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Cala Luna, Sardegna.

27 agosto 2012

Cari Amichi, avete finito le ferie?

Spero di no (per voi), così potete continuare a seguire i miei UTILISSIMI consigli vacanziferi.

Dove eravamo rimasti con l’ultima puntata di MetroViaggi?
Aaaaaah sì, vi avevo portato a Cala Gonone!

Ebbene proprio da Cala Gonone vi sono svariati modi per raggiungere Cala Luna, una delle calette più pubblicizzate (e quindi più famose) del Golfo di Orosei.
Una delle possibilità è affittare un gommone al porticciolo di Cala Gonone, che costa sugli 80-100 euro al giorno + benzina, massimo 5 persone, e potete usarlo magari per visitare anche altre calette, invece di stazionare tutto il giorno a Cala Luna. Ci hanno detto che il gommone è facilissimo da guidare: non ha un motore potentissimo e si guida a 16 anni, quindi penso che ce la potete fare anche voi. Purtoppo non ho la più PALLIDA idea di quanto possa consumare un gommone, quindi per la benzina sinceramente non so se siano 20 o 100 euro in più.

Altrimenti potete prendere un’imbarcazione del trasporto pubblico, sempre dal porticciolo di Cala Gonone, che vi carica e vi scarica, da e per Cala Luna.
Noi abbiam fatto solo il viaggio di ritorno che costava 10 euro, non ho idea di quanto si pagasse A/R.
Passano spessissimo, tipo ogni quarto d’ora nella mattinata e nel pomeriggio; verso ora di pranzo sono meno frequenti.

Noi abbiamo scelto di arrivarci via terra perchè QUALCUNO ci aveva detto che si trattava sì di una bella scarpinata, ma una scarpinata tranquilla, quasi tutta in piano.
Così ci siamo avviati con la macchina verso l’estremità nord del paese (sempre Cala Gonone, eh?), seguendo una strada che si interrompe bruscamente e dove le macchine cominciano a parcheggiare.
Più o meno qui.
Se scegliete questa PICCOLA e POCO FATICOSA escursione, mi raccomando andate presto per trovare parcheggio (cioè ammucchiare impunitamente l’autovettura ad ogni angolo possibile della strada), e soprattutto girate la macchina perchè al vostro ritorno potreste non riuscire a disincagliarla dalle altre 200 macchine e camper e motorini e tricicli che vi hanno parcheggiato intorno.
Il sentiero si avvia con una ripida scala che scende a picco sul mare, verso Cala Fuili, una caletta piccolina che purtroppo nella durata dell’intera vacanza non sono riuscita a visitare.
Ai primi bivi del sentiero, se guardate bene, ci sono cartelli che indicano le direzioni verso Cala Luna.
Ai primi bivi. Poi, andate a naso.
Il sentiero, comunque, NON E’ IN PIANO. Lo voglio precisare.
Il sentiero sfida qualunque legge della fisica e continua imperterrito ad essere in SALITA per due ore e mezza di cammino su rocce e sassi.
Inoltre il sentiero è ben segnalato…fino ad un certo punto. Quando incrociate un bivio senza indicazioni, mi duole dirvelo ma… non dovete scendere, dovete salire.
Se scendete vi potreste ritrovare in una caletta minuscola. Dico ‘potreste’ perchè non è detto, è una caletta che scompare e riappare con le correnti e cambia ogni anno, quindi poesse che se ci andate l’anno prossimo non la trovate.
Dicevo, ad ogni bivio prendete SEMPRE la strada che va in salita.
Il sentiero in TEORIA è segnalato da dei segni sulle rocce, con lo spray colorato o con un triangolo rovesciato inciso.
Se state camminando da mezzora e non avete più visto nessun tipo di segno da nessuna parte: girate i tacchi e tornate indietro perchè avete sbagliato strada.
Non vi fate prendere dal panico se non vedete più il mare alla vostra sinistra: non è previsto.
Il mare si vede per pochissimo tempo all’inizio, poi vi inoltrerete nella boscaglia e tanti saluti.
Ora non dico che il sentiero è inaffrontabile, nè particolarmente difficoltoso tranne che in paio di punti.
Dico che è lungo, a tratti poco ombreggiato, veramente MOLTO in salita, e che non va affrontato in ciabatte (anche se un paio di amiche lo hanno fatto, non è infattibile ma è un po’ pericoloso in discesa sulle rocce).
Portatevi tantissima acqua, veramente tanta, perchè i litri di sudore che verserete basterebbero per il fabbisogno di acqua di un paese africano nella stagione secca.

