Sette Piccoli Sospetti – Christian Frascella

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Col post di oggi voglio inaugurare quella che spero diventerà una abitudine: scrivere sul telefono mentre vado a lavoro in metropolitana.
Non vi mentirò: è stato MOLTO difficile. Ma forse – e ribadisco FORSE – sarà fattibile. Incrociate i ditini per me.

Sette Piccoli Sospetti

Quando cominciarono a spuntare i cartelloni pubblicitari, che sarà stato? febbraio? marzo 2010? mi sembró molto strano. Certo, “Mia sorella è una foca monaca” era stato un caso editoriale, io lo avevo appena letto e molto apprezzato, ma era la prima volta che vedevo dei poster così grandi per pubblicizzare un LIBRO.
Un libro ITALIANO!
Quindi avevo pensato LO DEVO ASSOLUTAMENTE LEGGERE APPENA ESCE!
Poi uscì, e costava troppo; poi cambiai lavoro, e cominciai ad andare in ufficio in macchina e praticamente smisi di leggere.
Oggi, che sono ricca e non faccio un cazzo dalla mattina alla sera AHAHAHAHAH
dicevo oggi, che son tornata ad usare la metro ed ho accanitamente ripreso le mie attività letterarie, son riuscita finalmente a leggerlo; e mi chiedo ancora il motivo dei cartelloni.
“Sette Piccoli Sospetti” (Fazi Editore, 2010) è un bel libro, è dolce, è delicato a suo modo.
È una storia normale, di una periferia squallida, ambientata a metà degli anni 80′, che va a scavare nella miseria economica per risorgere con la nobiltà d’animo che si ripresenta dove e quando meno te l’aspetti.
Non è un libro epico, né nella storia né nello stile narrativo: la scrittura non è sciatta, ma neanche particolarmente elaborata o con pretese auliche.
E’ solo onesta.
La narrazione di Frascella è narrazione quotidiana, in uno stile semplice e senza fastidiosi fronzoli, senza presunzioni o pretese, che racconta storie semiordinarie nelle quali la bellezza e il coraggio risaltano sullo sfondo della miseria quotidiana di un paesino di provincia.
La storia: 7 dodicenni, in vari modi attanagliati dalle brutture della vita (economiche e sociali), concepiscono un piano per svaligiare la banca del paese. Sullo sfondo, le vicende (principalmente famigliari) dei sette ragazzi/bambini, più quelle del Messicano, figura leggendaria della malavita scomparsa anni prima dal paese, che pensa bene di ricomparire proprio adesso per sconvolgere ulteriormente le vite – già non proprio facilissime – dei sette protagonisti.
Ecco perché non mi spiego la campagna pubblicitaria che gli era stata riservata: non ci vedo la stoffa del best-seller venduto in milioni di copie, non ci sono storie di vampiri sbrilluccicosi o torbidi racconti sessuali per casalinghe frustrate o letteratura aulica da premio nobel scritta in maniera pretenziosa e pomposa.

È un libro troppo dignitoso ed onesto per meritare cartelloni 3×4 alla stazione Ostiense.

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2 Risposte to “Sette Piccoli Sospetti – Christian Frascella”

  1. christianfrascella Says:

    Grazie! Neanch’io avevo capito il motivo di quei cartelloni… ;)

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