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Il Nano di Oz

17 febbraio 2011

Ho iniziato a scrivere questo post in piena grafomania post Annozero: a volte mi capita, quando lo guardo da sola. Ma stasera era una puntata scialba, che è partita sentendosi già sconfitta da Benigni sul canale accanto, quindi mi è rimasta solo un po’ di tristezza da oh tempora oh mores che mi prende quando si parla delle mignotte di Berlusconi.

Poi non so come mi è venuta in mente un’analogia con una storia che mi è sempre piaciuta tanto, quella di Dorothy nel Mago di Oz. Perchè se dovessi personificare l’Italia non mi verrebbe in mente la pupazzetta di Ballarò, nè Sofia Loren, ma solo questa contadinotta del Kansas di fine ottocento.

Ecco la storia, più o meno come me la ricordo e con un aiutino di Wikipedia. Dorothy, dopo un esordio condito di smanie adolescenziali, cani e vicine bisbetiche, si trova barricata in camera sua quando un tornado travolge la sua casa e la trasporta in un paese assurdo e fantastico che si apprende rapidamente essere il paese di Oz.  Incidentalmente la nostra contadinotta uccide una donna, la malvagia strega dell’Est, atterrandole sopra con la casa. Ma l’omicidio colposo non è passibile di riprovazione sociale ad Oz, anzi: per magia Dorothy si ritrova ai piedi le scarpe rosse della strega cadavere. Non viene particolarmente turbata dalla cosa, mostrando un pronto senso di adeguamento alla morale del posto. Nel tentativo di tornare a casa, la ragazza intraprende un lungo viaggio verso la corte del Mago, che ha la fama di essere in grado di aiutarla. Dopo mille peripezie e con la compagnia del Leone, dell’Uomo di Latta e dello Spaventapasseri, raccattati uno dopo l’altro sulla strada,  Dorothy riesce ad avere udienza dal Mago, il quale si rivela un imbonitore da quattro soldi. Infatti si tratta banalmente di un tizio qualunque che era piombato nel paese di Oz in mongolfiera anni prima e si era costruito un personaggio sfruttando l’ingenuità degli indigeni. Oltre l’assurdo desiderio di Dorothy di tornare in un posto sfigato come il Kansas, anche il Leone, lo Spaventapasseri e l’Uomo di Latta hanno dei sogni infranti dalla VannaMarchità del mago: infatti i tre si erano imbarcati mossi dal desiderio rispettivamente di coraggio, intelligenza e di un cuore. Alla fine del film tutti i personaggi scoprono di aver sempre avuto dentro di sè le risorse che li avevano spinti dal Mago, e il lungo viaggio non era stato altro che un percorso verso la consapevolezza delle proprie capacità. In particolare Dorothy riesce a tornare a casa battendo semplicemente tre volte i tacchi delle scarpe della strega morta, dimostrando che a volte il crimine paga. La storia si chiude con l’ipotesi che fosse tutto un sogno, cosa che nel 39, anno di uscita del film, deve essere sembrata tremendamente geniale ed originale agli sceneggiatori.

Ecco, la mia Dorothy è questo nostro paese affascinante, intemperante, non innocente e non cattivo, che si è mosso per anni verso un’idea truffaldina di benessere, facilità del vivere, finta felicità e arrivismo impersonata da Silvio Berlusconi. Ma la sensazione è che questo ingorgo di zoccole, processi, scandali stia accelerando un processo: presto il trucco sarà svelato, e il mago si rivelerà solo un uomo qualsiasi atterrato con la sua mongolfiera di soldi mafiosi in questo sciocco paese. E in quel bel giorno tutti noi scopriremo di avere già dentro di noi le risorse per tornare a casa.

Berlusconi ospite al TG24 di Sky.

8 aprile 2010

E’ una storia già vecchia ormai, ma parlandone in giro mi rendo conto che non tutti la conoscono; allora ve la racconto anche io.

Il 27 Marzo Berlusconi è atteso negli studi di Sky Tg24 per un’intervista.

I due palazzoni Sky sono formati da grandi vetrate attigue che coprono la quasi totalità delle pareti, per una superficie complessiva pari a quella del Lussemburgo.