Ma basta lamentarci della modesta passeggiata che conduce a Cala Luna.
Devo dire che dopo una scarpinata del genere, che ti fa pensare che raggiungerai un luogo inaccessibile, dimenticato da Dio, intimo, quasi privato e probabilmente molto poco frequentato, le aspettative sono alte.
Quindi quando alla fine ti affacci  su questo spiaggione strapieno di gente con l’acqua che puzza di nafta e duemila yacht e gommoni attraccati a neanche 10 metri dalla riva (..alcuni anche A RIVA), diciamo che ci rimani un po’ male, ecco.
La spiaggia è bella, molto grande e piena di cavernoni naturali che ti permettono di rimanere tutto il giorno senza rischiare la morte instantanea per insolazione.
Ci sono anche molte vie per il climbing, alcune dentro alle grotte, quindi fattibili pure a ora di pranzo e con dei bei tetti, non so di preciso che grado fossero ma quella che correva sopra al nostro “accampamento” aveva parecchi rinvii lasciati a morire lì… quindi suppongo non fosse proprio un 5a, ecco.
Guardando il mare e proseguendo alla vostra sinistra ci sono le Grotte Del Bue Marino, alle quali però si può accedere solo con una imbarcazione e a pagamento (stranamente), quindi dopo la mezza delusione della caletta abbiamo rinunciato a farci spennare ulteriormente.

Cala Luna è un viavai continuo di gommoni e barche che caricano e scaricano turisti.
Neanche lo snorkeling ci ha dato molte soddisfazioni, però c’è da dire che il mare era abbastanza mosso e non ci ha permesso di avvicinarci alla scogliera dove finisce la spiaggia, un vero peccato.

Certo se arrivate con un gommone o con una barca è una bella caletta, in cui potete rimanere comodamente tutto il giorno (c’è anche un bar-ristorante dietro alla mini palude, a cui non mi sono avvicinata), magari anche con i bambini, o se volete provare qualche bella via di arrampicata, non ho controllato ma magari ce n’è qualcuna di quelle che finiscono a picco nel mare e si possono affrontare senza corda ma col costume!

Certo che il paragone con altre calette del golfo, come ad esempio Cala Goloritzè, è nettamente a sfavore di Cala Luna.
Cala Goloritzè, raggiungibile via mare o con una scarpinata simile a quella di Cala Luna (solo che il sentiero per Cala Goloritzè è in discesa all’andata e tutto in salita al ritorno…) circa 5 anni fa era molto meno frequentata, non c’è un approdo a riva per i turisti che devono comunque arrivare a nuoto, è molto più piccola e non c’è niente, non c’è bar, non c’è acqua, non c’è niente.
Neanche la nafta nel mare.

Lo snorkeling è ECCEZIONALE, i pesciolini curiosi ti nuotano intorno, e il sentiero per arrivare alla spiaggia è PIENO di vie per il climbing, tra cui la famosissima Aguglia.

Scusate ho divagato, ma Cala Goloritzè è uno dei posti che ti rimangono per sempre in testa.

A differenza di Cala Luna, che ti rimane nel portafogli e nel naso.

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Cala Gonone, Sardegna.

