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Alla ricerca di un po’ di solidarietà femminile: quando l’estrogeno incontra la musica.

14 gennaio 2011

Ci sono dei momenti in cui una donna deve affrontare una grande verità: per quanto un musicista possa essere bravo, bisogna sempre considerare anche degli aspetti più ‘laterali’ del suo essere musicista, e cioè:
Quando Egli si esibisce, in performance live o in video, quanto ispira pensieri impuri che farebbero rabbrividire ed arrossare le guance anche alla tua amica più scafata e libertina?
Sto pensando a quelle genti che ricavano fascino dalla musica in sè; gente che magari, incontrata per strada, non vi farebbe neanche sbattere le palpebre ma che poi, una volta sul palco, imbracciato lo strumento, vi trasforma da Maria Teresa a Cicciolina in 5 secondi netti.

E’ giunta l’ora, miei giuovini amici, di confessare l’inconfessabile.

Con ordine, e per categorie:

Batterie: Luca Ferrari, senza se e senza ma.
Brian Viglione non vale, lui è BASM (BelloAncheSenzaMusica).

Chitarre: Jonny Greenwood vince a mani basse su Stef Burns (quando una confessa, confessa) e sul sempre grandissimo John Frusciante.
Nonstante l’età è il passato in pantaloncini corti, non posso assolutamente non menzionare Nuno Bettencourt. Glielo devo, guarda come si sta a mantenè bene.

Tasti: Matthew Bellamy. Che è sexy anche con chitarre, microfoni, tamburelli, kazoo. Però col pianoforte, ecco, non me lo fate spiegare.
Fuori gara anche Robert Downey Jr: BASM.

Bassi: ok, questa è una confessione vera e propria, leviamoci il dente. A me mi fa sangue Faso.
Ecco, l’ho detto.

Archi: ebbene sì, ho un esponente sexy anche negli archi. E non può essere altri che Rodrigo D’erasmo.
Non è Dario Ciffo perchè Dario per me è BASM. Ma capisco se volete dissentire. Stupide.

Voci: Thom Yorke.
Quasi a pari merito Trent Reznor, soprattutto in questa canzone, che credo sia stata appositamente scritta per lo sconvolgimento neuronale di chiunque, uomini donne e forse anche qualche animaletto.

Terzo posto, meritatissimo, a John DeLeo.

Tanti i BASM: primo tra tutti, Brandon Boyd, nonchè Jared Leto, facilefacile. (Inutile che vi stupite: questo post è scritto appositamente per mostrare il mio lato umanizzato e scevro da pretese intellettualistiche. E poi io Jared Leto lo lovvo dal 2000).
Da menzionare una new entry di cui sto ancora studiando le potenzialità, ma che promette bene: Jimmy Gnecco (grazie, Fran), e Tom Smith.

I grandi esclusi, e perchè:
Lorenzo Monguzzi, Ben Harper, Eddie Vedder: perchè non mi ispirano propriamente sesso.
Direi più matrimonio, casa sul mare, rughe. Anche tanti bambini, volendo.
Robert Plant: perchè trent’anni fa sarebbe stato il primo, unico e solo.
George: perchè non c’è più. Paul, invece, non vale perchè era BASM.
Jeff Buckley: perchè stento a malapena a nominarlo.
Jeff Buckley è come un pensiero, un’idea, fermatemi prima che vi attacchi un mostro sull’etereità della mia ammirazione angelica per Jeff Buckley.

I grandi sopravvalutati: Jim Morrison e Kurt Cobain.

Infine, il lesbo-angolo: Amanda Palmer, Tori Amos, Bjork, Melissa Auf Der Maar.

Janis no. Janis è tipo mamma.

Forza, donne, è il momento di venire allo scoperto nei commenti.
(in senso motorio).
Non siate timide.

[Silently]

Le Luci Della Centrale Elettrica @ Auditorium, Roma 29/11/2010.

