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Un Natale moderato.

23 dicembre 2010

Mi sto scervellando per capire se, per scrivere un bel post natalizio alternativo, di quelli che tutti pensano DYO quant’è rocchenroll e indie questa Silently! mi dovrei scagliare ferocemente contro il Natale brandendo la mia spada di sottile ironico cinismo, oppure difendere strenuamente questa festività così controversa.
Non sono aggiornata sulla moda del momento: il Natale è in o out oggi?
In che categoria mi inserisco?

Da una parte ci sono gli Smielosi, chebbello il Natale volemosebbene compramo ducento regali per dimostrarci tutto il nostro affetto! Facciamo l’albero il presepe le stelle filanti i botti de capodanno i fiocchetti le candele colorate! Damoje foco a tutti ‘sti babbinatali e renne e pupazzi di neve e angioletti fatti di cera!
Lovvo, lovvo e ancora e sempre più LOVVO!

Dall’altra parte ci stanno invece i darkettoni cinici radical-chic, a me il natale mi fa schifo, eccheppalle il natale, sono tutti ipocriti, fanno finta de volesse bene per un mese all’anno poi tornano a scazzasse, e nun c’ho voja de fa i regali, e nun c’ho na lira, eccheddupalle li parenti a pranzo a cena e poi a pranzo e a colazione per una settimana de fila.

E io?
Boh, alla fine mi conviene dire la verità.

Io sono tra i moderatamente contenti, quest’anno.
Ho fatto già tutti i regali (alcuni me li segnavo da agosto, AGOSTO. Immaggginate che stavo a sguazzà ner mario a salutà i pesciolini, e a un certo punto ZAC! Un mal di testa colle fotografie, come se chiama…. un’IDEONA! E io che corro sulla spiaggia tipo baywatch a salvare la mia IDEONA scrivendola sulla moleskine al 25 dicembre. Rendendo inservibile la moleskine, la penna e l’ideona.)
Li ho incartati tutti, i succitati regali, anche quelli non miei, che l’impacchettamento mi piace molto, è come fare i puzzle, ma più socialmente utile. (dicono).
Nessuno mi invaderà casa.
Non dovrò fare le pulizie nè prima nè dopo.
Non farò la spesa.
Non mi scervellerò sul menù.
Non cucinerò.
Se mi va di culo non laverò manco i piatti (ma questa è da vedere, incrociamo i ditI).
Riceverò dei regali, suppongo, e come al solito saranno spettacolari, o per lo meno super utili.
Vedrò le facce contente delle persone a cui ho comprato e/o fabbricato un regalo e mi confermerò creativa/intelligente/attenta ai bisogni altrui/spiritosa e tutti mi vorranno bbbene anche se di solito dicono che sono stronza ma alla fine vedi, non è vero, la Silently ci fa. Quando vuole è coccolosa.
Con mia sorella e i miei cugggini e relativi accompagnatori/trici non faremo altro che dire cazzate tutto il tempo e tutti si schianteranno dal ridere. I Magnifici 4 Imbecilli + guests stars.

D’altro canto, andare in giro per centri commerciali a comprare materialmente i doni è stato estenuante ed innervosente.
I litigi familiari che si ripresentano puntuali ogni anno mi rompono i coglioni, alla faccia del volemosebbene.
I regali forzati a gente di cui non me ne frega un cazzo mi stressano e mi fanno sentire sporca e socialmente assoggettata al sistema.
Non ho fatto alberi presepi lucine colorate. Soprattutto col presepe ho ancora dei problemi.
Le canzoni natalizie, nuove, vecchie, rifatte metal, jazz, suonate coi rutti, colle pernacchie, coi bicchieri: me fanno venì l’orticaria.

Abbastanza moderato, direi.
Tutto sommato, poteva annà peggio.