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I Quintorigo suonano Hendrix @ Terme di Caracalla, Roma, 20/06/2012

21 giugno 2012

Ieri sera c’erano i Quintorigo che suonavano le cover di Jimi Hendrix alla Festa Del Pd, alle Terme di Caracalla.
Lo sapevate?
No, non lo sapevate, perché fondamentalmente non lo sapeva nessuno. Neanche l’organizzazione, visto che sul sito della Festa del PD non c’era scritto niente.
A me l’ha detto un amico che era stato informato da un altro amico che è il loro fotografo “ufficiale” (a proposito, si chiama Stefano Caporilli e fa un sacco di foto bellissime, vedere per credere).
La praticamente totale mancanza di promozione dell’evento (che era gratuito, oltretutto), ha fatto sì che gli spettatori fossero circa un decimo di quelli abituali dei Quintorigo.
Ecco una diapositiva del pubblico presente:


Tralasciamo questi che sono DETTAGLI nell’organizzazione di un concerto (mi domando come il PD pensi di poter gestire l’Italia se non riesce manco ad organizzare un concerto. Ottima pubblicità, bravi), passerei a blaterare un po’ di musica.
Mi sembra di aver capito che questa fosse la prima volta che portavano lo spettacolo in pubblico. Non che si notasse, eh? I Quintorigo sono sempre stati dei professionisti, non tanto dello show in sé (anche se sono molto simpatici), ma della musica nel senso stretto della parola.
Devo dire che sono rimasta un po’ sorpresa nel non vedere Luca Sapio, anche se lo avevo mezzo intuito dalle notizie recenti che lo volevano in tour in America, o qualcosa di simile, insomma avevo già letto da qualche parte che attualmente si stava facendo un po’ gli affari suoi lontano dai Quintorigo. Inizialmente ci son rimasta male, Sapio è un professionista del blues, non mi sarebbe dispiaciuto sentirlo cantare Hendrix.

Invece sul palco coi Quintorigo ieri c’era tal Moris Pradella, di cui non avevo mai sentito parlare. Sembra un Ben Harper con la panza e i dread lunghi, e anche la voce più o meno è molto simile.
Sui Quintorigo mi sono dilungata molto spesso e molto volentieri su questo blog (per i più pigri: qua c’è il link al tag, tiè, più comodo de così), quindi vi ammorbo solo con questo cantante nuovo: è bravo.
Perfetto per dare voce a Hendrix, davvero, proprio perché sembra Ben Harper. Fondamentalmente di cover di Hendrix direi che ne abbiamo sentite parecchie negli anni, ma mai riarrangiate per archi e sassofono. Almeno credo, boh, non so voi che concerti andate a vedere. E comunque potreste anche invitare, ogni tanto.
Anche le canzoni più sputtanate del mondo, come Hey Joe, o Purple Haze, che quando ti capita di ascoltarle in giro riesci solo a pensare: ….ANCORA? CHEPPALLE, diventano qualcosa di talmente nuovo quando escono da un violino e vengono cantate da Ben Harper, che è veramente difficile farsi annoiare.

Mi sa che ho mezzo mezzo ricavato una scaletta; è un po’ vaga, prendetela colle molle, ma magari meglio di un pugno sui denti.

– Star-Spangled Banner
– Purple Haze
– Manic Depression
– Hey Joe
– Spanish Castle Magic
– Red House
– Angel
– Voodoo Child
– Bold As Love
– The Wind Cries Mary
– Foxy Lady
– Fire
– Gypsy Eyes
Encore
– Manic Depression
– Puprle Haze

E per la primissima volta nella mia vita, il bis è stato effettivamente un bis! E il rientro nei camerini è durato neanche un minuto, questo probabilmente a causa del pubblico scarso.

E’ solo una mia supposizione, però un gruppo come i Quintorigo, abituati ad un pubblico molto più consistente, magari non si è divertito molto, il che mi dispiace perché comunque, non mi stancherò mai di ribadirlo, loro son bravi. Punto. Non ci sono cazzi, non c’è da discuterne. La loro bravura non è data solo dalla creatività, dall’istinto, dalla sensibilità che può avere un cantautore che sa a malapena strimpellare 4 accordi: questi sanno suonare, sanno produrre un sacco di notine tutte molto vicine tutte attaccate tutte a tempo e tutte intonate.
Il concerto è durato un’ora e venti circa (non è che ci potevamo aspettare tanto di più. Tanto era gratis).