30 novembre 2010

Sala Petrassi pienissima, io e Sumire agli antipodi della sala e Giuglia in piccionaia.
I vigili del fuoco danno il permesso per vendere una ventina di biglietti in più, posti in piedi (cioè stravaccati sugli scalini).

La scenografia è scarna ma efficace, questo palazzo con le luci colorate che si accendono e si spengono abbuffo durante tutto il concerto. Carino.
Figo quando la luce stampa l’ombra di Vasco sul palazzo, molto bello (come aveva già anticipato la mia spia)

Si comincia alle 21,20 con
-Una Guerra Fredda-,
Rodrigo suona il basso fino a metà canzone. Sul palco, oltre a Vasco e Rodrigo, ci sono Enrico Gabrielli dietro ad una tastiera, e tale Lorenzo Corti ad una chitarra elettrica.
-Fuochi Artificiali
-Quando Tornerai dall’estero
Finora, disco nuovo. Vasco è più stonato del solito; ma non quello stonato che ce piace tanto, un po’ noncurante un po’ sticazzi: è proprio distratto, non ce la fa.
E Rodrigo appresso, delle stecche paurose, e nun me venite a dì che il suono sporco esprime la precarietà e la ruvidità della poetica brondiana, perchè questo è il 4° concerto suo che vedo, e quando so’ stecche, so’ stecche, non ci sono santi.
-I Nostri Corpi Celesti
Mi tocca anche la pietosa scena degli applausi quando si leva il maglioncino. Dyo, come te capisco, povero ragazzetto, se suoni scoglionato.
-Piromani
-L’Amore Ai Tempi Dei Licenziamenti Dei Metalmeccanici
-Cara Catastrofe
Qui c’ha infilato una cover che solo dopo sono riuscita a trovare (grazie gugol), è una canzone di De Gregori e si chiama
-Bene
-La Lotta Armata Al Bar-: sia Vasco che Rodrigo, più stonati del solito.

-Anidride Carbonica-: con finale iperdistorto, il violino straziava le orecchie e lì ci siamo accorti tutti che i volumi li ha settati mia zia sorda. Per non parlare dell’attacco, 2 minuti sviolinando che Vasco non riusciva ad entrare sul pezzo.
-Le Petroliere-, con versi di Lacrimogeni e ‘portami a bere la luna riflessa nelle pozzanghere’ infilati in coda.
-Fare i Camerieri-, che non si capisce perchè la canzone più brutta di Canzoni Da Spiaggia Deturpata la deve fare sempre (per la gioia di Giuglia che la odia)

-Per Combattere L’Acne-, con reading finale:

-Per Respingerti In Mare-, con finale distorto se possibile ancora più fastidioso del primo, con Rodrigo sdraiato a terra stuprando il violino. No.
Break
-Oceano Di Gomma-: non so come gli è venuto in mente, ma devo ammettere che io ho particolarmente apprezzato la cover degli Afterhours. M’ha fatto tornare ggggiovane. E ci ha appiccicato la poesia di Ferrè da cui ha preso il titolo del cd.

Vi devo preparare alla tristezza di questi pochi secondi di video in cui qualcuno urla ‘Ti Amo’.

*There There*, Vasco.

-Le Ragazze Kamikaze-.

Fine. Ore 23.00 circa.

Che dire? Ci son rimasta male. Il palco era diviso in due, da una parte del muro ci stavano Brondi e D’Erasmo con una certa chimica, dall’altra i due fuori luogo. Io nelle canzoni delle Luci non voglio sentire la tastiera, cazzo ci infili l’organo sotto a Per Combattere L’Acne?

E’ sembrato un concerto tirato su in due giorni, con prove scarse e due musicisti che magari ti piacciono tanto ma con te non c’entrano un cazzo.
E le stecche, dyocristo, le stecche.
Va bene ruvidezza, ma noncuranza no.

