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Giuovin Donzelle in crisi.

8 aprile 2011

Qualche settimana fa è successo qualcosa ad un distributore di benzina di Viale Marconi.
Risultato: metropolitane incasinate per due giorni.
La vostra ignara & disinformata Giuovin Donzella, come ogni mattina, si apprestava a tentare di raggiungere il proprio ufficio quando, improvvisamente, viene privata della possibilità di accedere alla Metro B, alla stazione di Magliana.
Viene gentilmente invitata ad uscire fuori dalla stazione e a prendere una delle ‘navette sostitutive’ predisposte all’uopo.

Ecco la situazione nel piazzale della stazione Magliana alle 8.00 di mattina:

A questo punto la vostra Giuovin Donzella, esterrefatta ed incredula, in disparte consulta Gugol Maps, Atac.it e quant’altro per ricercare percorsi alternativi, assistendo abbastanza divertita alle faide in atto nel piazzale, finalizzate all’ingresso nelle ‘navette sostitutive’, nonché ai litigi e agli insulti diretti ai vigili e ai poliziotti presenti in stazione a fare non si sa bene cosa.
Mentre si appresta a queste operazioni lontana dalla folla, una delle suddette ‘navette sostitutive’, completamente vuota, si ferma esattamente di fronte a lei.
Consideratolo un segno divino, la vostra Giuovin Donzella vi sale.
Purtroppo anche altre 568 persone vedono la navetta semivuota e accorrono in massa istantaneamente, sbucati come dal nulla, trasformandola istantaneamente da ‘autobus’ a ‘carro bestiame’.
Evvabbè.
Tanto si tratta del tragitto Magliana-Piramide, quanto ci potrà volere?

50 minuti.

50 minuti spiaccicata tra quelle che sembravano centinaia e centinaia di corpi umani che ti respirano addosso e sembra sempre che ti stanno toccacciando dappertutto (lo SO che non è vero) che ti respirano addosso che ti guardano dentro alle orecchie che ti annusano che ti appoggiano addosso pezzi dei loro disgustosi corpi.
Risultato? Crisi isterica.
La vostra Giuovin Donzella ad un certo punto comincia a piangere.
Pensavate che avrei sfoderato un machete e ucciso tutti, conducente compreso?
E invece no, ho alzato la testa al tettuccio dell’autobus e ho cominciato a tirare su col naso e poi degli enormi goccioloni hanno cominciato a cadere (sui cappotti degli altri, presumo) da dietro agli occhiali da sole.
Non potevo neanche tirare fuori un fazzoletto, asciugarle prima che cadessero, niente di niente.
Ferma lì, con addosso duemila persone, lacrimoni e difficoltà respiratorie e neanche una mano libera per cambiare canzone.

Comunque volevo ringraziare tutte le 568 persone presenti sull’autobus per non avermi minimamente calcolato nella mia crisi isterica.
No davvero, a parte la polemica sterile sull’indifferenza generale, grazie per esservi fatti i cazzi vostri.
Sarebbe stato terribilmente imbarazzante.

 

[Silently]

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