22 agosto 2012

Oggi ho pensato che siccome in ufficio c’è la morte che rotola sotto forma di balle di fieno giganti, per questa settimana mi travesto da Travel Blogger.
Cominciamo dalle vacanze estive: Mare o Montagna?
SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER VOI, quest’anno le ho provate entrambe.
Tra parentesi, mi sento di consigliarvi vivamente le settimane di ferie separate; ve ne sparate una a luglio, poi vi fate quella (che di solito è obbligatoria nelle aziende medio-piccole) di ferragosto.
E’ abbastanza rinfrancante tornare a lavoro a luglio e sapere che tra poco sarai di nuovo in ferie.

Per la settimana di luglio ho scelto la Vacanza Cogli Amichi in Sardegna.
Avendo prenotato il traghetto un paio di mesi prima, sono riuscita a pagare anche un prezzo accettabile, mi pare di ricordare sui 190 euro a/r per 2 persone più la macchina.
La compagnia di traghetti è la Saremar, sarda, l’unica anche solo minimamente avvicinabile per quanto riguarda i prezzi.
Moby & Co. stavano su cifre almeno doppie.

Cala Gonone si raggiunge da Olbia in macchina in un’oretta e mezza, la strada è tranquilla, tranne che nell’ultimo tratto.
Essendo l’Ogliastra il posto DOVE IL MARE INCONTRA LA MONTAGNA, quando arrivate a Dorgali dovete scendere il costone della montagna con 7-8 km di tornanti non proprio ameni. Attenti se andate in camper.

Il campeggio che abbiamo scelto si chiama Camping Cala Gonone.
Prezzi abbastanza abbordabili anche se un pochino sopra la media, in stagione medio-alta 17 euro al giorno per piazzola, macchina e persona (fanno un forfettario, molto comodo).
Di ombra non ce n’è moltissima, gli alberi sono stranamente sfrondicchiati, ma alla fine sei in Sardegna, mica sulle Alpi, cazzo pretendi de sta fresco dopo le 8 del mattino?
I punti forti del campeggio sono:
– Personale molto gentile e disponibile
– Il Baretto, non economico ma abbastanza fornito (al contrario del market completamente vuoto)
– Totale e completa assenza di qualsivoglia tipo di ANIMAZIONE
– Piscina carina e pulita, campetti da calcio e da tennis
– Bagni puliti e grandi
– Docce calde aggratis e in muratura, molto ampie (per farmi fare la doccia tutti i giorni, a ME, in campeggio, ce ne vuole)

Inoltre è situato all’inizio del paese, che in sé è molto piccolo, quindi la figata è che potete andare al mare, a cena, a passeggiare, a bere senza prendere la macchina. LUSSO PURO.

Cala Gonone è un paesino che d’estate si riempie di turisti, ma non al livello della Costa Smeralda. Non ci sono le discoteche e gli yacht da 30 metri attraccati fuori dal porto; ci sono tante famiglie, ma anche tanti ragazzi (per RAGAZZI intendo 30enni senza prole).
Sulla passeggiata sul litorale si mangia ottimamente, abbiamo provato parecchi ristorantini che non sembravano troppo lussuosi e ci siamo sempre trovati a mangiare benissimo e tanto, senza spendere mai cifre eccessive.
Inoltre, se siete attrezzati per cucinare, all’interno del paesino ci sono vari supermercati con prezzi decenti.

Ma basta coi convenevoli, passiamo ai discorsi seri: le spiagge.
A Cala Gonone c’è un porticciolo, da cui principalmente partono le imbarcazioni per le calette del Golfo Di Orosei. Vicino al porticciolo c’è una spiaggia di sassi bianchi. Niente di eccezionale, è la più vicina al campeggio ed è abbastanza affollata di famigliole perché il golfetto ha un’acqua stupenda (come ovunque) e non ci sono troppi scogli.