Io di acustica non capisco niente, ma si sentiva veramente di merda. Voce poco e male, spiccava solo Rodrigo, sia col basso che –soprattutto- col violino.
Vasco (o chi per lui) si deve rendere conto che la gente va a vedere lui.
Non c’è bisogno di riempire i vuoti. Io adoro i vuoti nelle sue canzoni, invece qui pare stiamo riempiendo tutto, non c’è spazio per pensare nè soprattutto per ascoltare, è tutto affastellato ma a me dell’organo e della chitarra elettrica non me ne frega niente, io voglio sentire te, la tua chitarra scordata e la tua voce dimmerda. Che mi ci metti il violino distorto, figo. Che ci metti un’altra chitarra elettrica, non sono molto d’accordo. Che mi ci metti la tastiera e i fiati, stigrancazzi.
Ma se poi il tutto serve a nascondere te, no.
Non ci siamo capiti.
Se volevo ascoltare del noise italian style mi andavo a sentire i Marlene o i Verdena.
Se vengo a sentire te, voglio sentire te.
Questo è stato un bel concerto, perchè gli archi non ti aggredivano, ti accompagnavano, non ti nascondevano ma ti esaltavano, ti (e ci) cullavano.

[Silently]

avremo gli occhi lucidi come le mercedes

14 novembre 2010

Impossibilitata a partecipare al primo concerto del mio Vasco preferito, ho mandato una delle mie spie a fare quello che si suppone facciano le spie: spiare la prima data del nuovo tour VascoBrondiano, che si è tenuta al teatro comunale di Ferrara l’altroieri sera (11 Novembre).

Vasco Brondi sta portando in giro per l’Italia il tour promozionale del nuovo cd, ‘Per ora noi la chiameremo felicità’, uscito il 9 9mbre.

Si porta appresso i soliti noti, Enrico Gabrielli (organo e fiati), Lorenzo Corti (chitarra), Rodrigo D’Erasmo (violino), la sua Orchestra Distorta.

Ecco cosa mi riporta la mia anonima spia:

“…come promesso ti scrivo le mie impressioni sul concerto di ieri.

Punto primo: il teatro di Ferrara è una figata, troppo bello: lo stabile dell’800 ha fatto da cornice meravigliosa alla scenografia di Vasco che era fondamentalmente fatta da un palazzo grigio con finestre colorate da neon (hai presente il grattacielo di Ferrara vicino alla stazione? Ecco, quello), sul quale era proiettata in lungo la sua ombra, effetto scenico molto apprezzato.

Punto Due: ha fatto sia canzoni vecchie che canzoni del nuovo cd, ogni tanto intervallate dalla lettura di poesie (credo). Per quanto riguarda le nuove canzoni, sembrano le stesse di quelle del primo cd, quasi nulla di nuovo infatti mi aspettavo qualche forma di evoluzione ma quasi niente (peccato). Ovviamente parla di città, di qualche tipa che deve tornare dall’estero e di altre cose che sinceramente al primo ascolto non ho capito bene :-D

Punto Tre: nessuno schiamazzo di ragazzine impazzite, invece l’età del pubblico andava dai 17 ai 50. C’è stato anche un fuori programma: un tipo ubriaco ha iniziato a ballare sulla canzone “Cara Catastrofe“, e fin li tutto bene.

Poi si è avvicinato al palco per provare a salirci su ma è stato placcato per diversi minuti da 4 o 5 persone. Vasco in tutto questo non ha detto niente (uomo di grande spessore), l’unico a parlare è stato il violinista (Rodrigo D’Erasmo) che ha detto “balla pure basta che non sali!!”.

Il tipo l’ho rivisto a fine concerto, quando hanno accesso le luci, che vomitava nel teatro in un cestino. Non so se apprezzare o meno, su questo sono indeciso.

Il pubblico ha accolto molto calorosamente Vasco e a fine concerto vedevo in giro facce molto soddisfatte. Tutto sommato è stato un bel concerto che ha regalato diversi momenti di brividi (a me personalmente).

