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Verdena @ Atlantico, Roma, 29/04/2011

3 maggio 2011

Un’acustica peggiore di quella dell’Atlantico l’ho sperimentata esclusivamente al Palalottomatica.
Comunque.
Sarò breve: non ho preso appunti, non me ne fregava niente di scrivere un report dettagliato, non mi sono segnata la scaletta: me lo sono veramente goduto, ebbasta, come quando ero giuovine.

Quindi?
Quindi niente, qualche stecca, poche interazioni col pubblico (graziegrazie), due ore e spicci di musicamusicamusica, WOW ovviamente l’album più rappresentato.
Anche perchè i balletti di Omid sulle canzoni vecchie, in cui non gli hanno ancora trovato una collocazione se non si vuole considerare il tamburello, rallegrano il tutto, è vero; però porello lo fanno apparire anche un po’ fuori luogo, leggermente escluso.
Alberto con un pigiama a maniche lunghe, forse un po’ incazzato per i suoni pessimi (ha dovuto chiedere di alzare il volume dell’acustica), dà il meglio di sé in una cover di John Lennon, “Mother” che fa da intro a “Sorriso in Spiaggia”.
Fomentone generale e cori da stadio per “Valvonauta“; molto molto molto bella la nuova versione di “Canzone ostinata”, un po’ più country, con la batteria più marcata.
Rispetto al concerto precedente, Roberta sembra più a suo agio con i cori, per i quali Omid rimane comunque decisivo.
La versatilità con cui il gruppo cambia strumenti e soprattutto registro, dalle cupezze di “Non prendere l’acme, Eugenio” alle solari “Miglioramento” e “Nuova Luce” mi stupisce sempre.
Esattamente come vedere una folla di persone che conoscono a memoria le canzoni di un disco uscito 3 mesi fa. Non è una cosa da poco: lo zoccolo duro dei fan dei Verdena è ben nutrito; difficile guardarsi intorno e trovare qualcuno che non conoscesse la discografia completa.
Mi sono state espresse delle perplessità riguardo alla scaletta; essendo ormai il 3° concerto a Roma nel giro di 3 mesi, forse qualcuno si aspettava qualche variazione, magari più pezzi vecchi a discapito dei nuovi, suonati e risuonati praticamente tutti.
A me personalmente stupisce invece la scelta dei pezzi vecchi: tutti strafamosissimi.
Non so, ai concerti prima del triennale ritiro spirituale pre-WOW, io mi ricordo pezzi semi-sconosciuti, cantati a squarciagola da me e altre 3 persone (bei tempi, quando Luca e Alberto si scambiavano e facevano venire i nervi a tutti con “Omashee“), oppure svarionate di un quarto d’ora sui finali psichedelici di Solo Un Grande Sasso.
Probabilmente il fatto di non suonare più live da tanto tempo gli permette di non annoiarsi poi troppo suonando di nuovo i tormentoni.

Qualche video guardabile:
Luna
Castelli Per Aria
Il Caos Strisciante
Lei Disse
Sorriso in spiaggia
Razzi Arpia Inferno e Fiamme
Nuova Luce
Loniterp

E qualche foto.

Non credo che mi perderò il concerto estivo; ogni show dei Verdena per me è emozione assicurata.

Tra l’altro, penso sia ora di alzare un po’ il prezzo dei biglietti dei concerti: 10 euro è troppo poco per una band in circolazione da più di dieci anni, con 5 album all’attivo, 7 EP ormai quasi introvabili (è uscita una raccolta, che però manca di tutti i bellissimi artwork degli EP originali) e TUTTI i concerti sempre soldout, anche dopo la 3° data nella stessa città.

[Silently]

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Credimi è dura: Verdena @ Circolo Degli Artisti, Roma, 27/01/2011

28 gennaio 2011

Diapositiva per dimostrare che no, non ho visto praticamente gnente.

Non sarà affatto facile.
Se volete leggere una bella recensione tecnica ed obiettiva del concerto di ieri sera, non fatevi scrupolo di gugolare altrove, mica mi offendo.

Primo: perchè non ho visto un cazzo. Ero a metà del locale ed eravamo talmente stipati che per metà del tempo ho potuto sbirciare Roberta e Omid tra gli incavi dei colli delle persone ammassate davanti a me.
Alberto non l’ho visto mai quando stava seduto alla tastiera, e molto raramente in piedi alla chitarra.
Per fortuna di un paio di canzoni sono riuscita a contemplare la furia omicida di Luca, il vero spettacolo di ieri (e di tutti i concerti dei Verdena che ho visto nella mia vita: non pochi).