Per trovare qualcosa di più interessante, basta scendere al lungomare e camminare verso destra: lì cominciano le spiagge con la sabbia o i sassolini. La particolarità è che appena entrati in acqua ci sono scogli scogli scogli, quindi le spiagge non sono frequentatissime dai bambini. In più, se avete una mascheraccia e delle scarpettine per camminare sugli scogli (sono fondamentali, compratele ai negozietti anche di souvenir non appena arrivate: non costanto neanche 10 euro) potete passare delle belle mezzorette ad esplorare le scogliere. L’acqua è abbastanza fredda, devo dire, ma non mancano i pesciolini, le alghe, i ricci, i pomodori e i cetrioli di mare, i polipi, gli anemoni… Insomma non ci si annoia.
Di questo tipo di spiaggia con sabbia+scogli in acqua ce n’è per tutto il lungomare. L’ultima in fondo a destra è anche animata. Non ve la consiglio, anche se in acqua ci sono degli ENORMI giochi gonfiabili, canoe e pedalò da affittare.
Di queste spiagge nessuna è attrezzata, sono tutte libere e non ci sono cabine né docce né bagni (basta risalire sulla strada del lungomare che è costeggiata di baretti e localini).

Per trovare robetta VERAMENTE interessante, invece di andare a destra sul lungomare, scendete verso il porticciolo di Cala Gonone e continuate a camminare verso sinistra, superando il porto.
Troverete una scogliera che prosegue a perdita d’occhio ai piedi di un costone di collina. Se guardate l’acqua vicino agli scogli, potreste notare una strisciata di verde nell’azzurro incredibile: quello è il punto in cui arriva un corso d’acqua dolce che si immette direttamente in mare. Molto molto d’effetto.
Se siete appassionati di fotografia (e chi non lo è ormai) il mare in questo punto assume tutte le tonalità di blu, azzurro e verde che riuscite ad immaginare. Probabilmente anche qualcuna di più.
Seguendo il comodo sentierino sul fianco della collina (non vi perdete alla fonte, se scendete agli scogli sarà difficile proseguire il cammino, cercate di rimanere sul sentiero), potete arrivare alla spiaggia dei nudisti, ma è abbastanza lontana, quindi non vi preoccupate e proseguite finchè non trovate un punto d’ombra.
L’ombra non c’è fino alle 17.30 mi pare, ma se cercate bene ci sono degli scogli che formano un grottino naturale fighissimo, si raggiunge con una ventina di minuti di cammino (anche meno) proprio prima della spiaggia dei naturisti.
Il posto è praticamente deserto, se vedete qualcuno che si avventura di solito va alla spiaggia dei naturisti in fondo, quindi è molto probabile che vi ritroviate completamente soli in un paradiso di acqua verde, di grottine nascoste e pesci che si rincorrono nell’acqua, ci sono piscinette naturali, posti bellissimi per pescare con la canna da punta (ci sono delle belle occhiatine di dimensioni abbastanza ragguardevoli, molto divertenti da tirar su).


Veramente un paradiso terrestre. Portatevi tanta tanta acqua e del cibo perché intorno non c’è niente di niente, dovreste tornare a Cala Gonone se vi servisse qualsiasi cosa.

Bene! La puntata su Cala Gonone è terminata! Vi rimando alla prossima puntata su Cala Luna amici!
Ciaciaciacia.

Cosa ho fatto in vacanza.

2 settembre 2010

– Ho scoperto che le sogliole non vivono nei banchi frigo delle pescherie, ma che effettivamente nuotano nel mare, così come le stelle marine.
– Ho visto tartarughe in mezzo alla strada (e rischiato d’investirle) e asinelli bianchi e libellule giganti.
– Ho scoperto che 300 euro al meccanico per far controllare la macchina prima di partire non bastano ad evitare che l’abs e gli airbag non funzionino e la Clio si distrugga. (Sospetto che dovrei cambiare meccanico).
– Ho scoperto che alla spiaggia della Marinedda, all’Isola Rossa, arrivano onde di 3 metri.
– Ho bevuto litri di Ichnusa.
– Ho smesso di fumare.
– Mi sono abbronzata.
– Sono stata lontana da ogni forma di tecnologia per 12 giorni.
– Mi sono amaramente resa conto che l’80% degli uomini della mia vita che incontro ha dei bambini attaccati al collo.

[Silently]