Ci dovevi essere!

P.S. Ovviamente queste sono le impressioni di uno che conosce Vasco molto superficialmente, magari tu ci vedrai molto e molto altro ancora.”

E oggi su Repubblica Radio Tv c’è una cosa che dicono è un’intervista a Vasco ma in realtà è un’apologia di XL.

Tra l’altro mi sembra di vedere la Silently che faceva gli esami all’università, nervosetta si tocca il naso e l’angolo della bocca, usa la captatio benevolentiae mentre pensa ma questo che cazzo sta a dì Fabbbri Fibbbra ce sarai te e però si tirano fuori paroloni per fare buona impressione. Sempre col coraggio di dire ‘si però secondo me non è così’.

Non è una bella intervista, dietro a tutto l’autocompiacimento del signor Valtorta per il suo giornale non c’è vero interesse per l’artista.

[Silently]

Wikipedia (ancora???) vs Le Luci Della Centrale Elettrica

14 luglio 2010

Che poi uno vede ‘ste cose e dice MACCHEADDAVERO?????

Ora io qui non volevo scatenare una guerra santa contro Wikipedia, alla fine questo blog era diventato lo spazio in cui tutti potevano esprimere la propria opinione (e l’han fatto senza remore), e la situazione si era risolta abbastanza bene.
Dico ABBASTANZA, perche la voce Meemi ancora non esiste e io la trovo una vera e propria cazzata.

Il punto di oggi è la proposta di cancellazione della voce ‘Le Luci Della Centrale Elettrica‘, e anche della relativa voce ‘Vasco Brondi’.

Ora, questo sarà il 4° post almeno in cui parlo di Vasco Brondi, perchè mi piace, ho letto il libro, ho ascoltato il cd un miliardo di volte, mi sembra di ascoltare il mio migliore amico che cerca di riprendersi da un brutto periodo, non so se mi spiego, uno della mia età che mi parla di cose che so, e che capisco.

Ma non è un mio amico, non lo conosco, non ci guadagno a difenderlo, a parte l’ovvietà che se diventa famoso lo vedrò più spesso in giro.

(In realtà penso che mi abbia servito degli spritz in un baretto di Ferrara ma non sono sicura, ancora non era famoso.)

Il suo primo album l’ha prodotto Giorgio Canali, mica mio cugino.
Ha vinto il Premio Tenco, mica il Cucchiaio d’argento alle gare regionali di cucina.
Fa concerti in cui se non arrivi presto, non trovi il biglietto.
Fa concerti a teatro, e suona con Rodrigo d’Erasmo, che probabilmente voi non sapete chi è, ma le persone che masticano un po’ di musica alternativa italiana si.
Nei festival di musica italiana come questo, suona DOPO i Tre Allegri Ragazzi Morti, che sono 15 anni che vanno in giro concertando.
Ha scritto un libro, che se vai in Feltrinelli lo trovi anche in bella mostra, non è che ti devi sbattere nelle minilibrerie e fartelo ordinare e pregare forte che arrivi.

Quindi, cari amici amministratori di Wikipedia, la mia domanda è: ma voi in che cazzo di mondo vivete?

Qual’è il criterio con cui scegliete l’enciclopedicità di una voce?
Cioè, il primo amministratore ignorante che non conosce la voce che sta leggendo ha il diritto di proporne la cancellazione?
Se io fossi amministratrice di Wikipedia, potrei quindi proporre la cancellazione di ogni coglione che ha vinto X-Factor?
Oh, vorrei citarvi i nomi ma in realtà, non li conosco, Quindi via, propongo la cancellazione.

Devo dedurre che la musica che passa in tv (Cristoddio perdonami per aver scritto questa frase) sia migliore, o comunque più ‘enciclopedica’, di quella dei circuiti alternativi, delle etichette indipendenti, della gente che suona per davvero?