Secondo: perchè è difficilerrimo per me parlare di ‘sto gruppo. Le recensioni mi vengono caotiche, nervose, senza filo conduttore, e stavolta anche senza scaletta (non avrei potuto neanche volendo; per fortuna la potete leggere e vedere qui).
Il fatto è che siamo praticamente coetanei (forse Luca ha un anno più di me), ed è come se in tutti questi anni fossimo cresciuti musicalmente insieme, album dopo album. E non cercano mai di fregarmi con un album raffazzonato o pop: io apprezzo tanto la loro integrità artistica.

Non so se riesco a spiegarvelo. Non li considero come ‘amici’, o persone vicine che conosco da anni; anzi ho sempre cercato di evitarli, non mi sono mai avvicinata a farmi firmare cd, o a parlarci, neanche quando non erano nessuno e giravano in mezzo alla folla nei festival come Arezzo Wave e Tora! Tora!.
Anzi visto che forse non riesco a spiegarvelo, facciamo che non ci provo neanche, e tento invece di tirar fuori qualcosa da questo cervellino ancora in modalità *lovvo* da ieri.

Il tutto è cominciato con un breve pezzo strumentale del nuovo (no, non me lo ricordo qual era) alle 21.40 circa, seguito a ruota da ‘Scegli Me’, molto molto bella.
Luca si riconferma ad ogni pezzo un genio, io gli vorrei entrare nel cervello per ascoltare quello che sente lui.
Alberto inizialmente alla tastiera per i primi due pezzi; il volume della voce è basso, proprio come nell’ultimo cd.

Già al terzo pezzo un boato (…almeno nel mio cervello) accoglie ‘Spaceman’, e da qua in poi non vi so più dire nulla dell’ordine delle canzoni.

Delle nuove ricordo molto bene le mie preferite di Wow:
Miglioramento’,
Adoratorio’,
‘Sorriso In Spiaggia’,
‘Razzi Arpia Inferno e Fiamme’,
‘Badea Blues’,
‘Rossella Roll Over’,
tutte bellissime (ecco cosa intendo per ‘non essere obiettiva’: il mio commento tecnico preferito è ‘bellissimo’).
Meno coinvolgenti ‘Loniterp’, ‘Lui Gareggia’, ‘Sul Ciglio’, ‘Le Scarpe Volanti’ e un altro paio lente di cui ora non mi sovviene il titolo.

Ma non parliamo del nuovo, è banale e scontato; parliamo del vecchio, che, inutile girarci intorno, è quello che emoziona sempre.
Non tanto ‘Viba’ (che è stato comunque un colpo pesante al mio povero stomaco già compromesso), quanto ‘Starless’ avrebbe potuto uccidermi sull’istante, nonostante l’abbiano suonata in modo non proprio perfetto, devo dire. Masticazzi, rimane comunque una delle mie canzoni preferite che la lacrimuccia me la fa sempre scendere. (Dannazione non se n’era accorto nessuno)
Stesso fomentone per ‘Was?’ e ‘Isacco Nucleare’ (a parte qualche trascurabilissima stecca), mentre ho apprezzato meno (un meno relativo, ovviamente) ‘Il Gulliver’, ‘Muori Delay’, non per l’esecuzione in particolare, ma penso che dopo Starless avrei avuto bisogno di una mezzora de silenzio totale pe ripiamme e ricominciare a ragionare in maniera decente.
Bella invece ‘Canos‘.

Chicca Per Il LOL: ‘Love Of My Life’.
lol.

Due i bis, per un totale di due ore di musica in cui nessuno s’è risparmiato niente. Tranne che non mi sembra di aver sentito nessun pezzo da ‘Il Suicidio Dei Samurai’. All’inizio pensavo di sì ma mi sa che tipo no.
Tutti han suonato qualsiasi strumento, anche se ho sofferto un po’ quando Luca si è spostato dalla batteria (NOOOO!! STAI LIII!!!) e se n’è andato a suonare la drum machine su uno dei pezzi nuovi. Vi vorrei dare i dettagli degli strumenti suonati da ciascuno, maffigurate se avevo modo e cervello di vedere e segnare tutto.
La storia dei coretti è figa, Omid è molto bravo ma il tutto dev’essere un po’ perfezionato (Roberta ‘potrebbe fare di meglio’).

Un ringraziamento special a tutti quelli che han caricato videi su iutub (almeno qualcosina oggi riesco a vedere), in particolare a lui/lei che ha caricato anche videi del 26.

Qualche bella foto, invece, qui.

[Silently]