Posts Tagged ‘pan del diavolo’

Schizofrenia: son notti che non dormo (Pan Del Diavolo @ Apartamento Hoffman, Conegliano 04/02/2011)

6 febbraio 2011

[piccola premessa: io e Silently dobbiamo smetterla di andare a vedere gli stessi concerti. Ok dare diverse interpretazioni dello stesso gruppo, ma qui stiamo esagerando. Questa è l’ultima, promesso.]

Essendo visibilmente stanco, in carenza di sonno e pure un po’ scazzato, al concerto dei Pan Del Diavolo c’ero io ma eravamo in due.
C’erano Daniel, il me stesso buono, che cerca di divertirsi sempre, aperto alle novità e un po’ paraculo, e Il Griso, il me stesso cattivo, supponente, con gusti ben definiti ma perennemente insoddisfatto e molto rompicoglioni.

Daniel: per un duo di chitarre e voci il locale è perfetto: intimo, con luci soffuse ma rock’n’roll nell’animo.
Il Griso: si, peccato che stiamo aspettando sti stronzi da un’ora e mezza e ancora non suonano. Quante birre dobbiamo ancora bere prima di sentirli?
Daniel: cominciano, contento?
Il Griso: …ma senti che lagna. Già visto, già sentito. sto Pan del Diavolo parte lento, troppo lento cazzo… non prende!
Daniel: però sono originali! Schitarrate acustiche, la voce sbraitata, la grancassa che batte batte batte. Se non ti va di ballare, come minimo ti vien voglia di battere un piede a tempo!
Il Griso: originale come il caffè dopo la sigaretta, con lo stesso effetto lassativo. Quanti gruppi così abbiamo visto? Solo in zona Treviso credo ce ne siano un centinaio di questi gruppi inutili. E poi da Bennato ai Marta Sui Tubi, dai White Stripes a Tenacious D, sta formula è quanto di meno originale si potesse trovare. In Italia son tutti cantautori… E poi a me questo folk/rock’n’roll fa pure cagare.
Daniel: grazie tante, se non fanno sperimentazioni noise o classica minimalista postmoderna, allora per te sono già sentiti. A me sembrano bravi in quello che fanno. Bello sto pezzo, sembra un blues. Quel chitarrista laggiù è bravo davvero… guarda, ora suona una 12 corde! E l’altro, qui davanti, suona, canta E batte pure la grancassa. Sono dei fighi!
Il Griso: ho visto one man band fare altrettanto, se non di meglio… ti ricordi Dead Elvis? O quel tizio con la maschera di Ray Misterio, che suonava pure l’armonica… questi in confronto sono dei dilettanti.
Daniel: però suonano indubbiamente meglio delle tue one man band. Dai, guardali, hanno la POTENZA DEL SUDORE: fanno fatica, ci mettono anima e corpo e si vede… come fanno a non coinvolgerti?
Il Griso: ok, applaudo le gocce che gli imperlano la fronte. Potevano prendersi un batterista, no? Per fare “bam bam bam” bastava anche uno con una gamba sola.
Daniel: vorrei vedere te, a fare lo stesso! E questa dev’essere Sono all’Osso, un gran pezzo. Il modo di cantare è figo, mi ricorda qualcuno…
Il Griso: è Manuel Agnelli, sudato uguale, sbraitato uguale. Strafatto uguale?
Daniel: questa non l’avevo sentita. Dev’essere Il Pan del Diavolo. Bella, mi piace molto anche il testo.
Il Griso: e questo è Blu Laguna. Gran rock’n’roll, peccato che sia IDENTICO a un pezzo di Dead Elvis. Ricordi? Alla fine ci ha tirato scemi per quasi mezz’ora con quel “uh ih ah ah”, il giro è lo stesso, pure il testo mi sembra simile. Un plagio.
Daniel: magari è una cover. Magari entrambi hanno ripreso un altro storico pezzo r’n’r, che ne sai?
Il Griso: suonano parecchio…
Daniel: è un bene!
Il Griso: no, io vorrei andare a dormire. Mi sono rotto. Diventano davvero monotoni dopo un po’.
Daniel: e applaudi un po’, invece di stare a criticare ogni cosa! Non erano il gruppo migliore che abbiamo sentito ultimamente, ok, ma sono stati divertenti! Io me la sono passata alla grande!
Il Griso: applaudo solo per l’indubbia potenza del sudore e un paio di canzoni non male. Però se torni a sentirli, vaffanculo, io non ci vengo.