Non lo so, io continuo ad usare Wikipedia ogni tanto, però devo ammettere che ho il vago sospetto che forse – FORSE – il sistema di gestione della popolarità e dell’enciclopedicità delle voci non sia poi così collaudato e ben funzionate, se chiunque può svegliarsi e dire ‘io questo nun lo conosco, che famo lo cancellamo?’

[Silently]

La Tempesta – Ferrara Sotto Le Stelle 2010

11 luglio 2010

Saranno 10 anni che organizzano concertoni in Piazza Castello e ancora succedono delle cose che EEEHH?????

Per questo raduno di band italiane sono stati approntati due palchi, così quando un gruppo finiva l’altro era pronto a partire con la musica.

Figo, eh?

Col cazzo! L’altro palco era all’interno del cortiletto della piazza del castello, capienza massima: 900 persone.

La piazza invece aveva capienza 4900, che poi non si capisce se era 4000 + i 900 del cortile o se sono stati dati numeri a caso (a questo punto lo sospetto fortemente).

Facciamoci due conti: se gli Zen Circus smettono di suonare alle 20.10 e il gruppo dopo, che sta nella piazza, attacca istantaneamente dopo, io come CAZZO posso UMANAMENTE arrivare a vederlo, se 900 persone tute insieme devono passare attraverso una unica minuscola uscita rischiando tra l’altro la vita e svariate dita dei piedi?
Imbecilli.
Risultato: dei gruppi che c’erano ne ho visti la metà.

Seconda cosa: ma è normale che alle 21.30 il chioschetto non abbia più cibo, e il bar di fronte non abbia più acqua a mezzanotte?

Sorvoliamo.

Entriamo alle 18, e a malapena riusciamo ad entrare nel cortiletto da 900 posti quando stanno finendo di suonare i Cosmetic, che non ho capito se erano carini o no perchè il suono faceva talmente schifo che potevano essere anche i Pink Floyd, nessuno l’avrebbe capito. C’erano fiumi di distorsioni che si rincorrvano rimbalzando tra le pareti del cortiletto.

Finiti i Cosmetic, nella piazza ci saranno stati i Uochi Tochi che OVVIAMENTE non siamo riusciti a vedere, esattamente come i Sick Tamburo (non che mi sia strappata i capelli per la perdita, comunque).

Rimasti nel cortiletto, ci siamo ascoltati i Pan Del Diavolo, di cui vi mostrerò un’immagine acquisita attraverso mezzi potentissimi, come potete ben vedere dalla qualità dello scatto:

Ecco, Il Pan Del Diavolo: loro sono stati la scoperta del giorno! Due cartole con la faccia da schiaffi (e con un tale Umberto Giardini alla batteria, che dopo un paio di ore si sarebbe esibito col suo nome da battaglia, Moltheni), con queste due chitarre acustiche e questi ritmi e questi ciuffi così Elvis, insomma a me mi ci son piaciuti un bel po’, bravibravibravi.

Anche gli Zen Circus, bravi, dal vivo. Sono gli album che non mi dicono niente.

Per vedere poi Moltheni ho perso Giorgio Canali e i Rossofuoco, di cui però ho una diapositiva scattata con i potenti mezzi di cui sopra:

Bella, eh?

Lo so che non si vede un cazzo ma fidatevi, il vecchio al centro che sembra Godano biondo in realtà è Canali, e alla sua sinistra ci sta il mio migliore amico Rodrigo D’erasmo al violino, ma non vi posso dire nient’altro perchè io ero in piazza ad ascoltare Umberto.

Ah no, una cosa ve la posso dire: anche Canali stava facendo la fila per entrare nel cortiletto, che doveva suonare.

