Archive for the ‘Giornalismo anche no’ Category

Sarà una lunga settimana di Verdena.

19 gennaio 2011

Magari non ve ne frega un benemerito, ma per me il cd nuovo dei Verdena è tipo un eventone.
E questa settimana -avvisati mezzi salvati- questo blog sarà infestato di nius sui Verdena, quindi se vi stanno sul cazzo ripassate dopo il 28-29.

Ieri è uscito il cd, il 25 saranno alla Fnac a Porte Di Roma a presentarlo, e il 26/27 ci sono le due date al Circolo Degli Artisti: fateve du’ conti, so almeno 3 post.
4 con questo.
5 se Deniz recensirà il Secret Concert di domani.

Cosa vi devo dire in questo post? Il cd l’ho a malapena sentito, ancora non lo posso recensire.
Vi posso però segnalare questa intervistina ad Alberto.

E vi posso dire che ieri sono uscita da lavoro e sono andata dritta dritta a Ricordi a Termini che volevo comprare il cd senza neanche ascoltarlo prima; però volevo anche quello dei Bud Spencer Blues Explosion, che il sito diceva ce l’avevano solo a Largo Argentina.
Allora ho pensato vabbè, li compro insieme, se a Termini ncistanno me ne vado di là.
Ovviamente quello dei BSBE non c’era.
Il problema è che non c’era manco quello dei Verdena, era finito. Uscito la mattina stessa.
Comincio a preoccuparmi leggermente.

Mi imbarco verso Largo Argentina, prendo il 40 da Termini, assisto ad un 16enne strafatto che sviene e ad una lite con tanto di spintoni e schiaffi, allora scendo a Piazza Venezia e vaffanculo vado a piedi.
Entro alla Feltrinelli, mi fermo allo scaffale dei Nuovi Arrivi, niente.
Vado al 2° piano, scartabello alla B.
Niente.
Scartabello alla V.
Niente.
Chiedo.

Il cd dei BSBE c’è ma non si sa dov’è.
Quello dei Verdena? Finito.

Cristosanto è uscito la MATTINA, quante copie avete preso, 20 in tutta Roma?
Lo sapete che sono 4 anni che non fanno un cd? (No, il commesso non lo sapeva)
Lo sapete che è un gruppo che è in attività da 15 anni? (evidentemente, no.)
Voi fottutissimi ESPERTI di musica, che vi occupate di ordinare i cd e di organizzare i concerti, macheccazzo leggete? XL? Guardate Amici in televisione?

Che senso c’ha organizzare il primo concerto (dopo 3 anni) al Circolo Degli Artisti che tiene, boh, 300 persone?
Possibile che se un gruppo non vi rompe il cazzo coi gossip, non inonda il web coi post su twitter e su facebook, non si fa intervistare ogni 3 giorni e non fa uscite pubbliche con annessi scandali pubblicitari non ve li cagate di striscio?

[Silently]

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Rassegna stampa.

11 gennaio 2011

Stamane apro il reader dei feed, leggoleggoleggo.
E due articoli mi colpiscono.

Mi colpiscono non nel senso di OH che begli articoli, che finezza, che stile, che idee.
Mi colpiscono come due schiaffi, mafforte, eh.

1) ‘RIP rock’n’roll?’
Breve sunto: l’anno scorso nella top 100 dei singoli più venduti ci stavano 13 canzoni rock; quest’anno solo 3.
Ora, apparte dichiarare la morte del rocknroll esaminando nzesà quale classifica di singoli venduti in nzesà quale paese, possiamo concordare o non concordare col cordoglio dell’articolista.
Più arduo condividerere la classificazione ‘ROCKNROLL’ di queste 3 canzoni, che vi invito caldamente a NON ascoltare.
Questa, questa e quest’altra.

2) Su Rockit ci sta questa recensione del cd dei Verdena che esce il 18 gennaio.
Scritta da Carlo Pastore.
Se ce la fate, leggetela.
Io ce l’ho fatta ma è stata dura, avevo appena fatto colazione.

Considerazioni finali:
Il mondo dell’editoria commerciale è strapiena di gente che non capisce un cazzo di musica ma che viene pagata per scriverne.

Quindi, posso tranquillamente cominciare a parlare di calcio&politica anche io.

Ma soprattutto quel coglione di carlopastore ha già ascoltato il cd che io aspetto da 3 anni, e io devo aspettare un’altra settimana.

