Posts Tagged ‘radiohead’

Radiohead, il video del nuovo singolo. Ed oggi è anche venerdì.

18 febbraio 2011

Se vi fanno schifo i Radiohead, accomodatevi pure altrove che qua l’entusiasmo è a mille.

UPDATE: il cd è già scaricabile, con un giorno d’anticipo. Daje tutti, daje forte.

[Silently]

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Exit Music (for a bubble)

17 febbraio 2011

Senza lenti ci sento un po’ appannato e se mi dici arrivederci io capisco rimango, così quando te ne vai e mi rimetto gli occhiali per cercarti penso ah, ecco, mi pareva strano.
Quando ci rincontreremo avrai di nuovo la maglietta infilata nei pantaloni
(dev’essere lì, altrimenti avrai solo preso)
Quando ti rivedrò non sarai cambiato
(dev’essere così, altrimenti)
sarai quello fuori dalla parentesi, perché dentro a quella parentesi senza di me tu non esisti
Se la tua maglietta è ancora fuori dai jeans sei intrappolato nella bolla che avevo strappato e sei un impostore
un impostore totalmente e meritatamente infelice.

[Silently]

Proprio mentre pensi che di lunedì non succede MAI niente di bello (il nuovo cd dei Radiohead)

14 febbraio 2011

Mi tremano i ginocchi, mentre scrivo che il nuovo cd dei Radiohead, The King of Limbs, esce il 19 Febbraio.
Tra 5 giorni, SOLO 5 giorni sioressiori!
Se c’era un album più atteso di Wow, è questo, e lo potete preordinare qui alla modica cifra di 7 euri.

[Silently]

Monday Song n° 35 – Forse non volevate sapere che

7 febbraio 2011

 

[Silently]

Alla ricerca di un po’ di solidarietà femminile: quando l’estrogeno incontra la musica.

14 gennaio 2011

Ci sono dei momenti in cui una donna deve affrontare una grande verità: per quanto un musicista possa essere bravo, bisogna sempre considerare anche degli aspetti più ‘laterali’ del suo essere musicista, e cioè:
Quando Egli si esibisce, in performance live o in video, quanto ispira pensieri impuri che farebbero rabbrividire ed arrossare le guance anche alla tua amica più scafata e libertina?
Sto pensando a quelle genti che ricavano fascino dalla musica in sè; gente che magari, incontrata per strada, non vi farebbe neanche sbattere le palpebre ma che poi, una volta sul palco, imbracciato lo strumento, vi trasforma da Maria Teresa a Cicciolina in 5 secondi netti.

E’ giunta l’ora, miei giuovini amici, di confessare l’inconfessabile.

Con ordine, e per categorie:

Batterie: Luca Ferrari, senza se e senza ma.
Brian Viglione non vale, lui è BASM (BelloAncheSenzaMusica).

Chitarre: Jonny Greenwood vince a mani basse su Stef Burns (quando una confessa, confessa) e sul sempre grandissimo John Frusciante.
Nonstante l’età è il passato in pantaloncini corti, non posso assolutamente non menzionare Nuno Bettencourt. Glielo devo, guarda come si sta a mantenè bene.

Tasti: Matthew Bellamy. Che è sexy anche con chitarre, microfoni, tamburelli, kazoo. Però col pianoforte, ecco, non me lo fate spiegare.
Fuori gara anche Robert Downey Jr: BASM.

Bassi: ok, questa è una confessione vera e propria, leviamoci il dente. A me mi fa sangue Faso.
Ecco, l’ho detto.

Archi: ebbene sì, ho un esponente sexy anche negli archi. E non può essere altri che Rodrigo D’erasmo.
Non è Dario Ciffo perchè Dario per me è BASM. Ma capisco se volete dissentire. Stupide.

Voci: Thom Yorke.
Quasi a pari merito Trent Reznor, soprattutto in questa canzone, che credo sia stata appositamente scritta per lo sconvolgimento neuronale di chiunque, uomini donne e forse anche qualche animaletto.

Terzo posto, meritatissimo, a John DeLeo.

Tanti i BASM: primo tra tutti, Brandon Boyd, nonchè Jared Leto, facilefacile. (Inutile che vi stupite: questo post è scritto appositamente per mostrare il mio lato umanizzato e scevro da pretese intellettualistiche. E poi io Jared Leto lo lovvo dal 2000).
Da menzionare una new entry di cui sto ancora studiando le potenzialità, ma che promette bene: Jimmy Gnecco (grazie, Fran), e Tom Smith.

I grandi esclusi, e perchè:
Lorenzo Monguzzi, Ben Harper, Eddie Vedder: perchè non mi ispirano propriamente sesso.
Direi più matrimonio, casa sul mare, rughe. Anche tanti bambini, volendo.
Robert Plant: perchè trent’anni fa sarebbe stato il primo, unico e solo.
George: perchè non c’è più. Paul, invece, non vale perchè era BASM.
Jeff Buckley: perchè stento a malapena a nominarlo.
Jeff Buckley è come un pensiero, un’idea, fermatemi prima che vi attacchi un mostro sull’etereità della mia ammirazione angelica per Jeff Buckley.

I grandi sopravvalutati: Jim Morrison e Kurt Cobain.

Infine, il lesbo-angolo: Amanda Palmer, Tori Amos, Bjork, Melissa Auf Der Maar.

Janis no. Janis è tipo mamma.