[Daniel & Il Griso]

Sono All’Osso, davvero (Il Pan Del Diavolo @ Covo, Bologna, 28/01/2011)

2 febbraio 2011

Non regge il confronto con le altre due esibizioni (Ferrara e Roma) a cui ho assistito, per due motivi:

1 – Un pubblico dimmerda.
Ragazzini iperesaltati probabilmente strafatti di qualsiasi cosa che me l’hanno fatta prendere a male a me, figuriamoci a loro.

2 – La stanchezza di Gianluca&Pietro.
I due sono ormai smostrati, sono stanchi, anzi esausti, e si vede, si vede eccome.
Gianluca ha perso completamente la verve da Elvis dei noaltri che ha sfoggiato nelle altre occasioni, non dico la barba sfatta ma neanche il ciuffo ingellato!

Pietro sembra avere dei problemi di dipendenza grave da sostanze stupefacenti (io non voglio farmi denunciare per diffamazione, ma il ragazzo non ha fatto altro che barcollare, smascellare e sbiascicare, mica colpa mia).

Quindi ora io non so se si è trattato del pubblico o di loro che stanno facendo un tour infinito che li porta avanti e dietro per l’Italia senza soluzione di continuità, però così non ce la possono fare, non si divertono più.
Io non sono stupida (al contrario dell’80% del pubblico presente in sala quella sera), se vedo che suoni a forza non mi diverto, è come guardare le scimmiette al Bioparco, o peggio ancora al circo. Bioparco.

Cheppoi loro son sempre forti, la musica è bella e ti coinvolge lo stesso, ma è stata una vera angoscia, giuro, un’ora in cui non sapevo se cantare e zompettare con gli imbecilli dietro di me o se intristirmi per come li vedevo malmessi.

Note a margine: la quarta canzone non la conoscevo, potrebbe essere nuova;
Le solite due canzoni in solitaria di Pietro, Africa e Ciriaco, con Gianluca in disparte attaccato al muro (al Covo non ci sta neanche uno sgabuzzino per il backstage) che se la canticchia forte;
Il bis di Lux Interior a grande richiesta (con Pietro senza chitarra);
Un tizio che suonava una specie di slide guitar, credo, boh, con cui Pietro ha improvvisato un simpatico pezzettino folk (prima di I Fiori) per permettere a Gianluca di sistemare problemi colla 12 corde.

Scaletta:

Centauro
Coltiverò l’ortica
Il Mistero Dello Specchio
Inedito?
Blu Laguna
Il Pan Del Diavolo
Pertanto
Il Boom
Bomba nel cuore
Sono all’osso
Stile Roberto il maledetto
I Fiori
Farà Cadere Lei
Africa
Ciriaco
Università
Blu Laguna (bis)

[Silently]

Il Pan Del Diavolo@Init, 5/11/2010

6 novembre 2010

Ieri sera a Roma, più precisamente al Tendastrisce, c’era il Prog Exhibiton di cui un sacco di gente mi parlava da un sacco di tempo che ci si doveva andare che era un sacco figo: un eventone progressive italiano, imperdibile.

Ecco perchè sono andata all’Init a vedermi i Pan Del Diavolo.

Ok sono ufficialmente diventata la fan n° 1 dell’esplosivo e sudato duo Gianuca Bartolo / Alessandro Alosi (sul mio cd autografato c’è scritto Alessandro: un’ottima risposta alla domanda che mi ero già posta qui).

Siamo ancora in pochi a strillare e ballare sotto al palco, ma se esistesse una Giustizia Divina i pomposi Giovanni Allevi cheiddiolifulmini sarebbero surclassati dalla musica, dalla passione, dalla sincerità, dagli sputi, dagli umori corporei, dai ciuffi e dalle corde rotte del Pan Del Diavolo che sarà pure avvelenato ma cazzo! come ti salta il cuore in gola!

Il cd è bello, vero. Più rifinito, qualche effettino in più, magari clapping oltre alla cassa, ogni tanto una più definita chitarra. Ma nonostante dal vivo siano DAVVERO solo due chitarre acustiche (Simone dice che la 12 corde di Gianluca è una Takamine nonostante lo scotch nero, e una di quelle di Alessandro una Cort) ed una grancassa, è tutto così spicciolo, così pieno di energia, così primordiale e brutale. Io non li avrei fatti smettere mai di suonare e pestare e rompere ed urlare. Non si risparmiano in niente, soprattutto Alessandro. Gianluca sembra il fratellino minore che manda avanti l’altro perche si vergogna. Anche se forse  l’altro si vergogna ancora di più, ma cerca di nasconderlo dietro a finta baldanza e strafottenza; tanto non ci ha creduto nessuno. A stento hai guardato il pubblico. C’è da dire che era anche la prima data live da un po’ d tempo. Siete tenerissimi *love*

Fine modalità *lovvo*.