Dyo, il mondo è così ingiusto.

[Silently]

L’amorale

14 dicembre 2010

Ciao, piacere: mi presento, anche se tutti voi mi conoscete già tramite le mie opere. No, non sono dio e neanche Anna.  Sono un assassino.  Ammazzo perlopiù giovani donne, bambini, persone simpatiche e famose.

Mi avete visto nel ruolo del cacciatore che spara alla mamma di bambi. La mia parte più importante è stata quella dello psicopatico di Seven, che in realtà ho accettato non per il sadismo del mio personaggio. Ma solo perchè faccio morire Brad Pitt.

Io sono un po’ così, sono cattivo, perfido oltre l’inaccettabile, sono il migliore in questo. Desto sentimenti puri. Sono libero dai distinguo, dalle ipocrisie, dal garantismo. Mi volete morto, violentemente, subito. Tutti. Perchè, come la Rinascente, ho un prodotto pensato per ognuno di voi.

Se volete capirmi un po’ senza finire in galera – io non finisco mai in galera, ma voi sì – provate così. Date in pasto un inerme topino bianco ad un serpente in un terrario. Osservate l’orrore della scena e godete del silenzio del vostro cuore. Non c’è colpa. Non c’è peccato nell’assecondare la naturale voracità di un grasso serpente domestico.
Questa è l’essenza di quello che mi fa amare il mio lavoro. Di fatto uccidere senza colpa è come essere degli dei.

Inoltre, il mio lavoro ha anche un ritorno sociale. E’ molto apprezzato. Dai media, da chi guarda gli speciali di cronaca nera, da chi costruisce i plastici di Porta a Porta. Io rilancio l’economia dei paesini in cui colpisco. Io celo gli scandali dei potenti.

Ma soprattutto io do ragione a tutte le convinzioni di ciascuno di voi. Ciclicamente.

Ad esempio in questo momento l’estetica berlusconiana va molto, e io lancio sul mercato un paio di ragazzine post-puberali con un velo di trucco. Una volta do ragione ai leghisti, e colpisco una retriva periferia del sud. Una volta do ragione agli xenofobi, e la mia arma è un marocchino. Ai tempi delle fobie da nuovo millennio, ho ammazzato tramite sette sataniche. E poi omicidi tra vicini, tra fidanzatini, tra fuorisede, omicidi nella metro. Omicidi compiuti da padroni di cani, in gloria a chi detesta pestarne le merde per strada.

Il mio campionario è vastissimo. Alcuni prodotti sono più raffinati, e infatti tirano poco. Sono le morti bianche, le morti di malasanità, le morti in guerra. Per comunisti, assistenzialisti, pacifisti. E visto che valgono poco, io mi butto sulla quantità, come i cinesi.

Ma sono tutte opera mia. Ne sono così orgoglioso. Sono così variegate, così apparentemente casuali, così irriconoscibili. Eppure la mano dell’artista si vede, se la cercate. Il segreto è nelle strumentalizzazioni. Se una morte porta consensi e denaro, allora la dovete a me.
Inoltre nella mia narrazione ho l’efficacia del teatro: unità di azione, di tempo, di luogo. Le mie vittime e i miei carnefici non sono lontani, vanno cercati sotto il letto di ognuno di voi.

Invece le tragedie oscure, inutili, lontane, non sono opera mia. Mica sono l’angelo della morte. Quelle o sono di qualche collega all’estero, o non sono del giro. I genocidi di etnie sconosciute, le epidemie malariche, la fame nel mondo, gli stupri di massa, non fanno per me.
Questa roba alla current tv non sono topini vivi, è chappie di seconda scelta. E voi miei cari siete serpenti raffinati.

Ho sentito che in questo blog l’anticlericalismo tira, quindi in onore dei miei ospiti ho pensato di articolare il mio prossimo progetto così: dodici orfanelli vengono tenuti in stato di schiavitù in un istituto cattolico. Il fronte laido e avido della chiesa si ingozza con l’otto per mille mentre i piccoli vengono affamati e molestati sessualmente. Siamo su un blog creative commons, quindi direi niente pedopornografia online: le inarrestabili polemiche su internet non vi piacerebbero.
Meglio qualche morticino: le prime tre vittime occultate nel cortile, si teme per la possibilità di altre. Potrei infilarci anche una mamma in carcere a cui è stato tolto l’affidamento di una delle vittime, una femminuccia di tre anni e mezzo che ha perso il diritto di essere detenuta con la madre da appena sei mesi. Ma non lo so, ultimamente Pannella mi sta un po’ sul cazzo.