Forza, donne, è il momento di venire allo scoperto nei commenti.
(in senso motorio).
Non siate timide.

[Silently]

Monday Song n° 30 – Forse non sapevate che

3 gennaio 2011

 

[Silently]

Quando ti intervista Topo Gigio.

13 novembre 2010

Ieri con mio sommo gaudio&giubilo ho condiviso una news con tutti i miei amichetti, ero veramente molto felice.

Stamattina apro il Reader dei Feed e, con altrettanto gaudio, vedo che il Dead Air Space ha una news anch’esso: merce rara sul sito dei Radiohead! Corriamo a vedere! DAI!

Ecco la news: chi ha intervistato Jonny Greenwood per Rolling Stones Italia ha  scritto un sacco di cazzate (ve la faccio breve).

Una parziale riproduzione dell’articolo è questa, riportata da ConsequenceOfSound, che poverini avevano già ripreso la ‘notizia’ italiana, subito smentita con classe ed ironia da Jonny sul Dead Air Space (che fra parentesi ha subito da pochi giorni un restyling davvero impressionante).

Questa storia mi ricorda qualcuno.

E comunque non si gioca coi sentimenti, diodellecittà.

[Silently]

Monday song n° 18

11 ottobre 2010

 

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I Radiohead, Colin Greenwood, il 2010, il nuovo album: ve lo produco io?

22 settembre 2010

Colin Greenwood ha scritto un articolo qui in cui dice, fondamentalmente, che l’album nuovo dei Radiohead è pronto, ma che ancora non sanno COME pubblicarlo.

Dice anche che il mondo della musica digitalizzata gli fa fondamentalmente schifo, e che gli manca molto la logica editoriale dell’etichetta discografica: ‘I miss the editorialisation of music, the curatorial influences of people like John Peel or a good record label. I liked being on a record label that had us on it, along with Blur, the Beastie Boys and the Beatles.’

Allora.

Io l’ho tradotto così: ‘Nel 2007 ci siamo fatti un culo come una capanna, abbiamo praticamente regalato In Rainbows a migliaia di persone che l’hanno scaricato senza darci una lira, e stavamo talmente a tocchi che a momenti il gruppo si sfasciava. Ehi? Pronto? C’è qualcuno che ci pubblica? Vi prego, sono tanto stanco!!!’

Caro Colin, per me lo potete anche regalare in formato musicassetta col pacco delle merendine: basta che ve sbrigate.

Non è che ce lo fate vedere e poi non ce lo date, eccheccazzo.

[Silently]

Mike Portnoy lascia i Dream Theater – una storia triste.

21 settembre 2010

Queste son quelle notizie che le leggi e dici MACCHEDDAVERO?

Non sono la più grande fan dei DT, ma lo sono stata nel mio oscuro&inconfessabile passato.
Roba di fan club, backstage e foto imbarazzate.
Quindi una cosa come ‘Mike Portnoy non suona più coi Dream Theater’ mi provoca lo stesso sconvolgimento di ‘la tua vecchia migliore amica di sbronze del liceo si è fatta suora’.

Non è la prima volta che i DT cambiano un componente: hanno sempre avuto qualche problemino con cantanti e tastieristi.
Ma Myung, Portnoy e Petrucci, sono sempre stati loro, sin dall’inizio (e ‘inizio’ non è l’anno scorso. E’ 25 anni -ANNI- fa). Come a dire che i Radiohead continuano ad essere i Radiohead senza Greenwood.
Jonni, dico. (senza offesa per Colin, eh?)

Mike Portnoy è il cazzo di LEADER, dei DT, lo è sempre stato, perfino il NOME Dream Theater è un’idea di suo padre.

Sul sito ci sono le due dichiarazioni separate dell’orfanello spodestato e dei rimanenti tiranni; già dalla lunghezza delle dichiarazioni si intuisce abbastanza chi ha preso a calci in culo chi, e chi rosicato.
Mike, poveraccio, ha scritto un papiro che riassunto dice: ‘siete degli infami, il gruppo è MIOOOOOOO’.

Le versioni ufficiali sostanzialmente sono uguali: tutti e due dicono che è stata una decisione di Mike.
Mia interpretazione personale: Portnoy è tipo un bambino iperattivo, deve fare 800 cose tutte insieme (Vedi Liquid Tension Experiment, vedi Translatantic, vedi Avenged Sevenfold).
Solo che poi si stanca; va dai suoi colleghi e je dice ‘Oh regà, io so stanco, fermamose un pochetto, che dite?’
E gli altri, belli freschi riposati superpolleggiati, magari ce sformano pure un po’, sono un po’ invidiosi e anche gelosi, oh ma noi siamo i Dream Theater, sticazzi dei Transatlantic!
Ora qui le interpretazioni possibili divergono verso questi due finali:

1 – Mike Portnoy fa i capricci, batte i piedi a terra e strilla tipo ‘AH SI? Allora sai che c’è? Io me ne vado!’ mette il broncio ed esce sbattendo la porta.
2 – Petrucci&Company rosicano abbestia: o noi o loro. Poi lo cacciano in malo modo e sbattono la porta.

Il risultato finale è una porta sbattuta in faccia al gruppo che ha incarnato meglio il progressive metal, tra tecnica e marketing fatto come si deve, e l’ha portato alla ribalta mondiale, fuori dai clubbini, dalla Scandinavia, e dalla setta chiusa dei prog-metallari nerd.

[Silently]