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La Tempesta – Ferrara Sotto Le Stelle 2010

11 luglio 2010

Saranno 10 anni che organizzano concertoni in Piazza Castello e ancora succedono delle cose che EEEHH?????

Per questo raduno di band italiane sono stati approntati due palchi, così quando un gruppo finiva l’altro era pronto a partire con la musica.

Figo, eh?

Col cazzo! L’altro palco era all’interno del cortiletto della piazza del castello, capienza massima: 900 persone.

La piazza invece aveva capienza 4900, che poi non si capisce se era 4000 + i 900 del cortile o se sono stati dati numeri a caso (a questo punto lo sospetto fortemente).

Facciamoci due conti: se gli Zen Circus smettono di suonare alle 20.10 e il gruppo dopo, che sta nella piazza, attacca istantaneamente dopo, io come CAZZO posso UMANAMENTE arrivare a vederlo, se 900 persone tute insieme devono passare attraverso una unica minuscola uscita rischiando tra l’altro la vita e svariate dita dei piedi?
Imbecilli.
Risultato: dei gruppi che c’erano ne ho visti la metà.

Seconda cosa: ma è normale che alle 21.30 il chioschetto non abbia più cibo, e il bar di fronte non abbia più acqua a mezzanotte?

Sorvoliamo.

Entriamo alle 18, e a malapena riusciamo ad entrare nel cortiletto da 900 posti quando stanno finendo di suonare i Cosmetic, che non ho capito se erano carini o no perchè il suono faceva talmente schifo che potevano essere anche i Pink Floyd, nessuno l’avrebbe capito. C’erano fiumi di distorsioni che si rincorrvano rimbalzando tra le pareti del cortiletto.

Finiti i Cosmetic, nella piazza ci saranno stati i Uochi Tochi che OVVIAMENTE non siamo riusciti a vedere, esattamente come i Sick Tamburo (non che mi sia strappata i capelli per la perdita, comunque).

Rimasti nel cortiletto, ci siamo ascoltati i Pan Del Diavolo, di cui vi mostrerò un’immagine acquisita attraverso mezzi potentissimi, come potete ben vedere dalla qualità dello scatto:

Ecco, Il Pan Del Diavolo: loro sono stati la scoperta del giorno! Due cartole con la faccia da schiaffi (e con un tale Umberto Giardini alla batteria, che dopo un paio di ore si sarebbe esibito col suo nome da battaglia, Moltheni), con queste due chitarre acustiche e questi ritmi e questi ciuffi così Elvis, insomma a me mi ci son piaciuti un bel po’, bravibravibravi.

Anche gli Zen Circus, bravi, dal vivo. Sono gli album che non mi dicono niente.

Per vedere poi Moltheni ho perso Giorgio Canali e i Rossofuoco, di cui però ho una diapositiva scattata con i potenti mezzi di cui sopra:

Bella, eh?

Lo so che non si vede un cazzo ma fidatevi, il vecchio al centro che sembra Godano biondo in realtà è Canali, e alla sua sinistra ci sta il mio migliore amico Rodrigo D’erasmo al violino, ma non vi posso dire nient’altro perchè io ero in piazza ad ascoltare Umberto.

Ah no, una cosa ve la posso dire: anche Canali stava facendo la fila per entrare nel cortiletto, che doveva suonare.

Non mi voglio dilungare sui Tre Allegri Ragazzi Morti, nè sul Teatro Degli Orrori (non mi piacciono entrambi, anche se i TARM almeno mi divertono), quindi passo al mio sempre più depresso Vasco Brondi, che non si è sprecato moltissimo: ha aperto con BBB dei CCCP (indossando la maschera dei TARM), ha proseguito con Per Combattere L’Acne e Piromani, poi è salito sul palco Emidio Clementi che ci ha letto un brano dal libro di Brondi con la sua solita ed inconfondibile voce ipnotica che sembrava un po’ adattata allo stile brondiano per l’occasione.

Le Luci Della Centrale Elettrica, ieri sera composti da Rodrigo e da Stefano Pilla oltre che al Vasco, hanno finito con la cover della Domenica Delle Salme di De Andrè, che debbo ammettere mi piace sempre di più.
Peccato il poco entusiasmo, il poco tempo, e il fatto che la metà delle canzoni fossero cover.
Cazzo Vasco un cd hai fatto, almeno faccelo sentì!

Concludo facendo i complimenti al tizio che girava con la maglietta del tour di Eros Ramazzotti.
Genio.

[Silently]

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