Comunque, il canovaccio è questo. Devo giusto rifinire i dettagli, capire che fare coi radicali e trovare una location.

Vi farò sapere. Come sempre.

Quando ti intervista Topo Gigio.

13 novembre 2010

Ieri con mio sommo gaudio&giubilo ho condiviso una news con tutti i miei amichetti, ero veramente molto felice.

Stamattina apro il Reader dei Feed e, con altrettanto gaudio, vedo che il Dead Air Space ha una news anch’esso: merce rara sul sito dei Radiohead! Corriamo a vedere! DAI!

Ecco la news: chi ha intervistato Jonny Greenwood per Rolling Stones Italia ha  scritto un sacco di cazzate (ve la faccio breve).

Una parziale riproduzione dell’articolo è questa, riportata da ConsequenceOfSound, che poverini avevano già ripreso la ‘notizia’ italiana, subito smentita con classe ed ironia da Jonny sul Dead Air Space (che fra parentesi ha subito da pochi giorni un restyling davvero impressionante).

Questa storia mi ricorda qualcuno.

E comunque non si gioca coi sentimenti, diodellecittà.

[Silently]

AAA cercasi accompagnatori per concerti.

17 settembre 2010

C’è la vaga possibilità che prossimamente io metta le mani su un tesserino per richiedere accrediti stampa & imbucare impunemente a qualche concertino; non è che muoia dalla voglia di vederli tutti, ma qualcuno dovrà pur sacrificarsi per la causa.

C’è possibilità per me di indicare un fotografo che mi accompagni (a-ah), quindi se avete una macchinetta fotografica scrausa (ma probabilmente anche se non l’avete) e vi piange il cuore ad inviare una povera donzella come me da sola, alla mercè di bruti in camicetta bianca e fricchettoni dell’ultima ora, fatevi pure avanti.

Questi sono i miei rosei progetti; se avete qualche altra proposta, sentiamola.
Tanto posso recensire qualsiasi cosa.

Beethoven , 23-set, Roma, Auditorium
Danilo Rea, 28-set, Roma, Auditorium
Grinderman, 07-ott, Roma, Atlantico
U2, 08-ott, Roma, Olimpico
PFM, 05-nov, Roma, Tendastrisce
Sting, 10-nov, Roma, Auditorium
LeLuciDellaCentraleElettrica, 11-nov, Ferrara, Teatro Comunale
Joe Satriani, 14-nov, Roma, Atlantico
Lady Gaga, 04-dic, Assago, MediolanumForum

[Silently]

La tesi trofeo del nulla

17 agosto 2010

Volevo fare la scrittrice, la giornalista, la poetessa. Non ho saputo combattere, al primo spintone sono caduta. Eppure lo sento ancora battere il mio cuore, quando scrivo. Eppure ce l’ho ben fissa nella mente l’immagine della gloria raggiunta con i temi al liceo.

Un comico ha detto: “ Nel mio cassetto sono rimaste solo le mutande, i sogni non ci sono più”: una battuta, ma io ho pianto quando l’ho sentita.

Penso alle pagine consumate dei libri. Al profumo della biblioteca, a quell’ineguagliabile senso di pace che per anni mi ha fatta sentire invincibile.

Il dovere che come un bruchetto si trasformava nella farfalla chiamata “passione”.

Le domeniche passate a studiare. Ma non è un sacrificio, a me piace e un giorno la vita mi ripagherà di tutto, dicevo. La lotta per un 30 e lode che pensi possa cambiare il corso dell’esistenza. Las scelta della tesi più difficile, con il professore più stronzo, per dimostrare,(ma a chi?) che tu puoi. E dopo stringila quella tesi, fra le mani.

Stringila come una reliquia del sudore e della fatica, il trofeo del nulla che è il tuo tutto. Stringila quando la rabbia ti soffocherà e vorrai farne un falò. Quando ti verrà un po’ da ridere e un po’ da piangere, sentendo parlare di scuola più severa. Stringili fra le mani i tuoi titoli. Appendili al muro e ricorda di spolverarli, ogni tanto. Scrivilo sulla targhetta del citofono chi sei, almeno ogni volta che tornerai a casa ti ricorderà quale percorso ai seguito.

