Archive for the ‘Magic Moments’ Category

Perchè io ti vogliobbene come se fossi normale.

24 giugno 2011

Ve l’avevo promesso, ed eccolo qua!
Un bel post riepilogativo in cui ho raccolto tutti i link agli articoli in cui si sbizzarrisce smanioso il mio primo troll, che si è affacciato su questo povero sfigato blogghino il 17 giugno e da allora mi fa più compagnia di Campo Minato, tutti i giorni, a volte in orari notturni improbabili (questo è amore).

E anche se so perfettamente che non dovrei dargli da mangiare, come si fa a resistere?
Tanto lo so che vi ci siete già affezionati pure voi!
Lo vedo, che cercate di attaccare bottone e di farvi insultare, ma non ci riuscirete, perché lui è TUTTO MIO! (Dijelo, Euggè, che numme tradisci coll’artri!)

Io non ci riesco ad ignorarlo. Ormai lo adoro! Ed ecco perché gli voglio dedicare un post tutto suo, direi che se lo è ampiamente guadagnato dopo una faticosa settimana di replyreplyreply.

(Ve li ho messi anche in ordine cronologico, del primo commento che ha lasciato in ogni post, così potete cercare di studiare l’evoluzione del personaggio)

1 – Rassegna stampa
2 – Proprio mentre pensi che di lunedì non succede MAI niente di bello (il nuovo cd dei Radiohead)
3 – Non vi invidio per niente (riflessioni artistiche)
4 – Sarà una lunga settimana di Verdena.
5 – Tommaso Debenedetti: Libero di scrivere cazzate.
6 – E andiamo a vedere… (Le Luci Della Centrale Elettrica @ New Age, Treviso 21/01/11)
7 – Tendini&Vene: Showcase Acustico – Verdena Live @ Fnac, Porte di Roma, 25/01/2011.
8 – Oh God, they’re Back! (Godspeed You! Black Emperor @ Estragon, Bologna 26/01/2011)
9 – Giuovin Donzelle in crisi.
10 – Bud Spencer Blues Explosion + Low Frequency Club @ Circolo Degli Artisti, Roma (19/05/2011)
11 – Storie di donzelle, cavalieri e ruote a terra.
12 – Il Roxy Girls Surf Festival 2011: e voi, addò pensate de scappà?

Io mi permetto di segnalarvi l’estremo LOL dei complimenti fatti alle recensioni di DeniZ (meritatissimi, tra l’altro) ai punti 6 ed 8, e sicuramente non vorrete perdere il picco assoluto della trollità al post contrassegnato col numero 9.

Enojy!

[Silently]

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare via sms

20 gennaio 2011

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegno a volare con un sms

[scambio di sms fra il sottoscritto e un’Amica con Senso dell’Umorismo]

Amica con Senso dell’Umorismo: allora, venerdì?

Deniz: però venerdì c’è un bel concerto… Che faccio, esco con te o vado al concerto? Non potrei fare entrambe le cose? Secondo me ti può piacere, suona Le luci della Centrale Elettrica.

ASU: ti ricordo che sabato mattina lavoro e devo alzarmi alle 5 e mezza :(

D: e che lavoro fai, il gallo? :D cmq potrei uscire con te prima e poi andare al concerto. Due piccioni con una fava… per restare in tema di volatili.

ASU: Insegno alle scuole medie, caro. Cmq non approfondiamo il tema degli uccelli.

D: perchè, insegni ornitologia? :D

[risate da sit com – sipario – e ora vado alla data zero del nuovo tour dei Verdena…]

Giuglia e i pizzettari de Roma.

2 dicembre 2010

Un giorno di pioggia a Roma (strano che non stiano tutti sotto alle pezze con un buon libro), la nostra giuovin donzella girovagava per le vie della Capitale.

Ad un certo punto, sente uno scombussolamento interno che non riesce a spiegare: la sua pancia invia segnali ambigui, come un senso di vuoto incolmabile, come se l’intero universo cercasse di comunicarle qualcosa.
Sarà che anche La Donzella Di Ghiaccio sia capace di sentimenti veri, quelli che ti prendono il diaframma e te lo sconvolgono tutto?
E’ possibile che alla fine l’amore sia riuscito a scalfire il cuore di pietra della Nostra?

No, era fame.