Da segnalare:
– Belli i controcanti, soprattutto su Fire e Foxy Lady. Suppongo sia facile fare un controcanto mentre suoni un violino. Già.
– Un paio di interruzioni per leggere qualche frase di Hendrix, raccontare qualche aneddoto sulla vita e sulla morte. Brevi, quindi per niente noiose.
– The Wind Cries Mary è suonata insieme a Hendrix. No, non hanno speso miliardi per creare un ologramma che suonasse sul palco con loro, è troppo mainstream. Praticamente c’è uno schermo sul fondo del palco, dove mandano un’esecuzione della canzone in tv, e loro ci suonano sopra. Ma piano, delicato, un accompagnamento gentile. Bello.
– I pezzi strumentali che fanno da intro ad alcune canzoni, tipo Bold As Love e Foxy Lady, veramente meritevoli di menzione.

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Quintorigo @ Circolo Degli Artisti, Roma, 11/02/2011

12 febbraio 2011

L’ultima volta che avevo visto i Quintorigo erano alle prime armi con Luca Sapio, e si vedeva. Il tutto era leggermente rigido, lui era più un ospite esecutore che un membro vero e proprio del gruppo.
Mbè ora non più. Immagino che scrivere un disco insieme e portare avanti un paio di tour siano esperienze che ti legano profondamente, e per fortuna ce ne siamo accorti ieri sera.
Un concerto grintoso e rilassato allo stesso tempo, dove sembra che tutti si siano divertiti, noi e loro.

Mi dispiace molto non essere andata alla presentazione alla Fnac il giorno prima; una delle mie spie mi ha raccontato della desolante vuotezza dell’esibizione che invece è stata breve ma acusticamente intensa. E con ‘vuotezza’, intendo che c’era solo la mia spia.
Per quanto riguarda il concerto: un po’ breve (un’ora e venti), ma per 10 euri mi va più che bene. E’ vero che di materiale ne avrebbero, ma capisco anche che non dev’essere proprio il massimo fare le canzoni vecchie. Infatti han preferito le cover ‘storiche’ (Purple Haze, Heroes, Highway Star) e il cd nuovo, eseguito quasi tutto (mancava all’appello solo la psicoballata finale, Burning Doubts).

Che dire?
Il disco è bello, l’avevo sentito solo una volta in streaming sul loro sito (un’ottima iniziativa, bytheway). Però gli manca qualcosa, non saprei. Forse la scelta di scriverlo in inglese un po’ mi ha lasciata perplessa. Sono un gruppo italiano, e a me piace sentir cantare in italiano, ci sono talmente pochi gruppi che lo fanno bene. Probabilmente la collaborazione con Juliette Lewis li porterà ad esportare il loro nuovo lavoro (speriamo).
Mancano anche quelle sperimentazioni spiritose a cui eravamo abituati prima.
Comunque poco da dire, loro sono degli esecutori eccezionali; particolarmente in forma Andrea Costa col suo violino-mandolino-chitarrina-ukulele-etc e Valentino Bianchi al Sax, che ci ha deliziato con una intro divertentissima-fuori di testa a Highway Star. Bellissimo anche l’intro distorto del violoncello (Gionata Costa) ad aprire la prima canzone, Candy Man.
L’acustica e l’impianto del Circolo sono sempre ottimi, che nel caso di un gruppo con 3 strumenti ad arco ed un sax non credo sia poco. Belle anche le uniche due canzoni ‘sopravvissute’ dei primissimi Quintorigo, La Nonna Di Frederick e Kristo Si!
Luca Sapio ci ha deliziato con robette alla Demetrio Stratos su Hangman Blues, vocalizzi e gorgheggi che bè, insomma, non per niente ha militato con l’ultima formazione storica degli Area.

Ecco la scaletta:

Candy Man
Somewhere Else
English Garden
The Place They Claimed
How Does It Feel?
Heroes (David Bowie)
Teardrops
Purple Haze (Jimi Hendrix)
The Fault Line
Shepherd Of The Sheep
Hangman Blues
La Nonna Di Frederik
Lies!
Highway Star (Deep Purple)
Kristo Si!

[Silently]

The Black Friday @ Circolo Degli Artisti, Roma (21/01/2011)

22 gennaio 2011

Sarò breve.

Adriano Viterbini sarebbe stato inserito almeno in 3° (se non addirittura in 2° posizione) in questo post qua, se solo lo avessi visto suonare dal vivo prima di partorirlo.
Come voi tutti ben saprete tra 5 secondi, Adriano Viterbini è il chitarrista/cantante/tuttofare dei Bud Spencer Blues Explosion, che si è (artisticamente, spero) congiunto con Luca Sapio, colui che ora porta il gravoso fardello di sostituire John De Leo alla voce dei Quintorigo.
Una diapositiva di Luca Sapio:

Ora, prima il dovere e poi il piacere: Luca Sapio è forte, è blues, è rozzo, ha una voce sporca, e come ho ribadito più volte qui, non è John De Leo e non ci tiene ad esserlo. Diciamo che gli mancava solo il cappellaccio e il dente bianco traslucido che spicca sulla faccia negra.

Si perché questi due dice che fanno blues, ma è un blues un po’ strano, pare un blues preso paro paro dagli anni ’30, buttato in una lavatrice LedZeppeliniana e steso ad asciugare al grunge.

Ma passiamo alle cose serie: Adriano Viterbini.


Siccome io non ho mai visto dal vivo i Bud Spencer Blues Explosion, mica me lo aspettavo che era uno che poteva suonare così. Mi avevano parlato di lunghi deliranti presuntuosissimi assoli elettrici, e io chissà che me pensavo.
Invece quest’uomo in versione acustica suona del blues, ma del blues un po’ rivisitato, un blues anni zero che alla fine è molto più ‘vero’ di quello che puoi ascoltare nelle migliori cover band.
Viterbini è uno che pare che la chitarra non gli basta, sembra sempre che abbia la necessità di andare oltre quei tasti, come se gli scappasse qualcosa. Eppoi è così grezzo, è sporco, è sentito, e fa scopa perfettamente colla voce di Sapio.

Qualche traccia? Quasi tutte cover:
Tom Rushen Blues” di Charley Patton;
The Dark End Of The Street” di James Carr;
“Trouble Soon Be Over” di Blind Willie Johnson;
Love In Vain” di Robert Johnson;
A Change Is Gonna Come” di Sam Cooke;
‪”Death Letter Blues” di Son House‬;
“Hard Times Killing Floor” di Skip James;

e le loro due originali: “Jupiter” e “Strange Gal”, che non hanno veramente niente da invidiare alle cover succitate.

Attenzione alla superchicca: la cover di “School”: ecco qua la versione dei Black Friday.

Voglio dire, se riesci a far diventare blues i Nirvana sei qualcuno.

[Silently]

Quartorigo+Luca Sapio.

30 gennaio 2010

Fatti degni di nota accaduti ieri sera al Circolo degli Artisti durante il concerto dei Quintorigo:

-Luca Sapio NON è John De Leo, e ciò, nonostante la premessa, è un bene. Nel senso che la scialba signorina che prima si arrogava il diritto di cantare le fu-canze di John, sembrava una brutta parodia del suddetto.

Invece questo ‘giovanotto’ reduce dagli Area almeno ha uno stile tutto suo, una voce molto progressive; certo che deve usare il falsetto in svariate occasioni, macchissenefrega? Non è John De Leo, e ci tiene a precisarlo.

-Un violino si può suonare per un’ora come un normale violino (se per ‘normale’ s’intende includere anche usarlo per suonare roba tipo Purple Haze e Highway Star), e poi, ad un certo punto, si può imbracciare come un mandolino e suonarlo così. E suonare Grigio, se non mi ricordo male.

-Si può avere una confidenza tale con uno strumento, che si può usare l’archetto per chiamare la gente. Spiegazione: Ho visto Gionata Costa usare l’archetto del suo violoncello per richiamare l’attenzione del cantante. Che c’è di strano? Boh, solo che io ho pensato che se avessi un archetto in mano, la mia confidenza con quello strumento sarebbe tale che 1. non lo userei per chiamarci la gente con quella naturalezza derivata dall’uso, come se l’archetto fosse un prolungamento del mio corpo e 2. se lo facessi, probabilmente lo infilzerei nelle costole della gente.

-Luglio, agosto, settembre degli Area. E’ stato degno di nota. Soprattutto l’inserto pinkfloydistico di Careful with that axe, Eugene.

-Una cretina che all’uscita del concerto ha detto testualmente: ‘Secondo me questo cantante è meglio di quello che c’era prima’.

Cretina.

-Il barista che mi ha servito le due birre. Notevole sotto svariati e non covenzionali punti di vista, senonchè: 1. aveva almeno 4 anni meno di me; 2. aveva la mano più ghiacciata della mia.

Inquietante.

[Silently]