Non mi voglio dilungare sui Tre Allegri Ragazzi Morti, nè sul Teatro Degli Orrori (non mi piacciono entrambi, anche se i TARM almeno mi divertono), quindi passo al mio sempre più depresso Vasco Brondi, che non si è sprecato moltissimo: ha aperto con BBB dei CCCP (indossando la maschera dei TARM), ha proseguito con Per Combattere L’Acne e Piromani, poi è salito sul palco Emidio Clementi che ci ha letto un brano dal libro di Brondi con la sua solita ed inconfondibile voce ipnotica che sembrava un po’ adattata allo stile brondiano per l’occasione.

Le Luci Della Centrale Elettrica, ieri sera composti da Rodrigo e da Stefano Pilla oltre che al Vasco, hanno finito con la cover della Domenica Delle Salme di De Andrè, che debbo ammettere mi piace sempre di più.
Peccato il poco entusiasmo, il poco tempo, e il fatto che la metà delle canzoni fossero cover.
Cazzo Vasco un cd hai fatto, almeno faccelo sentì!

Concludo facendo i complimenti al tizio che girava con la maglietta del tour di Eros Ramazzotti.
Genio.

[Silently]

Le Luci Della Centrale Elettrica @ Palladium.

10 aprile 2010

Protagonisti: Io, Laura, Vasco Brondi e il suo trio d’archi (Stefano Pilia, Rodrigo D’Erasmo, Guglielmo Ridolfo Gagliano), e due Ventenni Sciacquette Rompicoglioni sedute dietro a noi.

Il concerto inizia quasi puntuale con un pezzo che, come scopriremo a fine concerto, era una cover dei CCCP che non siamo riuscite ad identificare  [UPDATE: La cover dei CCCP era BBB].

Degni di nota i commenti delle due VSR: “MA QUANTO SEI BONO!” “ODDIO CHE FIGO!”, condito da urletti vari che non sto qui ad onomatopeizzare per voi.

Le canzoni si susseguono (Piromani, Sere Feriali), intervallate da lunghi monologhi ‘cantati’, gli strani intermezzi brondesi che lo fanno sembrare così ex-tossico poeta maledetto e strappano lunghi sospiri e gridolini alle nostre VSR.

Ok, sto facendo la fighetta intellettualoide adulta, ma i suoi intermezzi semi-improvvisati piacciono molto anche a me: sembrano così spontanei, così sinceri ed onesti che non ho nessunissima voglia di farmeli smontare da una profonda razionalità fuoriluogo: me li bevo e basta, senza chiedermi da dove vengano.

In tutto questo, pochissimo spazio per gli applausi: le canzoni e i monologhi fanno parte di un continuum unico, una piccola magia che raramente ti dà il tempo di pensare.

C’è invece spazio per dei piccoli assoli degli archi: il primo è del contrabbasso (Stefano Pilia). Poca roba, un paio di minuti di svarioni, note strascicate e poi pizzicate e poi stonate, totalmente inserite nel continuum di cui sopra, un po’ ipnotico, un po’ tecnico: bello.

Da evidenziare il seguente dialogo intecorso mentre questo tizio ci stravolgeva le budella:

Silently: Secondo te se glielo chiedo mi sposa?

Laura: Io ti faccio volentieri da testimone!

VSR: Che merdata questo…

E si continua con Stagnola, Fare i camerieri, e l’assolo di violino di Rodrigo niente male, anche se devo dire che ad un certo punto ho temuto che avrebbe attaccato con Sonica, con tutti quegli stridii acuti e quello sbattere il violino a terra per fargli uscire note a caso.

Le VSR hanno taciuto. Evidentemente Rodrigo è più bello di Stefano.

Quando siamo arrivati al momento top di Per combattere l’acne, Laura ha dciso che era finalmente giunta l’ora di moralizzare le due VSR, e nonostante gli inziali commenti “Oh, allora tutti zitti che siamo in chiesa”, l’intervento è stato praticamente risolutivo e credo che tutte le persone nel giro di un centinaio di metri attorno a noi ti saranno per sempre grate. Grazie Laura. L’ultimo applauso era per te.

