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Chemical Brothers @ Rock In Roma, 13/07/2011

18 luglio 2011

I Chemical Brothers sono sempre un discorso delicato per un’appassionata di rocckerroll come me, mi mancano i termini base della musica dance che non conosco, perché fondamentalmente la musica elettronica non è il mio forte; non penso valga la pena erudirsi a tal proposito e quindi di solito non lo faccio.
Tranne quando si tratta di loro due.

Il pre concerto è stato molto coinvolgente, perfetto per scaldare la massa: non so chi ci fosse alla console ma non pensavo sarei mai riuscita ad ascoltare una cover dance dei Radiohead (‘Street Spirit’) senza morire dentro.
Grande pecca del Rock In Roma: la polvere. Ogni passettino alza nuvolone tossiche di polvere e terra che ti uccide istantaneamente i polmoni; moltiplicate questi nuvoloni per una massa abnorme di gente che balla e avrete come risultato delle caccole nere che se le collezionate poi ci rifacciamo il litorale di Ostia.

Ma torniamo al clou: il concerto dei Chemical Brothers, cominciato alle 22.30 e finito alle 00.00 spaccate.

Capisco le perplessità di chi non se la sente di regalare 40 e spicci euro per un concerto che, magari vi viene da pensare, NON è un concerto ma una dj set.
Vi sbagliate di grosso: vi assicuro che un concerto dei Chemical Brothers è un concerto vero e proprio, le vostre canzoni preferite sono mixate live e diventano qualcosa che non avete mai sentito, un flusso ininterrotto di un’ora e mezza di riff e ritornelli che conoscete a memoria trasportati a nastro su basi nuove ed inedite, il tutto condito dal megaschermo con le inquietanti immagini clownesche, bacarozzesche, ominiballerinesche, e dai laser che fanno sempre il loro porco effetto.
Non c’è mai tempo di riposare e pensare, ad un concerto dei Chemical Brothers, non esiste pausa, silenzio, non vi potete fumare una sigaretta, bere una birra, comunicare coi vostri amici, potete solo respirare, ballare, urlare e/o ridere.

Vi potete drogare, ma è meglio se lo fate prima che inizi il concerto.

Nonostante l’entusiasmo e l’energia che uno show del genere ti lascia inevitabilmente addosso, ho una lamentela da fare: un’ora e mezza di concerto per 40 e passa euri è un po’ troppo poco.

Qualche videuccio lo volete vedere?

Saturate/Believe
Hey Girl Hey Boy
Do It Again/Get Yourself High!
Star Guitar
Swoon

(…ma voi, dove cazzo stavate?)

[Silently]

Verdena @ Atlantico, Roma, 29/04/2011

3 Mag 2011

Un’acustica peggiore di quella dell’Atlantico l’ho sperimentata esclusivamente al Palalottomatica.
Comunque.
Sarò breve: non ho preso appunti, non me ne fregava niente di scrivere un report dettagliato, non mi sono segnata la scaletta: me lo sono veramente goduto, ebbasta, come quando ero giuovine.

Quindi?
Quindi niente, qualche stecca, poche interazioni col pubblico (graziegrazie), due ore e spicci di musicamusicamusica, WOW ovviamente l’album più rappresentato.
Anche perchè i balletti di Omid sulle canzoni vecchie, in cui non gli hanno ancora trovato una collocazione se non si vuole considerare il tamburello, rallegrano il tutto, è vero; però porello lo fanno apparire anche un po’ fuori luogo, leggermente escluso.
Alberto con un pigiama a maniche lunghe, forse un po’ incazzato per i suoni pessimi (ha dovuto chiedere di alzare il volume dell’acustica), dà il meglio di sé in una cover di John Lennon, “Mother” che fa da intro a “Sorriso in Spiaggia”.
Fomentone generale e cori da stadio per “Valvonauta“; molto molto molto bella la nuova versione di “Canzone ostinata”, un po’ più country, con la batteria più marcata.
Rispetto al concerto precedente, Roberta sembra più a suo agio con i cori, per i quali Omid rimane comunque decisivo.
La versatilità con cui il gruppo cambia strumenti e soprattutto registro, dalle cupezze di “Non prendere l’acme, Eugenio” alle solari “Miglioramento” e “Nuova Luce” mi stupisce sempre.
Esattamente come vedere una folla di persone che conoscono a memoria le canzoni di un disco uscito 3 mesi fa. Non è una cosa da poco: lo zoccolo duro dei fan dei Verdena è ben nutrito; difficile guardarsi intorno e trovare qualcuno che non conoscesse la discografia completa.
Mi sono state espresse delle perplessità riguardo alla scaletta; essendo ormai il 3° concerto a Roma nel giro di 3 mesi, forse qualcuno si aspettava qualche variazione, magari più pezzi vecchi a discapito dei nuovi, suonati e risuonati praticamente tutti.
A me personalmente stupisce invece la scelta dei pezzi vecchi: tutti strafamosissimi.
Non so, ai concerti prima del triennale ritiro spirituale pre-WOW, io mi ricordo pezzi semi-sconosciuti, cantati a squarciagola da me e altre 3 persone (bei tempi, quando Luca e Alberto si scambiavano e facevano venire i nervi a tutti con “Omashee“), oppure svarionate di un quarto d’ora sui finali psichedelici di Solo Un Grande Sasso.
Probabilmente il fatto di non suonare più live da tanto tempo gli permette di non annoiarsi poi troppo suonando di nuovo i tormentoni.

Qualche video guardabile:
Luna
Castelli Per Aria
Il Caos Strisciante
Lei Disse
Sorriso in spiaggia
Razzi Arpia Inferno e Fiamme
Nuova Luce
Loniterp

E qualche foto.

Non credo che mi perderò il concerto estivo; ogni show dei Verdena per me è emozione assicurata.

Tra l’altro, penso sia ora di alzare un po’ il prezzo dei biglietti dei concerti: 10 euro è troppo poco per una band in circolazione da più di dieci anni, con 5 album all’attivo, 7 EP ormai quasi introvabili (è uscita una raccolta, che però manca di tutti i bellissimi artwork degli EP originali) e TUTTI i concerti sempre soldout, anche dopo la 3° data nella stessa città.

[Silently]