Kings Of Convenience @ Villa Ada, Roma, 24/07/2013

by

E’ strano non rispettare la sequenza temporale dei concerti per pubblicarne le recensioni, ma ieri ho riassaporato il gusto di scrivere di musica e mi è rimasto appiccicato alle dita, allora ho pensato di parlarvi anche del concerto che ho visto mercoledì scorso.

Devo dire che sui Kings Of Convenience non sono ferrata, e confesso che ci sono andata perché avevo promesso la mia presenza (e la mia macchina) a mia sorella, ma sono molto molto molto contenta di aver adempiuto ai miei doveri familiari.

Intanto, non mi aspettavo così tanta gente. Probabilmente anche il misero prezzo del biglietto (15 euro) ha contribuito a rinfoltire le fila dei seguaci, tra cui anche qualche sporadico e coraggioso passeggino. Probabilmente, oltre ai fan “veri”, c’erano anche tanti curiosi come me, che spendono volentieri una cifra così irrisoria per andare ad approfondire un gruppo che ha ascoltato poco e male negli anni.

Anche se, in verità vera, i Kings Of Convenience io li ho sempre usati per sopperire a problemi d’insonnia: non mi vergogno a dirlo. E’ una bella cosa… no?
Le voci vellutate dei due norvegesi ti accarezzano e ti cullano, ti dicono che va tutto bene, e che anche se qualcosa va storto, vedrai, si aggiusterà.
La parola giusta per definirli è PUCCETTOSI.

Il concerto è stato diviso in due parti; nella prima siamo stati deliziati (è proprio la parola adatta) esclusivamente dal duo con chitarre e voci; mentre nella seconda parte sono saliti sul palco a rinforzo anche 3 strumentisti (italiani, tra cui il loro produttore artistico Davide Bertolini), coi quali hanno eseguito anche i singoli famosi, Misread e I’d Rather Dance With You.
Serviva la batteria? No, secondo me no. Certo, non è che il concerto ha fatto schifo nella seconda metà. Però il riempimento… non so, non era necessario, l’ho gradito, ma fino ad un certo punto.

Loro due, superpuccettosi, sono esattamente come sembrano nei loro video: Eirik Glambæk Bøe (quello bello) sempre un po’ timidino, con quel sorriso dolcissimo che ti strappa le mutande (ops scusate, troppo?); e Erlend Øye (lo spilungone simpatico) quello che sembra sempre un pochino svitato, che balla esattamente come nel video di I’d Rather Dance With You, e che smozzica un pochino di italiano (mi pare di aver capito che sta vivendo in Sicilia o che ha comunque molti amici siciliani).
Il che ha portato ad un’esilarante performance di una vecchia canzone degli anni ’60 che conosciamo tutti, purtroppo.
Purtroppo perchè cantavano tutti talmente a squarciagola che coprivano i due puccettoni, che comunque cantavano in italiano molto meglio di parecchi romani che conosco.

Una recensione vera e molto ben fatta la trovate qui.

Quanto ho pagato il biglietto: 15 euri (PAGATO… quando li restituirò)
Quanto avrei pagato: 20-22 euri.

Annunci

Tag: , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: