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Tendini&Vene: Showcase Acustico – Verdena Live @ Fnac, Porte di Roma, 25/01/2011.

26 gennaio 2011

Mettetevi comodi, cominciamo.

Di tutto lo spazio che hanno alla Fnac, per i Verdena c’era un angoletto rientrato senza palco, transennato con nastri. Devono essere amici con quelli della Feltrinelli anche se qui di cd ne avevano a volontà.

La gente stipata è già parecchia un’ora prima dell’inizio; a questo proposito come primissima cosa voglio ringraziare quella coppia di ragazzi che nonsoccome hanno convinto tutti quelli avanti a sedersi. Due geni, davvero, io vi stimo e vi aringrazio.

I primi ad arrivare sono Luca Ferrari e Omid Jazi (il quarto Verdena per ora, durerà? A me piace.) che cominciano a montare ed accordare; Luca ha uno scatolone magggico da cui estrae cose, una minifisarmonica viola, bonghetti, maracas, tamburelli, una valigetta bianca, battenti (le bacchette quelle coi tamponi di feltro alla fine), etcetc.
Controllano i volumi e fanno tutte quelle cose che la gente che fa musica da 15 anni nun me pare faccia più. Ne riparleremo, prima o poi.

Arrivano anche Alberto e Roberta e anche loro provano volumi e accordano roba.
E’ tutto molto intimo, e durante la prova dei volumi parte così senza preavviso una cover dei Beatles, ‘That Means A Lot’. E’ tutto molto lovvoso.
A ruota segue ‘Baby’s in Black‘, ma si capisce che stiamo ancora nel vivo del soundcheck: infatti Alberto dice che stiamo aspettando John.
Tutti a chiamare John, John dov’è, John chicazz’è, e per ingannare il tempo Alberto improvvisa una versione acustica di Valvonauta che un modo migliore per ammazzare il tempo io non l’ho mai sentito.
Sarà che son vecchia e affezionata alle mie canzoni adolescenziali.
Ma John ancora non si vede, John chi, John il giornalista, addòs’è ficcato John; alla fine i 4 se ne vanno a fumare.
Nel frattempo un demente in maglioncino rosa (ROSA, davvero), ignorando completamente la corsia lasciata libera apposta per raggiungere l’area del concertino, comincia a pestare le mani alle ragazzine sedute a terra per raggiungerla.
Quando gli chiedo gentilmente dove pensa di andare, risponde ‘A presentare un disco’.
Che eroe.
John.
Dev’essere un soprannome perché quel tizio aveva una faccia da Mario (senza offesa per i Marii), una vocetta da dirigente medio represso, la simpatia di un puntaspilli, il cipiglio da ESPERTODIMUSICA nonché il già succitato maglioncino ROSA.

UPDATE: il John in questione trattasi di John Vignola (e non di Mario). Grazie a Giuglia che mi svela l’arcano e mi fornisce materiale d’appoggio alle mie tesi.

Quando i 4 giuovini si riapprossimano ai propri posti, Mr. Simpatia-John li ‘presenta’ (era già un quarto d’ora che suonavano, praticamente) dicendo che la musica dei Verdena non ha bisogno di presentazioni. Però continua a straparlare di ‘intento cabalistico’ della scelta di inserire 27 tracce nell’ultimo album, 27 come il numero degli anni a cui muoiono le rockstar (CobainJoplinBonhamHendrixMorrison etcetc). Candido come la neve Alberto dice che no, non c’avevano proprio pensato mai.

Ma sorvoliamo e passiamo al concerto.

 

Le facce di Alberto e la maglietta degli Iron Maiden: a proposito di lol.

E’ stata una cosetta breve ma intensa, di musica neanche un’oretta; i ragazzi erano abbastanza rilassati e dopo la falsa partenza AspettandoJohn tutto è filato liscissimo.

Scaletta per i più pignoli, inclusi i pezzi del soundcheck:

– That Means a Lot – Beatles
– Baby’s in black – Beatles
– Valvonauta
Le Scarpe Volanti
Razzi Arpia Inferno e Fiamme
– Miglioramento
Rossella Roll Over
Castelli in Aria
E’ solo lunedì

Chicche: una minintervista fatta da Mr. Simpatia John in cui gli chiedeva se avevano dovuto scartare qualche pezzo, se avevano ascoltato qualcosa in questi 4 anni o se avevano solo suonato: Alberto gli dice che no, avevan solo prodotto il cd ma John gli voleva far dire che avevano ascoltato Battisti e Brian Wilson.
Battisti si sente tanto in ‘E’ Solo Lunedi’ (”Io Vivrò/senza te”), mentre un po’ di Beatles li potete ascoltare in Rossella Roll Over, che comincia con una parodia di Obladi-Obladà.
Prima di attaccare ‘E’ Solo Lunedì’ Alberto la introduce come ”Un pezzo in re minore, come consigliano i Quintorigo” e in effetti verso la fine della canzone poi azzarda un qualche gorgheggio strano di quelli à la John De Leo. Mi ha fatto molto ridere.
E mi ha fatto anche molto ridere l’accenno LedZeppeliniano alla fine di Rossella Roll Over, un paio di versi a citare Babe I’m Gonna Leave You, così en passant.

Bella anche tutta la storia dei coretti, pensavo che avrebbero un po’ infrociato la situazione, e invece niente, sono un’evoluzione perfetta.

Best Performance a Luca Ferrari, ovviamente. All’inizio ho rosicato perché non aveva la batteria, eccheccazzo proprio nell’introdurre le canzoni del cd nuovo che è il suo capolavoro mi si deve presentare coi bonghetti e il tamburello.
Ma ovviamente, stronza io, perché Luca ha suonato tutto quello che gli capitava a tiro, l’asta del microfono, lo sgabello, la minifisarmonica, spesso la batteria l’ha cantata chino sul microfono dei bonghetti che ogni tanto Alberto glielo doveva aggiustare tanto si dimenava.
Roberta sempre composta, un po’ timida; Alberto invece spigliato come raramente l’ho visto (essì che ne ho visti de concerti dei Verdena); il nuovo acquisto (Omid) preciso e scorettante senza essere invasivo (tra l’altro presentato da Alberto come il loro amplificatore, il Fender); ma quello che proprio mi fa uscire ai matti è Luca, io non smetterei un secondo di guardarlo, è tipo una macchina da musica.
A volte penso macchejedice er cervello a questo? Tipo su ‘Miglioramento’ ha ricoperto i bonghetti col suo maglione e l’ha suonata tutta così, coi battenti sui bonghetti ricoperti col suo maglione.
Ma alla fine ha sempre ragione lui. Un genio, davvero.
E’ secco da far paura, gli avambracci minuscoli mostrano solo tendini e vene, che poi dev’essere tutto ciò che gli serve per suonare: tendini e vene.

[Silently]

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