volete provare qualche bella via di arrampicata, non ho controllato ma magari ce n’è qualcuna di quelle che finiscono a picco nel mare e si possono affrontare senza corda ma col costume!

Certo che il paragone con altre calette del golfo, come ad esempio Cala Goloritzè, è nettamente a sfavore di Cala Luna.
Cala Goloritzè, raggiungibile via mare o con una scarpinata simile a quella di Cala Luna (solo che il sentiero per Cala Goloritzè è in discesa all’andata e tutto in salita al ritorno…) circa 5 anni fa era molto meno frequentata, non c’è un approdo a riva per i turisti che devono comunque arrivare a nuoto, è molto più piccola e non c’è niente, non c’è bar, non c’è acqua, non c’è niente.
Neanche la nafta nel mare.

Lo snorkeling è ECCEZIONALE, i pesciolini curiosi ti nuotano intorno, e il sentiero per arrivare alla spiaggia è PIENO di vie per il climbing, tra cui la famosissima Aguglia.

Scusate ho divagato, ma Cala Goloritzè è uno dei posti che ti rimangono per sempre in testa.

A differenza di Cala Luna, che ti rimane nel portafogli e nel naso.

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