E’ tutto pronto nel CieloPalazzo: una pattuglia dei Carabinieri appostata nel cortile interno, auto blu ad ogni angolo, agenti della Digos dentro ai palazzi a controllare dall’alto la situazione, berline nere appostate fuori dall’ingresso.

Ma nella calma tesa prima del Grande Sbarco, un evento destinato a sconvolgere le future sorti dell’umanità irrompe con scalpore palesandosi sulle vetrate del palazzo.

Due terroristi travestiti da grafici di Fox, nel loro laboratorio segreto perfettamente mimetizzato nell’open space del loro ufficio, mettono a segno il loro sconvolgente e diabolico piano: stampano una scritta su un foglio A4.

Per i deboli di cuore, le persone troppo sensibili e le donne incinte io consiglio di interrompere qui la lettura dell’articolo a causa della crudezza delle parole che sto per riportare.

Per tutti gli altri, questa è la frase incriminata:
“Odiare i mascalzoni è cosa nobile”.

Questa orripilante sentenza, lasciata ai posteri dal noto terrorista latino Quintiliano e riproposta in televisione pochi giorni prima dal comunista Luttazzi, è stata quindi indebitamente affissa sulla superficie dello Stato Indipendente Delle Vetrate Giganti.

Ma non vi preoccupate, cari amici: la storia ha un bellissimo lieto fine, potete continuare a leggere senza tremori.

La catastrofe è stata sventata appena appena in tempo dalle forze armate congiunte alla sorveglianza interna di Sky.

Gli agenti della Digos già presenti nell’edificio sono prontamente scattati ad eseguire il loro duro lavoro: con un gesto epico ed eroico hanno strappato il foglietto dalla vetrata, liberando così l’umanità da questo mortale pericolo, e poi si sono dedicati ai due terroristi.

Immediatamente requisiti i pc e la stampante che aveva OSATO riprodurre quella terribile ed irripetibile provocazione, hanno provveduto ad accompagnare i due terroristi-grafici alla macchina per scortarli in Questura. Ma, come tutti ben sappiamo, il terrorismo è un ordigno ben congenato di stampo mafioso, e purtroppo il lieto fine è stato rovinato dall’intervento dei perfidi legali Sky che hanno impedito l’arresto dei due terroristi, che sono ancora INCREDIBILMENTE vivi, nonchè liberi di continuare ad esprimere le loro offensive opinioni e spargere il seme del male e della discordia in giro per il Mondo.

Per fortuna il resto è filato tutto liscio: scortato da 5 motociclette della polizia, 3 berline nere e un furgone, Berlusconi è arrivato sano e salvo negli studi di Sky, ha rilasciato la propria intervista, e ha abbandonato l’edificio in tutta sicurezza, visto che una delle arterie principali della Capitale è stata completamente bloccata per far sì che Lui riuscisse ad andarsene senza incappare nel traffico delle 3 del pomeriggio.

Che, lo sappiamo tutti, il traffico di Roma è quasi peggio di un attentato terroristico.

Altri resoconti di stampo comunista li potete trovare qui e qui.

[Silently]

Good News From London.

1 febbraio 2010

Mia sorella è appena tornata da Londra.
Da registrare due ottime notizie:

Prima ottima notizia: mi ha portato un minicarillon che suona Yesterday.
Per ‘mini’ intendo tipo 3x2x2 cm. Per ‘carillon’ intendo un piccolo rullo con dei piccoli spuntoni che si scontrano con delle piccole lamierine che producono le note. Di Yesterday.
E funziona grazie ad una piccola manovella che si può girare solo in punta di dita.
E’ talmente piccolo che se giri la manovella a buffo ci vuole il superudito vulcaniano per sentire qualcosa.
Ma la magia sta nel fatto che ovunque -veramente OVUNQUE- lo appoggi, esso trasforma il tuo OVUNQUE in una cassa di risonanza che amplifica il suono.
Yesterday, casomai non si fosse capito. Quella dei Bitles.

Seconda ottima notizia: Al Madame Tussauds, (Il museo delle cere di Londra),  nella sezione dei World Leaders (vicino alla Merkel, a Obama, a Sarkozy, a Blair, per capirci) indovinate chi manca?

P.S. Tra l’altro, la dicitura “Celebrity Wax Figures” mi evoca un’immagine abbastanza divertente, tipo staccare una mano della regina e usarla per sparaffinare una tavola da surf.

[Silently]