La vita perfetta di William Sidis – Morten Brask

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La vita perfetta di William Sidis

La vita perfetta di William Sidis

 

 

Bello. Finalmente, dopo mesi, un bel libro, di quelli che ti danno gusto a leggerlo, che ti fanno perdere le fermate della metropolitana.

Uno di quei libri che te la fanno prendere a male, una pagina dopo l’altra, e che ti fanno avere compassione del protagonista, soprattutto sapendo che si tratta di un personaggio realmente esistito.
William Sidis è stato un genio, un bambino prodigio, particolarmente dotato per le lingue e per la matematica, nato a New York agli inizi del XX° secolo, figlio di immigrati ucraini sfuggiti alle persecuzioni civili e politiche del loro paese.
William è un bambino che ha bisogno di un affetto che i genitori non possono o non riescono a dargli. Abbraccia prestissimo l’ideologia filo-sovietica, e si ritrova imprigionato dai suoi stessi genitori, da cui scapperà presto e con cui taglierà tutti i rapporti, a causa di una manifestazione finita male con il suo arresto.

E’ stato il più giovane iscritto ad Harvard di tutti i tempi, e blablablabla… ma qual è davvero la parte bella ed interessante della vita del genio col più alto QI mai misurato nella storia?
Il disagio.

E’ difficile non fare un paragone con il bambino genio (stavolta puramente letterario) Gould, protagonista di City: anche se non sopporto più leggere Baricco, ha avuto una parte molto importante nella mia vita da adolescente, ed in particolare questo libro, che è stato sempre uno dei miei preferiti.
L’unica differenza è che Gould, essendo un personaggio inventato, alla fine riuscirà a gestire il disagio che gli viene dalla sua genialità, grazie ad una tata molto speciale, ad un allenatore di calcio, ad un professore e ai suoi due amici immaginari, mentre William Sidis, essendo un personaggio reale, non avrà altrettanta fortuna.

All’opposto del genio Gould, viene in mente anche Seymour Glass, primo protagonista della straordinaria famiglia Glass creata nientepopodimenoche dal mio amatissimo J.D. Salinger. Seyomur è il primo di 7 fratelli, tutti caratterizzati da una genialità che, apparentemente, viene gestita bene sia dai genitori che dai ragazzi stessi. Il racconto dedicato a Seymour, “Un giorno ideale per i Pescibanana”, è uno dei più commoventi mai scritti nella storia della letteratura americana. Si, lo so che non ho letto tutti i racconti della letteratura americana esistenti… Ma sto divagando, e soprattutto non voglio spoilerare un racconto così bello, quindi tornerò al libro in questione.

Il disagio sociale che seguirà per tutta la vita William Sidis, lo condurrà ad abbandonare l’insegnamento della matematica per dedicarsi alla stesura di opere di psicologia, cosmologia, storia, e, curiosamente, di tram.
Non capisco bene quale fosse il suo livello di socialità, sicuramente non è mai stato sposato, anche se ha avuto una lunga relazione affettuosa con una donna, Martha, a cui resterà idealmente legato per tutta la vita. Aveva degli amici, anche se mi sembra di capire che morì in solitudine.

Il libro è scritto con lo stile asciutto tipico degli scrittori nordici che io apprezzo tantissimo, anche se la struttura a balzi temporali (un capitolo sull’infanzia, uno sull’adolescenza, una sull’età adulta e poi via da capo) a volte può risultare un po’ faticosa e sembrare fine a se stessa. La scelta di uno stile letterario semplice e lineare, senza tanti fronzoli letterari pretestuosi, è invece perfetto per esaltare la storia, già straordinaria di suo.

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