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New York: i musei, Vol. II – La Neue Galerie.

26 Mag 2011

La Neue Galerie è un piccolo museo su tre piani, e si trova sulla Fifth Avenue, a 4 blocchi di distanza dal MET.
E’ un museo molto pretenzioso, elegantissimo e fin troppo rifinito, pieno di gente con la puzza sotto il naso che vaga per le sale bisbigliando dotti commenti sulle opere.

Allora perchè andarci?

Perchè ci sono i quadri di Klimt.
E quelli di Schiele.

Non so se avete mai visto un quadro di Klimt da vicino.
Mentre esistono altre opere d’arte che viste dal vivo a volte possono deludere, magari per le ridottissime dimensioni (esempio classico? La Gioconda, un francobollo), i quadri di Klimt sono immensi.
Quando te ne ritrovi davanti uno, entri in uno stato confusionale. Sono quadri che ti fanno arrossire, sono grandi, sono spudorati, sono immensi, sono sexy. Molto sexy.
E non parlo dei disegni a matita, quelli superporno fatti apposti per farvi arrossire.
Parlo di questo, di questo, ma soprattutto di questo, sconosciuto ai profani come me, ma che mi ha veramente ucciso e non so perchè.
Non l’avevo mai visto, è bellissimo, giuro.

L’intero museo è focalizzato sull’arte austriaca e tedesca di inizio 900′, non ci sono solo quadri ma anche gli oggetti della Gesamtkunstwerk, cioè complementi d’arredo che siano a loro volta arte, e non meri oggetti d’uso.
Sì, ho scritto MERI.

Oltre a Klimt (che mi pare già più che abbastanza) vi potete anche far sconvolgere dai disegni di Schiele, di Schoenberg, e dai ritratti di Freud. C’è una stanza completamente in legno che riproduce lo studio di Freud, comprensivo di divanetto (dove i visitatori sono invitati a sedersi).

Anche qui potete presentare un tesserino dell’università per farvi fare lo sconto, anche se l’altezzosissima cassiera storcerà il naso se non ci sono data di scadenza e fotina.

A differenza del MET non potrete fotografare le meraviglie che avete intorno, nè entrare con bottigliette d’acqua (un signore gentilissimo che sembra Alfred il maggiordomo di Batman vi perquisirà le borse all’ingresso).

Ah, e attenzione ai radical-chic e alle tardone intenditrici d’arte.

[Silently]

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New York: i musei, vol. I – Il MET.

14 aprile 2011

I musei.
Cheppalle, direbbero le mie compagne di questo viaggio.

EVVIVAAAAAA, ha detto la compagna di QUESTO viaggio.

In una settimana ci siamo potute godere solo 5 musei, tra tutti quelli esistenti a New York; ecco cosa ho pensato del primo: il MET (Metropolitan Museum Of Art)

In assoluto il migliore. Forse il Guggenheim e il MoMA vanno più di moda, ma questo museo è IL museo di New York, per eccellenza.
Le collezioni sono tantissime, e un giorno intero non basta a visitarlo tutto: spazia dalle ricostruzioni delle case americane di fine ‘800, alle arti decorative dell’Egitto, dell’Africa, dei nativi americani, fino alle collezioni d’arte moderna e contemporanea che ti spaccano gli occhi.

Io e Ciancy abbiamo deciso di procedere a compartimenti, selezionando inizialmente le aree che ci interessavano: non c’è altro modo di procedere, anche perché ogni collezione è interessante, ma apprezzarle tutte è veramente impossibile, non per un problema temporale, ma di mente.
Voglio dire, dopo che arrivi nella sezione European Paintings e ti trovi davanti robetta come Caravaggio, Goya, Velázquez, Raffaello, ci vuole un po’ per digerirli, anche se di arte non te n’è mai fregato niente.

Poi magari passi alla collezione Robert Lehman, e ci sono queste altre cosette, che ne so, Botticelli, Rembrandt, Monet, Renoir, Matisse, Derain, Canaletto, Leonardo, Van Gogh, e già lì ne esci spossato, sei mentalmente a pezzi, ti senti stanco e stordito e felice come dopo due ore ininterrotte di buon sesso, più o meno.

Allora cambi collezione, e ti dici si vabbè, più di così, che cosa ci può essere ancora?

C’è la sezione Modern Art.
Ci sono tutti quei quadri di Picasso meno ‘famosi’, non-cubisti, i ritratti, i più belli in assoluto, insomma: l’Arlecchino, Il Pranzo Dell’Uomo Cieco, la signora Stein.
Ci sono gli Chagall, ci sono altri Matisse. C’è Kandinsky.
Gauguin. Manet. Degas, più e più sale di ballerine, quadri e sculture.
C’è Klee. Dalì. Mirò. Pollock e De Chirico (un po’ soparavvalutati, secondo me).
Lichtenstein. Botero. Warhol.
Voglio dire, non c’è bisogno di essere esperti d’arte per aver almeno sentito nominare un paio di questi tizi, no?

Lo avete mai visto un quadro di Van Gogh?
Forse è più piccolo di quello che pensate, non so.
Al Met ci sta l’autoritratto, quello famoso.
E ci sono quei due coi cipressi, il campo di grano e l’altro coi cipressi in primo piano.
Anche loro famosissimi.

E fanno parte di quei quadri che li hai visti talmente tante volte sui libri, in tv, sulle cartoline, magari sui puzzle, che quando li vedi dal vivo ti dici CAZZO ma allora esistono davvero!

Io non sono personalmente una grandissima appassionata maniaca dell’arte, non so niente di olii, tempere, linee di fuga, espressionismo puntinismo prospettiva colori pastello pennellate etc.
Però certe opere, inutile negarlo, ti stritolano un po’ lo stomaco, non fosse altro per la loro famosità.

E il MET è il posto giusto per farsi stritolare per bene.

Dei 5 musei che ho visitato, sicuramente il primo della lista. E se dopo tutta l’arte europea ancora riuscite a tenere gli occhi aperti, vi consiglio vivamente la sezione dell’arte africana, è bellissima. E nella sala accanto c’è qualcosina di interessante sull’arte dei nativi americani, roba che avete visto esclusivamente nei film.

Ah e se avete meno di trent’anni potete tranquillamente spacciarvi per studenti. Io l’ho fatto col vecchio badge dell’università e ho pagato 10$ invece di 20.

[Silently]