C’è stato un momento in cui si è visto benissimo però che Vasco Brondi ha bisogno del pubblico, il teatro non è proprio il suo habitat natuarale.

Ha suonato una canzone-monologo che aveva già suonato al Circolo un paio di mesi fa; ad un certo punto lui ripete questo ritornello molto orecchiabile “E se gli alberghi/appena costruiti/ti coprono i tramonti/tu non preoccuparti/tu non preoccuparti”.

Al concerto del Circolo ha alzato un coro che neanche ve lo sto a raccontare; ieri a teatro invece, nessuno osava proferire fiato, il che è ammirevole da una parte (al concerto al Circolo non sentivo un cazzo, se non un centinaio di persone che cantavano a squarciagola ogni singola sillaba di ogni singola canzone), ma d’altro canto Vasco sembrava un quattordicenne sperduto che canta da solo di fronte a delle persone che lo ammiravano come da una vetrina, giudicandolo.

Me compresa, ovviamente.

Al rientro dall’obbligatorio break di una decina di minuti, il ragazzo pareva essersi sciolto un po’, ha chiacchierato, bevuto del vino, e alzato dei gridolini isterici delle nostre VSR sfilandosi la giacca. “ODDIO SI SPOOOOGLIAAAA” (Incredibile).

Ha riaperto con Lacrimogeni ed un monologo di almeno dieci minuti che ho personalmente apprezzato, ma forse era effettivamente un po’ lunghino.

Poi l’assolo di viola che, signori, merita veramente una menzione speciale: saranno stati appena due minuti, ma oh, che due minuti melodici alternativi! ClapClapClap Mr. Gagliano.

Ci hanno salutati con una cover, nientepopodimeno che La domenica delle salme di De Andrè.

Certo che non è facile accostarsi a De Andrè, nonostante ormai tutti si sentano in diritto di farlo.

Ma la versione era così stravolta, così brondiana, e anche un pochino battiato-style, che io e Laura l’abbiamo apprezzata davvero.

Seconda uscita; finalmente spazio per gli applausi.

Ma le luci non si riaccendono; Laura nota subito che si sono portati via tutti gli strumenti.

Infatti 5 minuti dopo, i 4 rientrano in platea e ci regalano Produzioni Seriali di Cieli Stellati totalmente acustica, senza microfoni, senza amplificatori, creando un momento magico in cui sembrava che nessuno osasse nemmeno respirare.

C’è stato anche il momento-animatore quando Rodrigo ha sbagliato un attacco ed è stato simpaticamente insultato da Vasco: a quel punto è scattato il megapplauso Non-Importa-Siete-Bravissimi-Vi-Perdoniamo.

Vasco, comunque, io ti devo fare un appunto: lo so che è il tuo punto di forza, e devo dire che FA effetto la voce roca da fumatore bevitore che fa i bagordi tutta la notte, però caro, se continui a cantare così, le tue corde vocali si consumeranno in un altro paio d’anni.

E io ci rimarrò male.

Perchè non ho ancora capito se ci sei o se ci fai, ma per ora non ho intenzione di chiedermelo, perchè le tue canzoni, le tue parole e le tue attitudini mi rispediscono dritto indietro di 4 o 5 anni ai miei primi anni di Università a Bologna, a correre verso l’ospedale Maggiore, a dare da bere a tutti i cani di piazza verdi, o a passare le ore a pettinare le vene di qualcuno, a leggere Vian e Tondelli.

E poi magari diventerò grande e mi darai solo fastidio, boh.

EPILOGO:

Le due VSR comunque non dovevano essere così tanto stupide come pensavo, perchè se la sono filata ancor prima che riaccendessero le luci e che io e Laura potessimo guardarle in faccia.

E riconoscerle per strada.

P.S.: Caro E., Laura ti ringrazia tanto, e dice che le è dispiaciuto molto che tu non sia potuto venire e le abbia dato il tuo biglietto. Ma non ti preoccupare: il concerto non è stato un granché.

[Silently]