Ogni tanto mi fermo ad ascoltare un Tg che racconta le notti brave dei giovani nei più fighi locali notturni. Bugiardi, raccontate l’Italia. La vita di chi sogna una normalità. Dite dei giovani costretti a dimenticarsi se stessi, a non citare nel curriculum i propri titoli, per non essere “troppo”, per essere degni di servire ai tavoli o vendere pacchetti televisivi e contratti telefonici per due mesi e poi a casa, di nuovo, e ancora, ancora, ancora.

F.

tratto dalla rubrica VANITY LA VOSTRA POSTA di Vanity Fair n.32 sett 18 agosto 2010

Berlusconi ospite al TG24 di Sky.

8 aprile 2010

E’ una storia già vecchia ormai, ma parlandone in giro mi rendo conto che non tutti la conoscono; allora ve la racconto anche io.

Il 27 Marzo Berlusconi è atteso negli studi di Sky Tg24 per un’intervista.

I due palazzoni Sky sono formati da grandi vetrate attigue che coprono la quasi totalità delle pareti, per una superficie complessiva pari a quella del Lussemburgo.

E’ tutto pronto nel CieloPalazzo: una pattuglia dei Carabinieri appostata nel cortile interno, auto blu ad ogni angolo, agenti della Digos dentro ai palazzi a controllare dall’alto la situazione, berline nere appostate fuori dall’ingresso.

Ma nella calma tesa prima del Grande Sbarco, un evento destinato a sconvolgere le future sorti dell’umanità irrompe con scalpore palesandosi sulle vetrate del palazzo.

Due terroristi travestiti da grafici di Fox, nel loro laboratorio segreto perfettamente mimetizzato nell’open space del loro ufficio, mettono a segno il loro sconvolgente e diabolico piano: stampano una scritta su un foglio A4.

Per i deboli di cuore, le persone troppo sensibili e le donne incinte io consiglio di interrompere qui la lettura dell’articolo a causa della crudezza delle parole che sto per riportare.

Per tutti gli altri, questa è la frase incriminata:
“Odiare i mascalzoni è cosa nobile”.

Questa orripilante sentenza, lasciata ai posteri dal noto terrorista latino Quintiliano e riproposta in televisione pochi giorni prima dal comunista Luttazzi, è stata quindi indebitamente affissa sulla superficie dello Stato Indipendente Delle Vetrate Giganti.

Ma non vi preoccupate, cari amici: la storia ha un bellissimo lieto fine, potete continuare a leggere senza tremori.

La catastrofe è stata sventata appena appena in tempo dalle forze armate congiunte alla sorveglianza interna di Sky.

Gli agenti della Digos già presenti nell’edificio sono prontamente scattati ad eseguire il loro duro lavoro: con un gesto epico ed eroico hanno strappato il foglietto dalla vetrata, liberando così l’umanità da questo mortale pericolo, e poi si sono dedicati ai due terroristi.

Immediatamente requisiti i pc e la stampante che aveva OSATO riprodurre quella terribile ed irripetibile provocazione, hanno provveduto ad accompagnare i due terroristi-grafici alla macchina per scortarli in Questura. Ma, come tutti ben sappiamo, il terrorismo è un ordigno ben congenato di stampo mafioso, e purtroppo il lieto fine è stato rovinato dall’intervento dei perfidi legali Sky che hanno impedito l’arresto dei due terroristi, che sono ancora INCREDIBILMENTE vivi, nonchè liberi di continuare ad esprimere le loro offensive opinioni e spargere il seme del male e della discordia in giro per il Mondo.

Per fortuna il resto è filato tutto liscio: scortato da 5 motociclette della polizia, 3 berline nere e un furgone, Berlusconi è arrivato sano e salvo negli studi di Sky, ha rilasciato la propria intervista, e ha abbandonato l’edificio in tutta sicurezza, visto che una delle arterie principali della Capitale è stata completamente bloccata per far sì che Lui riuscisse ad andarsene senza incappare nel traffico delle 3 del pomeriggio.

Che, lo sappiamo tutti, il traffico di Roma è quasi peggio di un attentato terroristico.

Altri resoconti di stampo comunista li potete trovare qui e qui.

[Silently]

Repubblica spoilera il finale della 4° stagione di Dexter.

