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Come sopravvivere ad un dottorato di ricerca (Special Edition: sit-in Montecitorio!)

13 ottobre 2010

Domani è un giorno molto importante per l’università italiana perché alla Camera ci sarà la discussione finale della riforma Gelmini. Potrebbe essere  l’ultima occasione di rinsavimento dei nostri parlamentari su un tema molto importante ossia la condizione dei ricercatori (e quindi della ricerca italiana in generale) e sugli indiscriminati tagli all’università, che penalizzano in primis gli studenti…e poi tutta un’altra vagonata di gente che all’università ci lavora e sopprattutto ci crede.

Per questo domani ci sarà un sit-in in piazza Montecitorio, per i dettagli vi segnalo il sito di Rete29Aprile, l’associazione che ha organizzato il blocco della didattica a cui ha aderito quasi la metà dei ricercatori italiani.

Vale la pena di ricordare che i ricercatori non stanno scioperando, bensì hanno sospeso un’attività (quella didattica) che non compete loro e per cui non hanno un compenso. Insomma hanno smesso di lavorare a gratis, almeno per un po’. Nonostante la disinformazione sul tema, c’è da dire che i ricercatori hanno incassato la solidarietà degli studenti, che continuano a sostenerli malgrado i disagi provocati dalla protesta.

Il discorso sull’università è lungo e complesso e, nonostante adori pontificare su tutto e tutti, l’unica cosa che riesco a dire è che questa riforma non è che un dettaglio screanzato di un piano screanzato di demolizione sistematica dell’università pubblica. Purtroppo tutto questo inizia da molto prima della Gelmini e ha come fine il monopolio di poche, elitarie, costose università private.

Per questo è importante essere in piazza domani, perchè non si tratta di solo di difendere i diritti e la vita lavorativa di una parte della popolazione. Si tratta di anche opporsi ad un principio e di affermarne un altro: il sapere è una delle poche risorse che restano a questo paese ormai senza industrie e storicamente senza materie prime. Non può essere regalato ad un manipolo di oscuri lobbisti, non senza aver lottato, non con il nostro assenso, non nell’indifferenza generale.

Incontriamoci lì :)