Risolto l’annoso enigma, Giuglia decide di concedersi un raro momento di riposo dalle sue innumerevoli fatiche turistiche e gli sport estremi che sta praticando (il più in voga a Roma in questi giorni: lo Slalom Tra Le Gocce Di Pioggia), e si infila in una pizzeria a taglio per rinfrancare anima&corpo.
Viene servita da una gentile signorina romana, dal colorito e folkloristico accento proprio degli autoctoni.
La nostra eroina prende posto, consumando l’ambito pasto.

Mentre espleta le necessarie operazioni (mordere, staccare, masticare, ingoiare, loop), fa il suo ingresso nel locale in questione un’amena famigliola composta da mamma papà e nano circa treenne.
Il capofamiglia prende virilmente in mano la situazione, chiede alla gentile pizzettara una sleppa di pizza bianca, da dividere in 3.

Si ma 2 pezzi più grandi e uno più piccolo, eh?
Ecco, sì. No, i due pezzi grandi devono essere uguali, l’altro più piccolo, è per il bambino.
No ancora un po’ più grande.
Eh e l’altro uguale, il terzo più piccolo.
No così troppo grande.
Facciamo 5 cm da destra e il resto…

La pizzettara, probabilmente presa da scoramento, alza la testa, guarda in faccia Il Capofamiglia, alza il coltello e soavemente pronuncia siffatte parole:

‘CaRcola sto a chiamà er chirurgo.’

[Silently]

Ti accorgi che non sei più al liceo quando

7 settembre 2010

ti vesti di bianco e nessuno ti dà della gelatara.

[Silently]

Perchè, in fondo, sono una romanticona vigliacca.

11 agosto 2010

Come un lavandino pieno fino all’orlo a cui ho strappato il tappo di gomma, come un bimbo piccolo a cui ho levato il ciuccio, come la scintilla avvicinata al mucchio crescente di foglie secche.
Così dopo un mese di rincorrimenti, silenzi imbarazzati, saluti a mezza bocca, incontri scontri in ascensore, ci voleva una mia parola per farti parlare con me, a me, per farti cominciare a parlare a ruota libera del tuo lavoro nuovo, l’eccitazione e la paura nel maneggiare un costosissimo giocattolino nuovo tutto da solo, senza paracadute, senza rotelle.

E io, sempre la solita vigliacca, lancio il sasso e poi nascondo la lingua e ti presto solo il mio orecchio e i miei sorrisetti accondiscendenti al tuo inaspettato torrente di parole, finalmente mi parli e mi cerchi gli occhi per stabilire quel contatto che io ho reso possibile, e io ti sfuggo, ti sorrido di sbieco e annuisco e rimango ferma mentre tu riempi e svuoti lo spazio tra di noi a tuo piacimento, mentre io mi difendo coi capelli e la sigaretta a fare da barriera al tuo sorriso sincero e sollevato.

[Silently]

Grazie, Tenera Nonnina.

28 luglio 2010

La Tenera Nonnina: “..che fai tardi tutte le notti, e poi la mattina presto vai a lavoro…ma quando dormi?”
Silently: Quando muoio.

(Grazie. Grazie, Nonna. E’ tutta la vita che aspetto di dire questa cosa e non me l’aveva MAI chiesta nessuno.)

[Silently]

Magic Moments VI – Perchè, in fondo, sono una romanticona.

20 luglio 2010

Sul treno sfogliavi le pagine rosa del Corriere dello Sport e sbadigliavi forte, la cicciona davanti a te si affilava gli occhi sulla linea della tua mascella.
Avrai avuto trent’anni, forse di più, i capelli neri gli occhi pure, i pantaloncini e la maglietta verde militare che ti stava male, io ti avrei messo una maglietta rossa col collo a v oppure bianca a risaltare l’abbronzatura leggera da camminata in città più che da sport al mare.

Ti ho guardato un po’ dal riflesso del finestrino, poi ho lasciato che il nero lucido dei tuoi capelli spettinati perfetti affascinasse qualcun’altra, e ti ho dimenticato per due ore.

