Endkadenz Vol. I – il sorpasso dei Verdena.

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Forse è troppo presto per scrivere una recensione, per me. Ancora non so neanche se e quanto mi sia piaciuto.

È che non posso ascoltarlo come tutti gli altri dischi, mentre cammino per andare a lavoro, o mentre lavo i piatti, perchè mi distraggo. È come se non richiedesse la mia attenzione, non mi rapisce e mi da il permesso di pensare ai fatti miei, ma al tempo stesso non mi da fastidio. Siamo sintonizzati, il che potrebbe sembrare una figata ma in realtà no, perchè semplicemente non mi chiede di essere ascoltato.

Non riesco ad isolare bene le tracce. L’ambientazione di quasi tutte le canzoni è vaga, aleatoria, lontana dai riff potenti ed inconfondibili a cui siamo abituati. 

Apprezzo lo stacco da Wow, soprattutto a favore della predominanza del pianoforte sulle tastiere.

L’unica che si discosta un po’ è il singolo (una scelta di marketing più che saggia, forse l’unico pezzo “diverso”, più affine ai Verdena di Wow o di Requiem), che mi ha fatto brillare gli occhi nell’anticipazione di qualcosa che poi, in realtà, nell’album non ho ritrovato.

Nelle sonorità e nell’ambientazione ci sento molto Solo Un Grande Sasso, anche se meno sofferto, meno dolorante, e molto più aperto.

Ed ho come l’impressione generale di sentire meno l’impronta, di solito marcata ed importante, di Luca. Non che la parte ritmica sia assente o mi faccia schifo, lo trovo solo meno incisivo, meno caratterizzante rispetto alla discografia precedente.

Ci ho pensato un po’, a questa nostra relazione, tra me e i Verdena. Ormai è decennale, e i lettori più o meno assidui di questo blog lo sanno bene, vista la quantità di articoli che ho dedicato loro negli anni.

Endkadenz, per me, è troppo sperimentale. 

I Verdena, dopo avermi regalato il capolavoro della mia maturità, stanno andando avanti, ed io, dopo anni ed anni, non riesco più a star loro dietro. Mi hanno doppiata. Loro progrediscono, sperimentano, avanzano, mentre io mi sono stoppata di faccia su Wow.

Sono felice di aver comprato il cd, e doppiamente felice di andare al concerto a marzo.

Aspetto con ansia il Vol. II di Endkadenz.

E continueró a provare, ad ascoltare, e non ho dubbi che prima o poi li raggiungeró, e che continueremo a viaggiare insieme, come abbiamo fatto dal ’99 ad oggi.

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Una Risposta to “Endkadenz Vol. I – il sorpasso dei Verdena.”

  1. Verdena@Atlantico, Roma, 09/03/2015 | ConversazioniMetropolitane Says:

    […] con 3 brani di Endkadenz, Vol. I. Ho già espresso in precedenza le mie personali perplessità su Endkadenz, ma devo ammettere che il muro di suono che mi ha investita con “Ho una fissa” mi ha […]

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