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Mi prudevano le mani: un Weekend in Abruzzo.

20 giugno 2012

Mbè fondamentalmente non scrivo più perché non ho molto da raccontare, o quando trovo una cosa interessante da scrivere poi non ho tempo di farlo, e siccome ho il cervello di un pesce rosso, dopo 3 giorni ho dimenticato tutto.
Siccome però non ho ancora perso la speranza di diventare la blogger più famosa del creato, che può scrivere qualsiasi minchiata e tutti lì a dire OOOHHH com’è creativa la Silently!, e siccome so anche che vi manco molto, ecco qua che ho deciso di raccontarvi cose a caso: il mio ultimo weekend romantico.
Dove per “romantico” intendo “con quella persona che anche se non ci si fa la doccia è uguale”.
Inoltre voglio dare un po’ di visibilità al mare abruzzese, perché io ci sono tanto affezionata che ci andavo quando ero piccolina e secondo me la costa dei Trabocchi è molto sottovalutata come meta vacanzifera.

Partiamo alle 15.00 di venerdì da Ostia: primo errore grave.
Tentare di uscire indenni dal raccordo di venerdì è sempre un azzardo, e come dice D.: “La partenza intelligente non esiste”.
La cosa bella di A24 e A25 però, è che una volta imboccate non ti fermi più: semplicemente questa autostrada non produce traffico.
E questo è già un punto a favore, direi.

Ora io ho un campeggio di fiducia in Abruzzo, che sarebbe questo qua; però ho pensato che una volta tanto, per cambiare, potevamo provare qualcos’altro, e dopo attenta disamina internettistica ho scelto questo qua.
Bello il sito, eh? Tutto curato. Figo. Prezzi decenti. Andiamo, dai.

Arriviamo al Camping Lido Riccio verso le 19, il cancello è aperto, ma non riusciamo ad individuare una reception. Ma neanche un’anima viva, in realtà.
Adocchio una macchina del caffè dentro ad una piccola costruzione. Ah, un baretto!
Un baretto chiuso. Dentro, qualcuno suona un pianoforte.
Immaginate la Scena: un campeggio deserto, un bar chiuso da cui proviene musica di pianoforte.
Cominciamo bene.
La signora dentro ci vede, smette di suonare, ci viene incontro: sembra sorpresa che due persone vogliano soggiornare in tenda. In un campeggio. Vabbè.
Ha un marcato accento tedesco, diciamo che a modo suo comunque ci accoglie bene. Sorpresa ma gentile, fondamentalmente ci dice: fate come ve pare.
E noi lo facciamo, scarichiamo la macchina, montiamo la tenda, tutto molto velocemente (ormai siamo pro).

D. va a chiedere dove poter prelevare dei soldi (siamo con 5 euro in due da inizio viaggio), e incontra anche il proprietario del campeggio che gli dice che siamo gli unici ospiti e ribadisce: fate come ve pare.
E gli orari della chiusura del cancello? Ve lo lascio accostato, fate come ve pare.
Decidiamo di fare come ci pare e ce ne andiamo a Ortona.

Ortona è carina, è una cittadina di provincia ma l’ho trovata abbastanza curata, c’è una bella area pedonale al centro, e le rovine di un castello affacciato sul mare.
Alla sinistra del castello partono delle INTERMINABILI scale dissestate che portano al mare e alla ferrovia. Vale la pena la scarpinata, e visto che siete dei ciccioni non pronti per la prova costume, FATELO.

Anche se avete parcheggiato senza curarvi di tenere a mente il posto, Ortona è abbastanza grande da perdervi romanticamente nelle viuzze, ma abbastanza piccola per ritrovare la macchina.
Prima o poi.

La mattina dopo andiamo al mare. Dal Camping Lido Riccio bisogna attraversare la Statale Adriatica con un sottopassaggio abbastanza inquietante ma fortunatamente molto breve, a rischio capocciata continuo (sarà alto 1.60), però molto comodo:  arriva praticamente dritto al mare.
L’accesso alla spiaggia è un canale di scolo. Vabbé, comunque l’acqua non sembra sporca, è più simile alla fine di un ruscello che a una fogna, ma comunque.
Arrivati in spiaggia ci ritroviamo in una selva di ombrelloni, e ci aspetta una bella passeggiata per scovare un pezzetto di spiaggia libera incastonata tra i lidi balneari.

La spiaggia di Lido Riccio. Avete presente com’è fatta la costa nei dintorni di Ortona? A circa 30 metri dalla riva c’è una cordigliera di scogli, e l’acqua è bassa (MOLTO BASSA) fino a questi scogli.
Io lo trovo abbastanza figo perché se hai freddo puoi passeggiare sul bagnasciuga, altrimenti ti puoi avventurare fino agli scogli e goderti la compagnia dei pesciolini, che per fortuna non mancano e non sono neanche tanto spaventati dalla presenza umana. Ci sono tanti cefaletti (alcuni non tanto etti), i lattarini, gli scorfani, le occhiatine, i saraghetti, i ricci, i granchi, i pomodori di mare, gli amem… amenon… i cosi coi tentacoli, insomma non sono i caraibi ma qualcosina da guardare si trova.
Oltretutto, a ridosso di questa mini spiaggetta libera (non molto frequentata comunque, nonostante il caldo estremo: erano più pieni i lidi) c’è un baretto-tavola calda in cui vale la pena fermarsi a mangiare (OVVIAMENTE, non ne ricordo il nome): il personale è gentilissimo, si mangia bene e si spende relativamente poco (è comunque uno stabilimento balneare).

Il vino bianco non è un granchè, ma sbronza bene. Vero, D.?

Un altro paesino pieno di vita da quelle parti è San Vito Chietino, dove bazzicavo tutte le estati quando ero piccola.
Il paesino è sulla collina e se vi arregge di fare tutti quegli scalini, la vista dalla terrazza panoramica è molto bella. Sotto invece c’è la Marina di San Vito. Cercate di arrivare verso le sette-sette e mezza perché dopo cena si riempie di gente ed è impresa ardua parcheggiare.
Ci sono due posti molto buoni per mangiare: se preferite carne, c’è una braceria vicino al molo, davanti all’Esperia, sotto ai portici: ottimi arrosticini!
Altrimenti sopra, proprio sull’Adriatica (stiamo parlando di distanze di centinaia di metri, il paesino è comunque minuscolo) davanti alla piccola rotonda, c’è una take away di pesce fenomenale, e se riuscite ad accaparrarvi un posto sulle pancacce di legno fuori potete anche mangiare lì.

E niente, erano un paio di giorni che mi prudevano le mani perché volevo scrivere qualcosa, allora ho pensato di raccontarvi una cosa a caso.

Chissà se sono ancora capace a pubblicare i post su WordPress.

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D’altronde è feroce settembre

23 settembre 2011

Please welcome my new category: MyFeetAround.

Scattata da: Me

Dove: Il Giardino Dei Tarocchi

[Silently]