Non ho scritto la scaletta perchè non avevo una penna, e poi tanto lo sapevo che sarei stata troppo impegnata a saltellare per scrivere, comunque più o meno il tutto è cominciato con Il Centauro ed è continuato con tutti pezzi sia del loro primo (ed unico) EP, sia del cd che stanno promuovendo, Sono All’Osso (tranne Scarpette a Punta).

Prima della pausa mi ricordo Farà Cadere Lei perchè nel giro di 5 minuti Alessandro ha rotto la seconda corda.

Dopo la pausa è rientrato da solo per suonare Africa (con una camicia asciutta); e poi Gianluca l’ha raggiunto per concludere in bellezza con la canzone che preferisco da un paio di mesi, Università.

Ah e finalmente sono riuscita a capire come chiamavano Lux Interior in Blu Laguna sotto al bip.

No, chiaro che non ve lo dico, uno: perchè è una bestemmia, due: perchè li dovete andare a vedere per forza. (… dai va bene, ve lo dico)

E vi dovete anche prendere il cd. Sborsateli, ‘sti 12 euri, che al banchetto ci stanno loro e poi ve li autografano pure. Cioè Alessandro fa tutto, Gianluca fa sempre il fratellino minore vergognoso che si nasconde dietro (invece è simpaticissimo).

Vorrei citare il buon Collega 12(sì, lui) che ha rinunciato al Prog Exhibition ed è venuto a sostenere questi ggggGGggiovani d’oggi:

‘Questo è VERO metal colle chitarre acustiche!’

 

[Silently]

Il nuovo video dei Pan Del Diavolo.

14 settembre 2010

Lo potete vedere in ‘Anteprima’ (prima…de che? Mica lo manderanno su emtivi?) su RollingStones.

Da un po’ di tempo “Farà Cadere Lei” era diventata la mia canzone preferita del cd, che si chiama “Sono all’osso”, e che ho avuto l’immenso piacere di ascoltare live a Ferrara (ve l’avevo già detto, eh?).

“Sono all’osso” è il loro primo cd, di cui si comincia a parlare abbastanza in giro, però anche l’EP a me era piaciuto molto (Mi è cresciuta una pianta dal ginocchio? Dai, è adorabile).

Non so cos’è, sarà che sono così viscerali. Pare che stanno suonando lì accanto a te. Ubriachi.

Il che non vuol dire assolutamente che la qualità delle registrazioni sia scarsa, anzi.

Nonostante siano siciliani mi suonano così familiari, come se fossero i miei vicini di casa.

Nonostante la formazione e la strumentazione sia così inusuale: uno, Gianluca Bartolo, suona un’acustica (Forse anche una 12 corde, boh) e scoretta allegramente; e l’altro, Pietro Alessandro Alosi, ha un’altra acustica, una grancassa e una voce da figlio di puttana sempre tra l’incazzato e il disperato, sempre tiratissimo coi nervi della gola che sembrano perennemente sul punto di spezzarsi (Domanda per le mie interviste immaginarie: perché i giornali scrivono Pietro Alessandro? Che gli amici ti chiamano PietroAlessà?) .

Scrive dei testi che manco Alberto Ferrari nei gloriosi giorni di Miami Safari (ma più allegri, in generale), e la musica è così primitiva, mi fa sempre pensare che alla fine di un concerto devono dormire 12 ore per ripigliarsi (o anche drogarsi di brutto prima di salire sul palco), chè hanno un’energia che ti leva la pelle, non puoi non ridere quando li vedi dal vivo, oltretutto sono (più probabilmente fanno) due facce da schiaffi con quei ciuffi e le camice e quello che suona ‘solo’ la chitarra fa riderissimo facendo le faccette alla Derek Zoolander ma poi je viè da ride, gli piacerebbe fare l’Elvis e ogni tanto quando ci crede ci riesce anche.

Mi dichiaro fa(u)n ufficiale dei Pan Del Diavolo.