5 marzo 2010

Se non siete fan di Dexter (sciocchi), potete tranquillamente aprire questo link (a cui si può senza sforzo giungere dalla homepage di Repubblica di oggi), leggerne l’intero contenuto, poi andare in giro a cercare tra i vostri amici qualcuno che sta attendendo con AnZia e Trepidazione l’inizio della 4° stagione di Dexter in italiano, e voi, VOI che non avete mai visto una sola puntata del nostro beniamino, potete agevolmente rovinargli un’intera STAGIONE, 12 episodi di pura delizia, perchè lo spettacolare e totalmente inatteso finale di stagione (che io ho già visto, e, ripeto, è da farti cascare gli occhi dalle orbite) è tutto già contenuto e rivelato nel succitato articolo.

Cazzo siete davvero fortunati che io lo abbia già visto. Altrimenti vi avrei demolito la vostra fottuta sede centrale e tutte le succursali che sarei riuscita a trovare per l’Italia.

Altro che Dexter.

[Silently]

Ultim’ora.

5 marzo 2010

ULTIM’ORA (scritta bianca su striscia rossa) Sky TG24 dell’altroieri:
“Oggi alla UE via libera alla patata modificata”.

Si impegnano, questi giornalisti.

[Silently]

Tommaso Debenedetti: Libero di scrivere cazzate.

1 marzo 2010

Sapete chi è Philip Roth? Eccolo qua.

L’antefatto: nel novembre 2009, Libero se ne esce con questa intervista telefonica, ad opera di Tommaso Debenedetti.

Breve riassunto della parte incriminata: Roth è molto deluso dall’operato di Obama, di cui prima era innamorato ma che si è rivelato solo un gran chiacchierone.

Il fatto: una intervista di venerdì scorso sul Venerdì di Repubblica.
Riassunto della parte incriminata: Roth dice che Obama è un gran figo e che l’ha sempre pensata così.
L’intervistatrice (un agnellino tra le grinfie del leone) gli dice timidamente che un giornale gli ha messo in bocca le parole di cui sopra.
Roth s’incazza, chiama il suo agente, entrambi smentiscono categoricamente di aver rilasciato interviste a tale Tommaso Debenedetti, nonchè a giornali di nome Libero.

Ora, io non sono una grandissima fan di Roth. Non mi è simpatico, ho letto solo un paio di suoi libri, e comunque lungi da me dire che non sa scrivere.
Sfiora il Nobel ogni anno, e lo prenderà, alla fine. Lamento di Portnoy mi ha fatto molto ridere. Pastorale americana mi ha invorticata.
Insomma, lo stimo parecchio, ecco.

Eppure mi è sempre sembrato un personaggio molto antipatico, molto scomodo, una persona con cui mai e poi mai desidererei farei due chiacchiere.
Niente a che vedere con l’affabilità che mi potrebbe ispirare, che ne so, un Bryson, o un Melville, o un Dickens.
E quindi devo ammettere che un dubbietto mi ha sfiorata.
Roth è un uomo di una sagacia ed un’intelligenza fuori dal normale, e secondo me è anche un po’ un fijo de na mignotta non da poco.
Inoltre ha 77 anni, è fissato col sesso, si tromba la figlia degli amici, insomma è una personcina un po’ così.
D’altronde mica ci devo uscire, devo solo leggere i suoi libri.
Quindi ho pensato che forse, magari, poteva anche averla detta lui, la cazzata, e che poi se ne sia semplicemente dimenticato, o che abbia cambiato idea e se ne sia fregato poi di prendersene la responsabilità. Potrebbe anche essere, ho pensato.

Però anche io, diosanto, prima di farmi venire qualche dubbio, dovevo riflettere meglio sulla parola ‘Libero’.

Tutte le mie perplessità infatti sono state prontamente fugate, qui.

Breve riassunto: Paola Novarese, capoufficio stampa Einaudi, dice che negli ultimi mesi l’unica intervista che hanno organizzato con Roth è quella di Repubblica.
Francesco Borgonovo, responsabile culturale di Libero, dice che Debenedetti e Roth sono amiconi e che quindi non sono passati attraverso Einaudi per l’intervista.
Debenedetti è incontattabile da un paio di giorni, e dice che “OPS! Non trovo le registrazioni, accipuffolina!”

Che mi viene voglia di prenderli per un orecchio, a questi di Libero, ed apostrofarli tipo: “Dai, bambini, andate a giocare altrove, che i grandi hanno da lavorare”.

[Silently]