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Giuovin Donzelle al casinò.

29 marzo 2011

Avevo già speso due parole sul Portogallo, qui.

Mentre stazionavamo nell’amena e ridente cittadina di Estoril al nord di Lisbona, alle vostre Giuovin Donzelle sovvenne la brillantissima idea di ‘visitare’ l’enorme casinò della città.
Cerco di rendere l’idea: 4 sgallettate, bionde (per il colore medio del pelo portoghese, biondissime), vestite come delle senzatetto e con l’attitudine di liceali (poco) cresciute.
Gente che bazzica nel casinò: portoghesi e qualche cinese completamente abbrutiti dal gioco, incantati davanti alle slot machine, con appese alle labbra tumefatte sigarette dalla cenere chilometrica tenuta insieme con qualche strano rito voodoo.

Le 4 Giuovin Donzelle si appropinquano, dopo eterne peregrinazioni nelle sale impestate di fumo, ai tavoli della roulette, tanto agognati da V.
Scelto un tavolo, (e schiamazzando come liceali, ricordiamolo), esse decidono di acquistare delle fiches da 5 euro.

4 fiches, una a testa.

Appena ricevuta la sua fiche in mano, G. la fa svolazzare nell’aere, ed esclamando ’33!’ la posa con un voluttuoso gesto perculatorio e strafottente sul tappeto verde.
La povera e solitaria fiche violetta si perde nei meandri delle cinquantadue fiches arancioni di un cinese, le quarantacinque blu di un brutto ceffo presumibilmente portoghese e le altre timide fiches colorate altrui.
Ridendo come delle oche giulive, le 4 bionde a malapena guardano la roulette che gira.
La vostra Giuovin Donzella preferita (io), mentre ciò che state pregustando accade, sta guardando la faccia di V. che, sempre ridacchiando e cazzeggiando, occhieggia la roulette.
Quando V. smette di ridere e sgrana gli occhi, la vostra Giuovin Donzella preferita esclama, testualmente:

“Maccheccazzostaiaddì”.

E invece, nonostante l’incredulità della Vostra Preferita, causando il gelo immediato e totale in tutti gli astanti, la pallina si ferma proprio sul 33 di G.
Mentre il croupier invita un’altra trentina di fiches a far compagnia alla nostra solitaria Violetta, noi stiamo ancora imitando i pesci dell’Oceanario di Lisbona, mentre tutti gli altri ci riservano occhiate di disprezzo e d’invidia.
Tranne il croupier.
Lui si stava chiaramente schiantando dal ridere sotto ai baffoni virtuali.

[Silently]

Appunti Portoghesi.

22 marzo 2011

Cosa ho visto in Portogallo?

Mare, mare, mare e coste, bellissime coste.

Abbiamo visitato i paesini a nord di Lisbona, ampiamente snobbando la capitale, e questo è quello che abbiamo trovato:

– A Peniche, scogliere e sentieri improbabili:

– A Óbidos, un pesino dell’entroterra vicino Peniche, le mura circondano interamente il paesino. La passeggiata è leggermente da brivido, dato che, come potete ben constatare dall’ottima diapositiva sottostante, non esiste nessuna barriera architettonica tra te e il suolo, 20 metri più in basso.

– A Ericeira, la spiaggia di Ribeira D’Ilhas: una cosetta per niente suggestiva dove si tiene annualmente la tappa del mondiale di surf ASP (Association of Surfing Professionals).
In questa foto, una giornata praticamente piatta.

– Sempre a Ericeira: belle scogliere e posti divertentissimi da esplorare:

– A Estoril e Cascais, le Rimini del Portogallo, Casinò e ville e alberghi per ricconi (ne riparleremo):

Considerazioni generali: i portoghesi sono brutti e parlano una lingua brutta, che sembra un misto tra calabrese ed abbruzzese malpronunciato.
Non hanno termosifoni in casa, occorrenza che ha provocato la necessità di dormire sotto 15 coperte e relativi pigiami accroccati con felpe su felpe.
I portoghesi sono ospitali e servizievoli, e se ti alzi per pagare o vuoi bere un caffè in piedi ti fulminano istantaneamente, intimidazione che ti spingerà a sederti immediatamente anche se stai per perdere l’aereo.
Il Portogallo sta arrancando sull’onda della crisi e offre dei prezzi spaventosamente bassi sia per gli alloggi in hotel che per il cibo, quasi tutto a base di pesce, nonché ottimo (però Italians Do It Better, eh?).

La cultura del surf è sviluppatissima, e anche se noi siamo state parecchio sfortunate con il tempo (freddo, pioggia et similia) e con le onde, trovare uno spot surfabile decente è facile come ordinare un caffè seduti a un tavolo (NON in piedi al bancone) anche nelle giornate più piatte.
Evviva l’oceano.
La costa a nord di Lisbona ti catapulta in paesaggi rocciosi veramente spettacolari che cozzano amabilmente con gli spiaggioni turistici.
Le città non sono esattamente pulitissime (vi sembrerà di stare a casa); i portoghesi sono rumorosi e chiassosi nei posti pubblici esattamente come noi.
Solo con un accento pecoraro che ti fa torcere le budella ad ogni maledetta sillaba.

[Silently]