[Silently]

Monday Song n° 9

19 luglio 2010

[Silently]

La Tempesta – Ferrara Sotto Le Stelle 2010

11 luglio 2010

Saranno 10 anni che organizzano concertoni in Piazza Castello e ancora succedono delle cose che EEEHH?????

Per questo raduno di band italiane sono stati approntati due palchi, così quando un gruppo finiva l’altro era pronto a partire con la musica.

Figo, eh?

Col cazzo! L’altro palco era all’interno del cortiletto della piazza del castello, capienza massima: 900 persone.

La piazza invece aveva capienza 4900, che poi non si capisce se era 4000 + i 900 del cortile o se sono stati dati numeri a caso (a questo punto lo sospetto fortemente).

Facciamoci due conti: se gli Zen Circus smettono di suonare alle 20.10 e il gruppo dopo, che sta nella piazza, attacca istantaneamente dopo, io come CAZZO posso UMANAMENTE arrivare a vederlo, se 900 persone tute insieme devono passare attraverso una unica minuscola uscita rischiando tra l’altro la vita e svariate dita dei piedi?
Imbecilli.
Risultato: dei gruppi che c’erano ne ho visti la metà.

Seconda cosa: ma è normale che alle 21.30 il chioschetto non abbia più cibo, e il bar di fronte non abbia più acqua a mezzanotte?

Sorvoliamo.

Entriamo alle 18, e a malapena riusciamo ad entrare nel cortiletto da 900 posti quando stanno finendo di suonare i Cosmetic, che non ho capito se erano carini o no perchè il suono faceva talmente schifo che potevano essere anche i Pink Floyd, nessuno l’avrebbe capito. C’erano fiumi di distorsioni che si rincorrvano rimbalzando tra le pareti del cortiletto.

Finiti i Cosmetic, nella piazza ci saranno stati i Uochi Tochi che OVVIAMENTE non siamo riusciti a vedere, esattamente come i Sick Tamburo (non che mi sia strappata i capelli per la perdita, comunque).

Rimasti nel cortiletto, ci siamo ascoltati i Pan Del Diavolo, di cui vi mostrerò un’immagine acquisita attraverso mezzi potentissimi, come potete ben vedere dalla qualità dello scatto:

Ecco, Il Pan Del Diavolo: loro sono stati la scoperta del giorno! Due cartole con la faccia da schiaffi (e con un tale Umberto Giardini alla batteria, che dopo un paio di ore si sarebbe esibito col suo nome da battaglia, Moltheni), con queste due chitarre acustiche e questi ritmi e questi ciuffi così Elvis, insomma a me mi ci son piaciuti un bel po’, bravibravibravi.

Anche gli Zen Circus, bravi, dal vivo. Sono gli album che non mi dicono niente.

Per vedere poi Moltheni ho perso Giorgio Canali e i Rossofuoco, di cui però ho una diapositiva scattata con i potenti mezzi di cui sopra:

Bella, eh?

Lo so che non si vede un cazzo ma fidatevi, il vecchio al centro che sembra Godano biondo in realtà è Canali, e alla sua sinistra ci sta il mio migliore amico Rodrigo D’erasmo al violino, ma non vi posso dire nient’altro perchè io ero in piazza ad ascoltare Umberto.

Ah no, una cosa ve la posso dire: anche Canali stava facendo la fila per entrare nel cortiletto, che doveva suonare.

Non mi voglio dilungare sui Tre Allegri Ragazzi Morti, nè sul Teatro Degli Orrori (non mi piacciono entrambi, anche se i TARM almeno mi divertono), quindi passo al mio sempre più depresso Vasco Brondi, che non si è sprecato moltissimo: ha aperto con BBB dei CCCP (indossando la maschera dei TARM), ha proseguito con Per Combattere L’Acne e Piromani, poi è salito sul palco Emidio Clementi che ci ha letto un brano dal libro di Brondi con la sua solita ed inconfondibile voce ipnotica che sembrava un po’ adattata allo stile brondiano per l’occasione.

Le Luci Della Centrale Elettrica, ieri sera composti da Rodrigo e da Stefano Pilla oltre che al Vasco, hanno finito con la cover della Domenica Delle Salme di De Andrè, che debbo ammettere mi piace sempre di più.
Peccato il poco entusiasmo, il poco tempo, e il fatto che la metà delle canzoni fossero cover.
Cazzo Vasco un cd hai fatto, almeno faccelo sentì!

Concludo facendo i complimenti al tizio che girava con la maglietta del tour di Eros Ramazzotti.
Genio.

[Silently]