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The Black Friday @ Circolo Degli Artisti, Roma (21/01/2011)

22 gennaio 2011

Sarò breve.

Adriano Viterbini sarebbe stato inserito almeno in 3° (se non addirittura in 2° posizione) in questo post qua, se solo lo avessi visto suonare dal vivo prima di partorirlo.
Come voi tutti ben saprete tra 5 secondi, Adriano Viterbini è il chitarrista/cantante/tuttofare dei Bud Spencer Blues Explosion, che si è (artisticamente, spero) congiunto con Luca Sapio, colui che ora porta il gravoso fardello di sostituire John De Leo alla voce dei Quintorigo.
Una diapositiva di Luca Sapio:

Ora, prima il dovere e poi il piacere: Luca Sapio è forte, è blues, è rozzo, ha una voce sporca, e come ho ribadito più volte qui, non è John De Leo e non ci tiene ad esserlo. Diciamo che gli mancava solo il cappellaccio e il dente bianco traslucido che spicca sulla faccia negra.

Si perché questi due dice che fanno blues, ma è un blues un po’ strano, pare un blues preso paro paro dagli anni ’30, buttato in una lavatrice LedZeppeliniana e steso ad asciugare al grunge.

Ma passiamo alle cose serie: Adriano Viterbini.


Siccome io non ho mai visto dal vivo i Bud Spencer Blues Explosion, mica me lo aspettavo che era uno che poteva suonare così. Mi avevano parlato di lunghi deliranti presuntuosissimi assoli elettrici, e io chissà che me pensavo.
Invece quest’uomo in versione acustica suona del blues, ma del blues un po’ rivisitato, un blues anni zero che alla fine è molto più ‘vero’ di quello che puoi ascoltare nelle migliori cover band.
Viterbini è uno che pare che la chitarra non gli basta, sembra sempre che abbia la necessità di andare oltre quei tasti, come se gli scappasse qualcosa. Eppoi è così grezzo, è sporco, è sentito, e fa scopa perfettamente colla voce di Sapio.

Qualche traccia? Quasi tutte cover:
Tom Rushen Blues” di Charley Patton;
The Dark End Of The Street” di James Carr;
“Trouble Soon Be Over” di Blind Willie Johnson;
Love In Vain” di Robert Johnson;
A Change Is Gonna Come” di Sam Cooke;
‪”Death Letter Blues” di Son House‬;
“Hard Times Killing Floor” di Skip James;

e le loro due originali: “Jupiter” e “Strange Gal”, che non hanno veramente niente da invidiare alle cover succitate.

Attenzione alla superchicca: la cover di “School”: ecco qua la versione dei Black Friday.

Voglio dire, se riesci a far diventare blues i Nirvana sei qualcuno.

[Silently]

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Quartorigo+Luca Sapio.

30 gennaio 2010

Fatti degni di nota accaduti ieri sera al Circolo degli Artisti durante il concerto dei Quintorigo:

-Luca Sapio NON è John De Leo, e ciò, nonostante la premessa, è un bene. Nel senso che la scialba signorina che prima si arrogava il diritto di cantare le fu-canze di John, sembrava una brutta parodia del suddetto.

Invece questo ‘giovanotto’ reduce dagli Area almeno ha uno stile tutto suo, una voce molto progressive; certo che deve usare il falsetto in svariate occasioni, macchissenefrega? Non è John De Leo, e ci tiene a precisarlo.

-Un violino si può suonare per un’ora come un normale violino (se per ‘normale’ s’intende includere anche usarlo per suonare roba tipo Purple Haze e Highway Star), e poi, ad un certo punto, si può imbracciare come un mandolino e suonarlo così. E suonare Grigio, se non mi ricordo male.

-Si può avere una confidenza tale con uno strumento, che si può usare l’archetto per chiamare la gente. Spiegazione: Ho visto Gionata Costa usare l’archetto del suo violoncello per richiamare l’attenzione del cantante. Che c’è di strano? Boh, solo che io ho pensato che se avessi un archetto in mano, la mia confidenza con quello strumento sarebbe tale che 1. non lo userei per chiamarci la gente con quella naturalezza derivata dall’uso, come se l’archetto fosse un prolungamento del mio corpo e 2. se lo facessi, probabilmente lo infilzerei nelle costole della gente.

-Luglio, agosto, settembre degli Area. E’ stato degno di nota. Soprattutto l’inserto pinkfloydistico di Careful with that axe, Eugene.

-Una cretina che all’uscita del concerto ha detto testualmente: ‘Secondo me questo cantante è meglio di quello che c’era prima’.

Cretina.

-Il barista che mi ha servito le due birre. Notevole sotto svariati e non covenzionali punti di vista, senonchè: 1. aveva almeno 4 anni meno di me; 2. aveva la mano più ghiacciata della mia.

Inquietante.

[Silently]