Quando siamo arrivati in stazione ho preso la borsa, mi sono messa in fila in corridoio dietro a te che stavi fermo vicino alla porta e la tenevi aperta col pensiero, credo.
Quando ti sei spostato la porta mi chiudeva addosso mi tagliava a metà mentre io mi impiccavo col filo dell’ipod, tu hai spinto il bottone e hai sorriso alla ragazza impacciata con gli occhiali da sole alle 9 di sera e la maglietta dei Nine Inch Nails che cerca in tutti i modi di farti scomparire che poi però se le sorridi così mica le agevoli il già arduo compito.

[Silently]

Magic Moments IV.

4 luglio 2010

Non è veramente estate finché il bagno non si riempie di sabbia.
(Autocit.)

[Silently]

Di chi è il mondo.

24 giugno 2010

Un amico di un amico di un amico mi ha raccontato questa storiella, spacciandola per Storia Di Vita Vissuta, e io la trascrivo come mi è stata raccontata.
Io gli attribuisco un quoziente di verità pari al 30% circa, però la racconto lo stesso perché secondo me merita.

C’era una volta un giuovine uomo, d’età indefinita ma che per comodità narrativa attesteremo sui 28 circa.
Questo giuovin uomo si narra avesse molti danari, il che gli permetteva di possedere un SUV di quelli che usano le persone per contrastare il proprio crescente senso di impotenza fisica e spirituale, una sorta di compensazione karmica per le loro piccolezze (il giudizio sui possessori di SUV è interamente mio).
Con questo bestione mitologico, egli un giorno si recò in banca, per motivi a noi sconosciuti, ma che voglio comunque tentare di azzardare: diciamo che doveva amministrare i suoi molteplici beni.
O prelevare 50 euri dal bancopaz, chi può dirlo.

Fatto sta che egli adocchia un autoveicolo che sta liberando un parcheggio nei pressi della succitata banca: accosta, mette la freccia ed attende in sella al suo MostroSUV che il parcheggio sia sgombro.
Ma all’improvviso, l’imprevisto ed imprevedibile accade: con una mossa fulminea tipica delle NinjaSmart, un altro quarto di locomozione (una Smart, insomma) occupa tale agognato posto.

Lo SmartConducente, apostrofato dal SuvConducente che attendeva pazientemente lo sgombro del parcheggio, gli risponde in siffatta maniera: ‘Eh, che ce voi fà: il mondo è dei furbi!’

Il SuvConducente, senza minimamente scomporsi, effettua le manovre utili al parcheggio in quello specifico posto, e poi parcheggia.

Risultato: la Smart viene fotocopiata sul muro di fronte. Il SUV è parcheggiato.

Il SuvConducente scende dal suo destriero, e rivolto allo SmartConducente (rimasto comprensibilmente un po’ f4-basito) gli rivolge testuali parole:
‘Te stai a sbaglià: il mondo è dei ricchi.’

Fine.

[Silently]

Beatles VS Vaticano: The Story So Far. (Magic Moments IV)

13 aprile 2010

Mi piace talmente tanto ‘sta storia, che ci voglio sprecare altro web-inchiostro.

Antefatto: negli anni ’60 ci stanno i quattro ragazzetti di Liverpool (lo sanno tutti) che fanno strage di note e di cuori.

Sono belli, ggGiovani, un po’ tossici, libertini, e poi quello con gli occhialetti tondi una volta ha detto che erano più famosi di Gesù Cristo.

Allora il Vaticano rosica: “Eh no regazzì, mo’ stamo a esaggerà. Siete satanici, e ce state pure un po’ sulle palle che inducete la gente a peccare.”

Con questo malocchio terrificante che grava sulle loro coscienze, i poveri Beatles non possono far altro che sciogliersi nel ’70 (anche un po’ prima, in realtà).
Per rincarare la dose, Mark Chapman uccide John Lennon, anche a causa della storia di Gesù.

Nonostante ciò, loro continuano imperterriti a rimanere i Beatles: la gente continua a cantare le loro canzoni in tutto il mondo, continuano a vendere miGliardi di dischi, e pure adesso se ti vai a comprare un cd loro lo paghi 20 euri.

Dopo 40 anni, il Vaticano si sveglia, e  ce ripensa.

Vaticano: “Vabbè, dai, erano ragazzi. Poi oh, so’ famosi addavero questi, e continuano pure a fa un sacco de soRdi. Oltretutto so’ rimasti solo in due… Vabbè daje regazzì, vi perdoniamo!”

Ringo Starr: “Me perdoni? Esticazzi!”

Fine.

[Silently]